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Cavallo sulla verticale? Davanti? Dietro? in Rollkur? Facciamo chiarezza con ISES

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27 gennaio 2020 #focus

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Chiudibocca a parte, il cavallo della foto di copertina è sulla verticale? Davanti alla verticale? Dietro? in Rollkur? Quel cavaliere sa con esattezza cosa sta chiedendo al collo/testa del suo cavallo?

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Per fare chiarezza, è molto utile presentare al pubblico un’informativa di ISES – International Society for Equitation Science – sulle alterazioni della postura della testa e del collo del cavallo negli sport equestri, problema che spesso si riconduce esclusivamente al dressage, ma che tuttavia non riguarda solo questa disciplina: la foto rende evidente come, ad esempio, il problema esista anche in salto ostacoli. Proseguiamo dunque con un’altra immagine, che spiega più di mille parole:

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Com’è noto, i cavalli hanno lunghi colli mobili che si sono evoluti per facilitare e rendere più efficace l’alimentazione e l’abbeverarsi. In molti sport a cavallo la postura della testa e del collo derivante dal posizionamento relativo delle vertebre cervicali (collo) e dell’articolazione atlanto-occipitale (testa) viene data priorità – dato il conseguente ingaggio del posteriore, se la postura ricercata viene ben eseguita; va da sé, la posizione di testa e collo viene spesso manipolata tramite la continua tensione ed azione delle redini. È infatti piuttosto comune vedere il collo del cavallo estremamente flesso (vedi Figura 1c) o esteso (vedi Figura 1d) in una vasta gamma di discipline tra cui (ma non limitatamente a queste) completo, dressage, attacchi, reining e salto ostacoli.

In molti casi, certe posizioni di collo e testa dei cavalli non possono essere mantenute autonomamente dall’animale: alcuni equidi proprio non riescono a fare quel che gli viene richiesto (specie se è troppo), altri solo per un certo periodo di tempo e solo “sotto costrizione”. Va da sé che ci sono prove sostanziali che posture di testa e collo non corrette abbiano un impatto negativo sul benessere/salute del cavallo, con conseguenze assai deleterie. Quando si mettono sulla bilancia gli effetti di training siffatti, che hanno peso evidente sulla compromissione del benessere equino, rimangono pochi motivi per cui l’uso di queste posture estreme nell’allenamento (specie iperflesse) dovrebbero esser considerate pratiche anche solo vagamente accettabili negli sport equestri.

Sulla base del gran numero di studi scientifici svolti sull’impatto negativo di posture iperflesse della testa e del collo in merito al benessere del cavallo, con le conoscenze acquisite (che indicano chiaramente lesioni fisiologiche e psicologiche derivanti dall’esecuzione di queste pratiche) ISES nemmeno richiede, e parimenti non si fa promotore, di ulteriori prove/ricerche scientifiche sui danni causati dall’iperflessione. Quanto finora dimostrato in merito è insindacabile, non più discutibile. Altri dati sperimentali / ricerche sono ammessi e condivisibili solo se relativi agli effetti fisiologici e psicologici del cavallo rispetto ad un minor/diverso grado di flessione ed estensione (ad es., posture capovolte di testa e collo).

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