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Passo prima in scuderia, poi vado diretto al lavoro… 7 errori comuni

Passo prima in scuderia, poi vado diretto al lavoro... 7 errori comuni
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23 agosto 2019 #humour

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Fintantoché il sogno di vincere alla lotteria non si avvererà, molto probabilmente stai finanziando la tua passione per i cavalli principalmente col tuo lavoro. Ciò significa anche che fatichi persino a trovare il tempo per mangiare e che sei spesso in macchina: fai il pendolare tra casa/scuderia/lavoro, e sei pertanto un esempio di straordinaria’abnegazione. Il tuo principale sforzo sta nel cercare sempre di incastrare tutto, in una sorta di funambolismo temporale, volto principalmente a riuscire a trascorrere più tempo possibile al centro ippico, insieme al tuo cavallo. Tuttavia in vite siffatte spesso subentrano delle difficoltà: tra queste, non c’è solo il fatto che tu debba toglierti il fieno dai capelli prima di recarti al lavoro…

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1. I cavalli ti sporcano SEMPRE
È sempre una scommessa passare in scuderia con gli abiti che abitualmente indossi per andare al lavoro; l’abbiamo fatto tutti, tutti abbiamo pensato: “Lo giro alla corda rapidamente, ci vorranno 20 minuti al massimo, poi corro diretto al lavoro”. In questo modo sicuramente non finirai per essere sempre in mostruoso ritardo, soprattutto oggi, visto che hai un appuntamento davvero Molto Importante. Tuttavia, sarà solo dopo quell’ “appuntamento Molto Importante” che ti accorgerai dell’enorme macchia giallo-verde che si staglia sulla tua camicia bianca, lungo la schiena…

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2. Bianco vade retro
Il punto 1 ci conduce al punto 2: dimentica di vestire di bianco. Non farlo mai. Fidati di noi. Già è un problema in gara riuscire a mantenere puliti pantaloni e maglietta/camicia bianca ! – tuttavia, proprio perché si tratta di cavalli, nelle competizioni equestri le macchie sono tollerate (e comunque sia, la giacca copre tutto). Altrove, ovviamente, no. E queste macchie, agli occhi dei profani, sono a dir poco orribili.

3. Ci impiego solo 10 minuti
E sì che ormai dovresti saperlo, quando passi in scuderia non ci impieghi mai meno di mezz’ora, anche se ci vai solo per fare un saluto al tuo cavallo e portargli le carote. Sii più realista. Se poi anche decidi, già che sei lì, di accompagnarlo personalmente dal box al suo paddock, come minimo lui si inventerà una scusa per spaventarsi e scappare (così ti ci vorrà minimo un altro buon quarto d’ora per recuperarlo; NB: con il groom che lo accompagna a paddock tutti i giorni il tuo cavallo non si spaventa e non scappa mai). Oppure, non appena lo avrai liberato e gli avrai voltato le spalle, sentirai quell’inconfondibile rumore della prima vivace galoppata cum sgroppata e l’altrettanto matematico suono di ferro su ferro… sì, ovvio: se n’è appena tolto uno.

4. Le calzature smart attirano i cavalli
Se è una giornata soleggiata e asciutta e pensi di risparmiare tempo andando in scuderia con calzature smart, ripensaci. Rifletti a fondo: non è proprio (mai) il caso di usare sandali e affini, né di utilizzare in scuderia calzature alle quali tieni particolarmente. Considera almeno, come eventualità, che sarebbe davvero un’impresa ardua guidare una volta che, anche se solo per pochi secondi, una mezza tonnellata di cavallo è rimasta comodamente posteggiata sul tuo piede inadeguatamente protetto, del tutto sordo alle tue urla di dolore e a tutti gli strani movimenti che stai compiendo per liberarti di lui. Inoltre, non puoi limitarti a cercare di estrarre il fango accumulato sotto le tue suole: si vedrebbe comunque.

5. Nella tua auto c’è un guardaroba
Trascorri molto tempo in auto. Tantissimo. E difatti essa è diventata un ampliamento del tuo guardaroba: ammassati sui sedili posteriori si possono trovare abiti e calzature per ogni occasione, dagli stivali da paddock al tacco 12. Il problema resta solo uno: l’odore di scuderia. Ricorda che anche se tu lo adori, al punto che nemmeno lo avverti più, per gli estranei alla vita equestre non è parimenti piacevole. Vai di Febreeze, come se piovesse.

6. I tuoi colleghi pensano che tu sia (molto) strano
Ti sei alzato in piedi di scatto: difatti non ricevi bene quella telefonata sul tuo cellulare in ufficio, ma devi assolutamente riuscire a parlare con il maniscalco per avere il tuo cavallo al top per l’appuntamento previsto per il prossimo fine settimana. Cade la linea, lo richiami quindi dal fisso: l’improvvisa perdita di comunicazione è un classico con maniscalchi e veterinari – ma se non lo senti ora, rischi di dover trascorrere l’intera giornata nel tentativo di raggiungerlo nuovamente. Tanto è questione di un attimo, quello stesso attimo eterno in cui finalmente ti rendi anche conto che l’intero ufficio si è fatto improvvisamente silenzioso, e ti sta ora ascoltando con un’attenzione modello “conference call”. Buona fortuna: come minimo dovrai poi spiegare loro a cosa servono i ramponi.

7. Vai a molti funerali
A meno che tu non abbia un capo molto – ma molto – comprensivo, è molto probabile che tu debba raccontare bugie per giustificare improvvisi (e frequenti) ritardi, uscite anticipate se non addirittura assenze; vagli a spiegare gli imprevisti connessi agli equidi! Sei in ritardo o non stai proprio  andando al lavoro perché il tuo cavallo è zoppo / ha perso un ferro / è evaso dal paddock provocandosi lievi ferite – che tuttavia se non curi subito degenereranno immediatamente / rischia uno shock anafilattico da puntura d’insetto perché al momento è tutto una bolla da crisi allergica / ha mangiato tutte le mele dell’albero che confinava col suo recinto ed ora ha mal di pancia… chi più ne ha, più ne metta. Tuttavia, ciò significa anche che potresti dover essere molto creativo con le scuse. Tra queste, forse accamperai l’ennesimo appuntamento urgente dal dentista, o il triste trapasso di un parente (ignoto e perduto da tempo). Ovviamente, non ci si assume alcuna responsabilità per siffatto immorale comportamento. Alza la mano, e fai “mea culpa”. Ora scusaci, ma dobbiamo proprio scappare – è subentrato un dolore assurdo ad un dente del giudizio…

© Redaz.; riproduzione riservata; foto © A. Benna / EqIn

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