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12 cose che la gente di cavalli è stanca di sentire

12 cose che la gente di cavalli è stanca di sentire
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26 dicembre 2020 #humour

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Lo abbiamo già rilevato molte volte, il mondo composto dalla gente di cavalli riguarda persone del tutto eccezionali, che spesso faticano a trovare vera comprensione tra coloro che non condividono questa passione, qualsiasi attività svolgano. Sebbene i cavalieri siano sempre felici di parlare dei loro cavalli, può essere frustrante sentir proferire spesso gli stessi discorsi e vedersi porre domande a dir poco “imbarazzanti”.. Che siano cose sciocche, inappropriate o davvero da ignoranti, vediamo quel che ancora circola extra settore, tra falsi miti ed esagerazioni.

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1.L’equitazione non è uno sport
Molte persone sostengono che l’equitazione non sia uno sport perché “fa tutto il cavallo”, oppure, alla meno peggio, perché “è solo lui a far fatica, mentre tu stai seduto sulla sua schiena”: affermazioni come queste fanno drizzare i capelli ad ogni persona del mondo equestre, che, oltre a montare – dove lo sforzo atletico, sia anaerobico, sia di resistenza – sotto il solleone o col rigido clima invernale – è spesso elevato, si trovano a gestire da terra e ad occuparsi di un animale di 600 kg, che mangia quintali di fieno e sporca di continuo… Da rilevare inoltre che molti cavalieri professionisti si allenano anche in palestra, con un programma di mantenimento veramente costante e serio, per essere sempre al top della forma in sella…

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2.Quando mi fai provare il tuo cavallo?
E’ questa una domanda abbastanza frequente, che le persone pongono agli equestrians con disinvoltura, magari anche sulla scia dell’entusiasmo scaturente dopo aver ascoltato le mille e più “fantastiche emozioni” ed “incredibili avventure” che ogni cavaliere è capace di descrivere in merito al proprio cavallo. Sebbene ovviamente “chiedere sia sempre lecito”, spesso arriverà un fermo e risoluto “NO”, equivalente al “MAI”, come risposta. Alcuni amano portare amici e familiari in scuderia, e farli simpatizzare con il proprio compagno, altri nemmeno questo; per la gente di cavalli resta fermo il fatto che il cavallo non è una bicicletta o un motorino, e pertanto “non si prova”, “non vi si fa un giro”. Inoltre, sussiste anche una questione di responsabilità: a chiedere di montare spesso sono persone che nemmeno han mai montato e dunque, ovviamente, al di là del livello tecnico dell’equide, possono non essere preparati a gestirlo.

3.Sì, sì, ho montato anch’io, so come si fa
“Ho montato anch’io, mi è capitato durante un campus estivo che organizzava anche passeggiate a cavallo”. Ecco, la tentazione di inveire brutalmente contro simili “perle” è veramente dura da contenere… Non tutti i cavalli là fuori possono essere montati da chicchessia, la gente di cavalli lo sa benissimo; e men che meno da qualcuno che ha preso solo alcune lezioni. Ci vogliono anni di allenamento e duro lavoro per diventare un rider, anzi, diciamo pure che non si finisce mai di imparare!

4.Sì, so di cosa parli, è bello; ma è me è capitata una brutta esperienza che…
E qui, chi più ne ha, più ne metta: di fronte al popolo equestre, che magari ha fatto del cavallo il baricentro della propria vita (come sport, come hobby, come passione), molti sono gli interlocutori che ammettono di “capire benissimo” la bellezza di questa passione, e che a loro volta sono stati sempre affascinati da questo meraviglioso animale, al punto che (“tu non lo sapevi”) ma “quando ero giovane (o quella volta in cui sono andato in ferie a…) ho anche montato, ma poi il cavallo è partito al galoppo / mi ha tirato un calcio / mi ha morso / si è imbizzarrito / sono caduto perché in passeggiata si è messo a litigare con un altro cavallo / il mio istruttore dopo la brutta caduta mi ha detto di smettere………”. ecc. ecc. (immaginate ora la discesa del celebre e triste “velo pietoso”).

5.Fai il cavallerizzo/a – fantino/a – cowboy?
Ogni persona che monta a cavallo ha una sua specifica declinazione in base allo sport a cavallo che pratica… destreggiarsi per le persone extra settore, ok, non è sempre semplice; ma sarebbe davvero molto, MOLTO più semplice indicare chi monta a cavallo semplicemente come “cavaliere” (o amazzone)… a volte si scelgono percorsi tortuosi nel vocabolario…

6.Oh, fai gare a cavallo? Quindi salti?
Le persone spesso associano il montare a cavallo e fare agonismo al salto ostacoli. Tuttavia, ci sono molte discipline equestri in cui è possibile gareggiare… tutte! Dal dressage agli Attacchi, dalle Corse al Barrel difficile far capire ai non equestri che non tutti i cavalli saltano – o che non saltano e basta…

7.I cavalli sono molto costosi, quindi devi essere ricco
Sì, i cavalli sono costosi, ma non si deve essere milionari per montare, e persino per essere proprietari. Stabilire di default il background finanziario di qualcuno solo perché monta o possiede un cavallo è ingiusto, e anche scortese. Anzitutto perché tanta gente di cavalli ha rinunciato a tutto il resto (vacanze, shopping alla moda, ristorante ecc.) pur di riuscire a mantenere e stare con il proprio cavallo. Inoltre, perché molte persone montano solo cavalli della scuola, o hanno in fida o mezza fida un equide. Per farcela, sono tantissimi gli equestrians che lavorano sodo, risparmiano su tutto e acquistano attrezzature usate pur di continuare a seguire questa “strana” passione per i cavalli!

8.Ma ce l’hai da quand’era pony?
Tradotto: il tuo cavallo è con te da quand’era puledro? Chi non ha familiarità con i cavalli spesso pensa che un “cucciolo di cavallo”, ossia un puledro sia… il pony !!! Inoltre, nemmeno è noto che la maggior parte dei cavalieri acquista un cavallo anche giovane, ma già addestrato. Alcuni presumono che i cavalieri posseggano cavalli sin da puledri e che li addestrino da soli… diciamolo una buona volta a chiare lettere: il cavallo non è un cane o un gatto. Con le dovute distinzioni, sebbene di certo vi sia chi alleva cavalli e magari si arrangia in tutto, costoro sono più spesso affiancati, e/o si affidano poi a trainer e/o cavalieri esperti per avviare i giovani non solo allo sport, ma anche, semplicemente, al lavoro.

9.Ma anche tu sussurri ai cavalli?
Soprattutto se una persona non fa agonismo, ma svolge altre attività con i cavalli (horse therapy, percorsi di consapevolezza, tutela degli equidi ecc.) di certo non ama subire continuamente domande e paragoni tratti dalla cinematografia (tra tutti i film: “L’uomo che sussurrava ai cavalli”) o dalla musica (Save a Horse, Ride a Cowboy, Wild Horses). Idem usare costantemente giochi di parole con allusioni ai cavalli, quando si parla d’altro tra amici: può diventare molto fastidioso, alla lunga.

10.Le stalle puzzano
Le “case” dei cavalli si chiamano scuderie, ed una differenza rispetto alle stalle (dove sono custoditi bovini, maiali ecc.), indubbiamente c’è: un non addetto al settore certamente avvertirà anche in una scuderia un odore particolare, varcandone la soglia per la prima volta. Tuttavia di certo sarà un odore meno acre, molto sopportabile. Dopo aver passato ore in scuderia, la maggior parte dei cavalieri torna a casa che profuma di cavallo, poiché è qualcosa a cui non solo sono abituati, ma che arriva anche a mancargli, come l’aria…

11.Quindi tu non mangi carne di cavallo?
Questa domanda non dovrebbe, rigorosamente, essere posta, prima di tutto per una questione di manifesta insensibilità (indipendentemente dai credo vegani, vegetariani ecc); oppure anche sì (ogni domanda è lecita), ma in chiave problematica: perché per gli equestrians è l’equivalente del discutere se un essere umano mangerebbe un suo simile, un amico, un compagno.

12.Ma tu per montare devi sellarlo personalmente?
Il cavallo in scuderia normalmente non vive “vestito”, coi finimenti addosso (e fin qui, forse ci arrivano tutti): ok, per chi vi è transitato solo per alcune sporadiche lezioni della scuola, il cavallo o il pony è sempre stato trovato “pronto” per montare, in box o ai due venti, e, post lezione, subito ritirato dall’istruttore e/o affidato a terzi per le operazioni di dissellaggio/grooming. Epperò, sappiatelo: una delle cose più appaganti per la gente di cavalli è occuparsi, in tutto e per tutto, dall’inizio alla fine, del proprio cavallo, cosa che pian piano s’impara sempre più, al pari del salirgli in groppa. Così com’è bello scegliere e decidere cosa sia meglio per lui – e solo per lui – indossare e fare, dai finimenti alle coperte, dalla visita veterinaria extra all’uomo di scuderia a disposizione che, in nostra assenza, lo conduce dal box al paddock…

© Redaz.; riproduzione riservata; foto: © EqIn

 

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