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Detenuti, cavalli ed empatia in un seminario di studi al carcere di Bollate


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24 ottobre 2017 #news

Domani, mercoledì 25 ottobre, presso la II Casa di Reclusione di Bollate (Milano – http://www.cavallincarcere.it/), un seminario presenterà i primi risultati di uno studio sull’empatia e la regolazione degli impulsi da parte di veterinari e psicologi dell’Università di Milano, volto ad indagare l’evoluzione delle emozioni tra i detenuti impegnati nel lavoro col branco di 40 cavalli ospitato nel carcere. La relazione con i cavalli può infatti essere una «medicina» per migliorare e/o sviluppare empatia, il controllo degli impulsi e la regolazione delle emozioni. Empatia, come spiega Emanuela Prato Previde, docente di psicologia alla facoltà di Medicina e Chirurgia, è «la capacità di rispondere a livello affettivo, cognitivo e comportamentale allo stato emotivo dell’altro, di entrare in risonanza». Per informazioni: asombollate@libero.it


clicca qui per vedere il video di presentazione dell’evento by ClassHorseTV

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Avevamo già presentato in passato l’attività di ASOM – Associazione Salto Oltre il Muro nella II Casa di Reclusione Bollate: già molto nota nell’ambiente equestre e non solo, l’associazione dal 2007 offre una seconda chance non solo ai cavalli, ma anche agli uomini. Claudio Villa, fondatore e presidente del progetto “Cavalli in carcere“, ne è l’artefice: “il progetto è destinato alla popolazione carceraria maschile e femminile e corrisponde al dettato costituzionale della funzione rieducativa della pena, in questo caso in grado di creare un’opportunità di lavoro per persone svantaggiate in esecuzione penale e di promuovere il loro reinserimento da cittadini legalmente attivi nella società civile“.

Importante è il fine rieducativo di questo progetto che, pur coinvolgendo i cavalli, riguarda in primis i detenuti (fine imposto dalla nostra Costituzione, Art. 27): una pena fine a se stessa diventerebbe inumana, infernale, priva di dignità, perché una persona semplicemente punita, ridotta alla sua colpa dunque senza futuro, senza prospettive, senza speranza, che cos’è ma, soprattutto, che cosa diventerà in futuro? Il progetto “Cavalli in carcere” concorre a tutelare la dignità delle persone sottoposte a provvedimenti dall’Autorità Giudiziaria tramite attività con i cavalli atte al recupero delle qualità individuali dei detenuti (compromesse dal disadattamento sociale) e alla possibilità concreta di creare per loro un’opportunità di lavoro e dunque di vita futura: si tratta infatti di attività utili al reinserimento in società dei carcerati e alla riduzione del rischio di recidiva. ASOM ha attivato a Bollate il corso di formazione per Artiere e anche quelli per la mascalcia. L’obiettivo di ASOM è quello di arrivare ad ampliare l’offerta formativa legata ai cavalli, diversificando e moltiplicando le opportunità lavorative future dei detenuti.

In secondo luogo, Claudio Villa con l’Associazione Salto Oltre il Muro sostiene concretamente la tutela del benessere animale tramite l’accoglienza, il riaddestramento di cavalli sequestrati alla criminalità organizzata, a fine carriera, abusati o destinati al macello.

© Redaz.; Riproduzione riservata – Ph. Credits: ASOM – Cavalli in Carcere

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