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Prima della Scala, diffida dell’ENPA per il cavallo in scena: forse si sta esagerando?

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29 novembre 2018 #news



Attesa a Milano, dove mancano pochi giorni all’inizio di Prima Diffusa, il grande palinsesto incentrato sull’opera “Attila” di Giuseppe Verdi che venerdì 7 dicembre inaugurerà la stagione teatrale. Oltre 50 gli eventi gratuiti e diffusi in tutta la città per questa Prima 2018, tra proiezioni, incontri, rievocazioni storiche, performance e installazioni, per vivere pienamente la magia dell’opera: l’inizio ufficiale è previsto già per i prossimi sabato 1 e domenica 2 dicembre, dalle 10.30 alle 18.30 in entrambe le giornate: nei fossati e nelle aree del Castello Sforzesco è in programma una rievocazione storica che riporta in vita i protagonisti della Prima della Scala 2018/2019: Attila al Castello è un’iniziativa a cura di Crono Eventi e Ponderosa Music & Art. Le Sale Viscontee del Castello Sforzesco ospitano inoltre le installazioni di Accademia Teatro alla Scala visitabili fino a domenica 9 dicembre. Il programma completo alla pagina ►https://goo.gl/sjWfdF

Tuttavia, una diffida alla direzione artistica del teatro è stata inviata dall’ENPA – Ente Nazionale Protezione Animali per la decisione di portare sul palco del Piermarini un cavallo (che poi è una femmina, il suo nome è Itaca). In scena ci sarà anche un secondo equide, del quale tuttavia non è noto il nome.



«Siamo già diventati amici», ha detto di Itaca l’attore che interpreterà Attila – Ildar Abdrazakov – a margine delle prove. Gli animalisti, che paragonano il teatro al Circo, “gridano” all’«inutile stress che potrebbe configurarsi nel reato di maltrattamento» visto il «contesto non usuale», quello del Tempio sacro della lirica che, dopo anni di assenza, ha riaperto agli animali fra i protagonisti. «Un palco teatrale e il retropalco non sono ambienti adatti a ospitare dei cavalli, che sicuramente saranno costretti a subire rumori, confusione e imposizioni innaturali per quanto animali abituati a lavorare con l’uomo». Questo in soldoni il contenuto della lettera firmata dal presidente dell’Ente a Milano, Ermanno Giudici, indirizzata al sovrintendente Alexader Pereira, al regista Davide Livermore, al sindaco Giuseppe Sala. In conclusione la richiesta che «da quest’anno nessuna rappresentazione scaligera preveda l’impiego di animali in scena». Da notare che la stessa missiva “ammette” che, nel caso dello spettacolo teatrale in questione, gli animali in oggetto sono cavalli, abituati all’uomo: ci sembra una situazione ben diversa da altre importanti azioni intraprese dall’ENPA – quella ad esempio contro l’utilizzo di un orso (trasferito a Milano dall’Ungheria) per uno spot della Mercedes: sono evidentemente due casi completamente differenti – e accostarli nello stesso Comunicato non ci pare molto sensato, così com’è eccessivo paragonare l’attività del teatro alle brutalità del Circo (Comunicato ENPA: clicca qui)

Forse si sta esagerando? Ci chiediamo: è qui, nell’utilizzo di un cavallo – anzi, persino due! – per uno spettacolo teatrale dove potrebbe configurarsi reato di maltrattamento, che l’ENPA deve rivolgere i suoi sforzi nell’immane compito della protezione degli animali? Anche perché lo stesso discorso allora potrebbe valere anche per il cinema – basta film con i cavalli (e film sui cavalli)! Certo, una verifica delle condizioni in cui gli animali sono custoditi, del modo in cui vengono trattati (se hanno cibo, acqua e riposo a sufficienza, prima di tutto) durante i giorni di lavoro con la troupe sarebbe magari doverosa – e altrettanto doveroso sarebbe l’intervento per proteggerli, laddove si registrassero sofferenze o gravi mancanze per il loro benessere. Parlare aprioristicamente di maltrattamento e di probabile forte stress non ci trova d’accordo, ma siamo alle solite degli estremismi: lasciamo i cavalli nei prati, non facciamogli fare più nulla con noi, né passeggiate, né sport, né spettacoli. Attenzione però a non spingere troppo la tutela e il benessere verso la non utilità, cosa che rischia di far sparire il cavallo.

Non si può inoltre non ricordare che la storia del Teatro è anche una storia di equini. Vi proponiamo la bella ricostruzione della presenza del cavallo a teatro compiuta dal Corriere on line, sezione di Milano: “Nell’Ottocento, proprio alla Scala, non si rappresentavano solo opere o concerti. La Sala grande della Scala (l’attuale platea) non aveva poltrone o sedie fisse e poteva essere utilizzata per spettacoli di vario genere, come tornei a cavallo, carnevali e feste da ballo. Una bella immagine dello stampatore Luigi Rossetti immortala lo storico «Torneo dato la sera del 10 aprile 1864 nel R. Teatro alla Scala»: la sala è usata tipo quella di un circo Orfei. Una stampa pubblicata su «L’Emporio pittoresco» del 24-28 gennaio 1865 mostra l’«Interno del Gran Teatro alla Scala» trasformato in una specie di ippodromo indoor”.

La stampa di Luigi Rossetti che raffigura il torneo del 10 aprile 1864 nel Regio Teatro alla Scala

Inoltre, per arrivare al XX e XXI secolo, quella di Milano non è certo la prima «Prima» in cui va in scena un cavallo. “Di sicuro c’era un cavallo nel «Götterdämmerung» diretto da Riccardo Muti nell’’88 con scene del francese Yannis Kokkos. Prima, ovviamente, c’erano stati cavalli un po’ dovunque, ad esempio nella «Aida» di Franco Zeffirelli e Lila De Nobili; Nella stagione 2015 c’erano cavalli in «Die Soldaten» nell’allestimento scenico che Alvis Hermanis aveva ideato per il Festival di Salisburgo del 2012 (stavano però dietro un vetro, non capivi nemmeno se fossero vivi). Anche nel «Falstaff» con regia di Robert Carsen del 2012 c’era un cavallo. Nella «Bohème» di Zeffirelli del 2017, ovviamente una ripresa, c’era la consueta carrozza che transitava davanti al Cafè Momus, con Musetta e tutta la compagnia. Direi fosse un cavallo da tiro, dalla criniera albina. L’estate del 2017, in effetti, segnò l’inizio del ritorno del quadrupede all’opera: c’era anche all’Arena di Verona nel «Nabucco» (ma nell’anfiteatro scaligero il cavallo è di casa) e nel «Tannhäuser» di Wagner alla Bayerische Staatsoper Monaco”.



© Redaz.; riproduzione riservata; fonti: ilgiorno.it; corriere.it; enpamilano.org; in copertina, la locandina dell’ Opera “Attila” di Giuseppe Verdi che venerdì 7 dicembre inaugurerà la stagione teatrale scaligera.



 





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