E’ tempo di vaccino vs. West Nile Virus: già in allarme la Germania
24 aprile 2020 #news
Il mese di maggio è ormai in vista, e, oltre alla tanto agognata ripresa della frequentazione delle scuderie (si spera…) sarà subito tempo di vaccini per i cavalli; dalla Germania arriva già l’allarme per quest’anno sui potenziali rischi legati all’ascesa del virus del Nilo occidentale (West Nile Disease), memori del rilevante coinvolgimento di uccelli, cavalli e persone che registrarono l’anno scorso. Allarme che riguarda naturalmente anche i cavalli sul nostro territorio nazionale.
E’ ormai noto infatti che tutti i cavalli non protetti, ossia non vaccinati, sono a rischio durante la stagione delle zanzare: il virus West Nile / West Nile Disease (WND) viene trasmesso ai mammiferi da uccelli migratori portatori attraverso la puntura di diverse specie di zanzara, in particolare attraverso quelle appartenenti alla specie Culex. Ormai da diversi anni dalla comparsa delle prime manifestazioni di questa grave e spesso letale infezione, vero e proprio problema di sanità pubblica che causa forme di meningo-encefalite negli uccelli, sia selvatici che domestici, negli equidi e nell’uomo (ed è talvolta letale specie per i cavalli), puntualmente ogni estate scatta l’emergenza.
Il virus West Nile viaggia attraverso il sistema circolatorio sanguigno fino a raggiungere il cervello e il midollo spinale, provocando un’infiammazione con sintomi neurologici gravi e potenzialmente fatali. Il virus si trasmette direttamente mediante le zanzare e non da cavallo a cavallo o da cavallo a uomo: il passaggio del virus dalle zanzare ai cavalli è la tappa che solitamente precede il contagio dell’uomo. Nell’uomo la malattia può anche evolvere in forma “simil-influenzale” ed è conosciuta anche come “febbre spacca ossa”, patologia peraltro poco nota ai medici di base, in particolare nelle grandi città, lontane dalle zone agricole.
Il periodo che stiamo vivendo ci aiuta a meglio comprendere la problematica, tutt’altro che irrilevante a livello di casistica, ma a differenza del tristemente noto Covid-19 (SARS-CoV-2) del quale stiamo facendo terribile esperienza, per questo virus esiste un vaccino la cui somministrazione resta l’unico modo per scongiurare il proliferare della malattia e il dilagare dell’epidemia; la vaccinazione oltre ad abbattere significativamente le possibilità di contrarre l’infezione, nel malaugurato caso in cui questa avvenga comunque (ossia nel caso in cui si presentino alcuni segni clinici), permetterà di ridurre notevolmente la sua durata e gravità. Il nostro consiglio è quindi, se non lo aveste ancora fatto, facile averlo dimenticato vista la distanza “imposta” dai nostri cavalli, è quello di contattate il vostro veterinario; nel caso in cui l’anno scorso abbiate vaccinato il vostro cavallo abbiate cura di controllare la scadenza della copertura. Ricordiamo che il vaccino che normalmente si esegue per l’immunizzazione attiva di cavalli sani di 5 mesi di età e oltre prevede un instaurarsi dell’immunità a partire dalle 4 settimane dopo la prima dose di vaccinazione di base. Per raggiungere una piena protezione deve essere seguito il ciclo vaccinale completo costituito da due somministrazioni. La durata dell’immunità: 1 anno dopo la vaccinazione di base costituita da un ciclo vaccinale completo di due somministrazioni. Ricordiamo che le manifestazioni del West Nile, tradizionalmente, arrivano a cavallo dei mesi di agosto e settembre.
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