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Definitiva la condanna per maltrattamento di cavalli all’allevatore di Poirino (TO)

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08 novembre 2017 #news

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Ne avevamo parlato anche lo scorso maggio, informando che stava venendo felicemente a capo la vicenda riguardante 21 cavalli da corsa sequestrati nel 2013 a Poirino, in provincia di Torino, dopo che molti animali erano morti di stenti. A suo tempo la Onlus Horse Angels querelò l’allevatore e si attivò per salvare i superstiti, poi affidati in tutta Italia a privati perché fossero riabilitati, amati e giustamente mantenuti. L’allevatore fu poi reinviato a giudizio per ipotesi di maltrattamento.
Ripercorrendo i fatti, ad Asti, nel Tribunale di competenza, il Dott. Bosticco, rifuggendo l’eccezione della difesa per subentrata crisi economica dell’imputato, e dunque negligenza non voluta ma per necessità, sulla stregua dell’insegnamento della Suprema Corte, la quale riconosce che “per le lesioni all’integrità fisica di cui all’art. 544 ter è necessario il verificarsi di una malattia atta a determinare un’alterazione anatomica o funzionale dell’organismo, anche non definitiva” (Cass. Sez II 26.3.1010), riconoscendo che la nozione di lesione, sebbene non risulti perfettamente sovrapponibile a quella prevista dall’art 582 c.p., implica comunque la sussistenza una diminuzione della originaria integrità dell’animale che, pur non risolvendosi in un vero e proprio processo patologico e non determinando una menomazione funzionale, sia comunque diretta conseguenza di una condotta volontaria commissiva od omissiva (Cass. Sez III 27.6.13 n. 32837). Tale condotta, anche a parere del Giudice Bosticco, integra il reato di maltrattamento nell’ipotesi del dolo generico previsto dall’art. 544 ter cp, avente ad oggetto l’imposizione di comportamenti insopportabili per le caratteristiche etologiche dell’animale attuate non per crudeltà (ipotesi che richiede il dolo specifico), ma senza necessità: il protrarsi nel tempo di tale condotta nei confronti degli stessi animali ai quali non sono stati a lungo neppure somministrati antibiotici e farmaci, costringendo gli animali a vivere in una situazione decisamente di malnutrizione e in alcuni casi addirittura senza acqua.
Pertanto, il Giudice ha pronunciato la sentenza di condanna nei confronti dell’allevatore e proprietario piemontese di cavalli da corsa a mesi 6 di reclusione ed euro 11.000 di multa. Ha inoltre disposto la confisca degli animali in sequestro e sospeso l’imputato per la durata di mesi 6 da attività di trasporto e allevamento animali.
L’imputato è stato inoltre condannato al risarcimento dei danni non patrimoniali patiti da Horse Angels, oltre interessi dalla data della sentenza, rimettendo poi le parti al Giudice civile per la quantificazione dei danni patrimoniali, oltre alla refusione in favore dello Stato della somma liquidata a titolo di spese legali della parte civile. Infine, ha concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena, ma subordinato al pagamento della somma statuita a titolo di danni non patrimoniali.
La sentenza, depositata in data 24 luglio 2017, è passata in Giudicato.
Horse Angels, insieme agli Avv. Chiara Luciani, titolare della difesa e all’Avv. Lorenza Mel, coadiuvante la difesa, sono soddisfatti del ruolo della giustizia in questo caso di negligenza nella gestione degli animali che ha portato al decesso di diversi individui e alla sofferenza di altri.
Horse Angels ringrazia tutte le famiglie affidatarie, il Centro Equino Arcadia, l’Ospedale Veterinario Universitario di Torino, il Dipartimento Universitario di Scienze Agrarie di Milano, il Ministero della Salute e i servizi veterinari della ASLTO5 di Chieri per i contributi in impegno attivo che hanno dato nella fase di sequestro per la riuscita del salvataggio dei cavalli.

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© horseangels.it – riproduzione riservata; foto di copertina – archivio.

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