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Idratazione dei cavalli in inverno: istruzioni per l’uso

abbeveramento in inverno: istruzioni per l'uso
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27 dicembre 2020 #focus

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Lo sappiamo da sempre: l’inverno può rendere impegnative le attività di governo/gestione più banali e questa realtà è chiaramente dimostrata quando si tratta di abbeverare gli animali.

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Idratazione dei cavalli in inverno: istruzioni per l'uso
Da quando l’uomo lavora a fianco di cavalli e bestiame, diversi sono stati i metodi di abbeveramento addottati che, naturalmente, variano da stagione a stagione.

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L’acqua fresca e pulita è fondamentale per una buona salute dell’equide ma le temperature gelide possono renderne molto difficile la somministrazione. Durante i mesi freddi, la digestione del cavallo converte i mangimi in energia che si traduce in calore corporeo. Questo processo è fondamentale per la sopravvivenza invernale dell’animale che in questa stagione passa dall’erba ricca di umidità al fieno più secco; il consumo di acqua è importante non solo per l’idratazione, ma anche per mantenere il mangime in movimento nel tubo digerente.

Le cause comuni di disidratazione in inverno includono:

  • L’acqua ghiacciata può essere troppo fredda per risultare gradita al cavallo (che beve poco o proprio non beve);
  • La fonte d’acqua è completamente congelata (e non arriva all’abbeveratoio);
  • molti equidi si ritrovano “lasciati a sopravvivere” sulla neve e sul ghiaccio;
  • L’acqua ha corrente elettrica / resistenze per mantenersi accessibile contro il ghiaccio; ma a causa del malfunzionamento dell’elemento riscaldante (lo abbiamo visto accadere più volte), la “dispersione” rende impossibile al cavallo l’abbeverarsi, una autentica tortura per il povero animale che tenta ripetutamente di farlo, ricevendo, per contro, scosse elettriche.

Possiamo quindi affermare che la temperatura dell’acqua può essere una causa in qualche modo “nascosta” di disidratazione. Uno studio della Penn State University ha infatti dimostrato che l’aumento della temperatura dell’acqua da appena sopra lo zero a 4-18 gradi Celsius può aumentare la quantità di acqua consumata fino al 40%.

L’inadeguata assunzione di liquidi per periodi prolungati ha due impatti immediati che costituiscono il punto di partenza di problemi più grandi:

Diminuzione dell’assunzione di mangime, con diretto impatto sulla capacità dell’animale di mantenere il peso corporeo e che andrà a diminuire la sua capacità di consumare abbastanza mangime e quindi di accumulare energia per combattere contro il freddo.

Se un cavallo non consuma abbastanza acqua perché proprio non gli arriva causa congelamento o perché giunge ma è troppo fredda e quindi non gradita per poterla bere, il rischio della così detta colica da impatto può aumentare sensibilmente.

Opzioni di abbeveramento per l’inverno

Sorge un’immediata distinzione fra “permanente o portatile” che potremmo così riassumere:

  • Secchi (ultraportatili)
  • Trogoli / serbatoi (semi-portatili)
  • Abbeveratoi automatici (per lo più permanenti, muniti di riscaldatori).
    Gli abbeveratoi portatili possono essere installati e risulteranno funzionanti immediatamente. Abbiamo visto come quelli che utilizzano l’elettricità in genere riscaldano l’acqua ed evitino che questa si congeli. I vantaggi rappresentati da questa soluzione sono la sua praticità, la rapida implementazione e il fatto che non richieda “formazione” o alta preparazione “tecnica”; ma non nascondiamo alcuni importanti svantaggi quali l’elevato costo dell’elettricità, il costo e il tempo necessari per la manutenzione degli elementi riscaldanti e l’eventualità che un’unità malfunzionante potrebbe fulminare gli animali o surriscaldarsi causando un incendio.

Occorre non dimenticare mai quella che potremmo definire come “regola generale”, ovvero che più una soluzione è “portatile”, più è probabile che questa si congeli rapidamente e sia onerosa da utilizzare (a causa, ad esempio del consumo di elettricità) o, altro elemento non trascurabile, il tempo extra necessario per verificare, manutendere e riempire (ad esempio i secchi o i recipienti, ecc.).

© Redaz.; riproduzione riservata; fonte principale dell’articolo horsejournal.com; foto © EqIn

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