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Jumping Rotterdam, niente Giochi per gli azzurri

Jumping Rotterdam, niente Giochi per gli azzurri
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23 agosto 2019 #news

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Non propriamente brillante l’epilogo del Campionato d’Europa per la squadra azzurra, culminato oggi nella Finale a squadre con un’Italia che aveva visto un deciso miglioramento al debutto della 2^ prova di ieri, il quale ha permesso al team azzurro di trovarsi oggi a competere tra le migliori 10 formazioni del Continente (24 Paesi al via in questo campionato europeo). Peccato però che la qualifica per Tokyo 2020 sia oggi tristemente sfumata quando sembrava così vicina, così come la possibilità di un discreto piazzamento in questo Europeo nella gara a squadre di Rotterdam 2019. L’Italia ha chiuso al 9° posto su 10 squadre, lontana dal vincente team belga, dalla Gran Bretagna (3^) e dalla Francia (4^), Nazioni che parimenti ambivano ed hanno oggi ottenuto il pass per le prossime Olimpiadi.

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E' di Filippo Bologni la Ranking de "Le Lame" - Montefalco

Rotterdam Team Result

Un parterre di indubbia qualità ha presidiato questo appuntamento di grande prestigio e dunque una serie di rivali, con la R maiuscola, hanno messo a dura prova i nostri atleti impegnati in Olanda; resta in ogni caso un po’ di amaro in bocca per tutti gli addetti e gli appassionati della disciplina, che certamente auspicavano un risultato migliore viste le premesse, e soprattutto speravano di poter vedere confermata la presenza alle prossime Olimpiadi per i nostri azzurri, senza dover arrivare a riporre tutte le speranze nello CSIO di Barcellona – ultima spiaggia. Ricordiamo infatti che l’ultima chance di qualifica per l’Italia sarà quindi nella Finalissima spagnola del Circuito FEI Nations Cup – in programma dal 3 al 6 ottobre prossimi.

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Passando però ai fatti, possiamo raccontare di un team compatto e affiatato, che ci ha provato fino alla fine, certamente cercando di far bene. La prima ad entrare in campo è stata Giulia Martinengo Marquet con Elzas, la quale ha realizzato un buon percorso, montando “pulito”, in maniera ordinata e precisa, come l’amazzone dell’Aeronautica Militare ci ha abituati, soprattutto rimettendo controllo dopo un momento veramente difficile nella doppia gabbia; sotto la sua sella, uno dei cavalli del team più in forma, più promettenti (da Diamant de Semilly x Cornet Obolensky) nonostante la giovane età (10 anni): purtroppo l’errore a metà percorso, al 2° largo (doppia gabba – combinazione con 2 oxer + verticale in uscita) con l’ostacolo letteralmente “pedalato”, ha generato l’unica penalità del binomio, che resta comunque il migliore in campo a Rotterdam oggi. Riccardo Pisani e Chaclot hanno calcato per secondi l’arena olandese, teatro di grande sport in questi giorni, e realizzato a loro volta un buon giro: purtroppo, per quanto controllato, abbiamo assistito ad un percorso non particolarmente veloce, senza brio, ed appunto penalizzato nella sua conclusione sia per il tempo, sia per un errore commesso agli ostacoli. Marziani e Tokyo du Soleil (che, al momento, individualmente, sono il miglior binomio azzurro in questo Europeo, al 21° posto) hanno a loro volta incassato 4 penalità agli ostacoli ed 1 per il tempo. Infine, il consolidato binomio Bruno Chimirri / Tower Mouche, sebbene non particolarmente performante in questo Europeo (ma, va detto: hanno già dato: più e più volte), ha concluso con due errori più 1 penalità sul tempo.

“Non posso recriminare nulla riguardo alle prestazioni di cavalli e cavalieri, da un punto di vista tecnico-sportivo – ha detto il CT della nazionale Duccio Bartalucci – perché tutti si sono dimostrati assolutamente all’altezza. Purtroppo, però, la nostra prestazione in questo Europeo non è bastata, perché il livello di questo sport è talmente alto che bisogna fare ancora meglio. L’assenza di Ensor de Litrange e De Luca (a causa di un lieve infortunio verificatosi alla vigilia ndr) – ha aggiunto Bartalucci – non ha giocato a nostro favore in questo Campionato continentale. Arriviamo a Rotterdam quasi al termine di una stagione svolta ai massimi livelli. Qui in Olanda abbiamo perso un primo “match point”, pur facendo complessivamente un Campionato discreto sotto un profilo tecnico con squadra omogenea, di livello e gran qualità. Avremo dovuto e potuto fare dei percorsi netti oggi, ma per l’andamento della gara non sarebbero bastati neanche tre netti per riuscire ad acciuffare i nostri rivali che erano davanti a noi in classifica dopo le prime due prove. Purtroppo siamo partiti in salita con la prova a tempo tabella C. Qui in Olanda abbiamo perso, nonostante un buon recupero nella seconda prova. Davanti a noi avevano un buon margine a loro favore Belgio, Gran Bretagna e Francia. Il percorso di oggi si è rivelato molto più semplice di quello di ieri. Non vi è logica in tutto questo perché normalmente in tutti i Campionati europei e mondiali la terza giornata è più difficile perché restano in gara solo le migliori squadre, ma questo è il nostro sport e dobbiamo accettarne le regole e saltare ciò che troviamo”. Proprio a proposito della tabella C, nella quale si sono cimentati i cavalieri durante la 1^ prova di Rotterdam, Bartalucci si è soffermato su una riflessione relativa alla reale utilità di questa gara ai fini della classifica a squadre.

“Tutte le più importanti competizioni che si svolgono durante la stagione – ha aggiunto il CT – sono impostate su gare a due percorsi (vedi Coppe delle nazioni ndr), a barrage o tutto al più a due manche (vedi Gran Premi ndr). La formula di gara dei Campionati internazionali prevede una prova a tempo tabella C, con salti, peraltro, più bassi di 10 centimetri (150 in questo caso ndr) rispetto alla classica gara a squadre. I binomi di primo livello, non affrontano percorsi di questo tipo durante l’anno. I primi cavalli corrono solamente nei barrage su percorsi con tracciato di 6/8 ostacoli. Perché fare un qualcosa di diverso rispetto a quello che è il confronto previsto durante tutto l’anno tra le diverse nazioni? Ma questo è lo sport, come dicevo prima, e le regole sono uguali per tutte le squadre. Oggi a noi è andata così. A questo punto – ha concluso Bartalucci – lotteremo in un testa a testa con l’Irlanda (che insieme all’Italia non ha ottenuto la qualifica olimpica) in occasione della finalissima di FEI Nations Cup di Barcellona la prima settimana di ottobre, appuntamento al quale l’Italia si è qualificata alla fine di una stagione davvero positiva” (cit.; fonte: FISE).

Lungi da noi avanzare facili critiche sulla gestione del team, la scelta e lo “stato di salute” dei binomi presenti, o quant’altro: indubbiamente non rientra tra le nostre competenze. Certo è che in questo campionato continentale ha molto pesato l’assenza di Lorenzo de Luca (la stessa stampa internazionale ha dato molta evidenza al ritiro del binomio, a pochi giorni dall’inizio degli Europei: “bad start” per l’Italia a Rotterdam) e il solito troppo scarno parco cavalli / binomi a disposizione, sommato all’arcinoto fittissimo calendario agonistico – che finisce sempre per dover contare / puntare tutto su pochi soggetti durante gli eventi decisivi, quelli veramente importanti. Oggi resta infine solo l’amarezza nel constatare che per azzurri, sebbene “non mollino mai”, questi impegni internazionali di alto livello sono sempre vissuti, affrontati – e percepiti all’esterno – come una fatica, ogni volta come una sorta di scalata dell’Himalaya. Forse non dovrebbe essere così. A noi non resta che augurare/augurarci: ad maiora.

©C.B. & B.S.; riproduzione riservata; in copertina Martinengo & Elzas con Marco Di Paola Presidente FISE – archivio © A.Benna / EqIn

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