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Letture: tornando “nei boschi d’agosto” con Mauro Penza

Nostalgia dell'estate?
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28 dicembre 2020 #news

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Se le letture equestri sono la vostra passione ed in questo freddo inverno avete bisogno di un po’ di evasione riassaporando le avventure in sella della scorsa estate, un volume che non può mancare nella vostra libreria è “Nei boschi d’agosto” di Mauro Penza, al suo terzo lavoro a stampa, specialista della disciplina del Reining, blogger e telecronista dei principali eventi sportivi nazionali di disciplina, edito da Robin Editore (496 pp.):

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Al centro della narrazione, l’articolato racconto di un trekking di dieci giorni al confine tra l’Appennino Emiliano e la Toscana, nominato “La Lunga” dal suo organizzatore, Jason, proprietario di un maneggio appena fuori Modena. Storie e aneddoti che riguardano uomini e cavalli s’intrecciano in una vicenda comune. “Per ritrovare la strada, per illuminare il cammino. Per definirsi e ritrovarsi, per comprendersi e perdonarsi. Vieni con noi. Non sappiamo se tornerai diverso, ma forse ritornare darà un senso nuovo a quello che verrà dopo”…cosi cita il volantino pubblicitario del trekking “La Lunga”, e sicuramente l’esperienza vissuta darà ai protagonisti punti di vista nuovi per affrontare il domani e, perché no, anche al suo lettore.

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Il gruppo dei partecipanti è variegato, composto da neofiti e veterani del cavallo, ognuno con un obiettivo: c’è Paola che, insieme a Sebastiano, Andrea e Jason, vuole commemorare un’amica venuta a mancare, lasciando una piantina di quercia nei luoghi più significativi del tragitto; Maurizio, campione nella disciplina del Reining che cerca nello svago di quel trekking che si ripete ogni anno la soluzione al suo blocco professionale – “è curioso come alcuni luoghi racchiudano in se l’alchimia segreta di un trampolino di lancio e allo stesso tempo di un buco nero”; ci sono Enzo ed Elisa, che partecipano per ravvivare la loro storia d’amore. E c’è anche chi è stato in qualche modo costretto a partecipare, come Daniele, e chi invece non vedeva l’ora, come il Giuseppe, il Professore.

Come in tutti i viaggi di gruppo in cui non ci si conosce bene gli uni con gli altri, serve qualche giorno perché crescano coesione e sicurezza, visto soprattutto l’aspetto tutto nuovo di questa esperienza per alcuni, che riguarda nello specifico la gestione del cavallo, Edoardo, il braccio destro di Jason, intuisce il senso di smarrimento e così rassicura: “Oggi vi sentite cosi. Lo capisco. Ma quando tornerete avrete uno sguardo diverso. Avrete morso l’avventura e ne vorrete ancora”.

Nonostante il tracciato fosse studiato e ben organizzato con una persona d’appoggio (Masha, che raggiunge il gruppo con viveri e materiale da campo ogni sera), non mancano colpi di scena, a volte anche tragici, e incontri inaspettati. Il testo si divide in più storie, che l’autore porta avanti parallelamente e interseca con estrema semplicità: quella centrale della Lunga, quella parallela dei personaggi che vi fanno parte e quella di altri viandanti, incontrati per caso durante il tragitto.

Il libro è coinvolgete, ci catapulta in luoghi e situazioni che sembra di vivere in prima persona: si capisce che l’autore per primo ha vissuto questi luoghi e li sente propri. La descrizione del contesto naturale è dettagliata e ci immerge nell’ambiente attraversato dai partecipanti, come quando “lasciano il fondovalle, accompagnati dal canto delle cicale, da un sole che già si promette cocente, dalla sagoma di mille colline che, come le onde di un oceano verde, non ne fanno intuire le reali dimensioni e vastità”.

Penza è certamente uomo di cavalli e di avventure equestri, e la sua scrittura non fa che renderlo esplicito: bellissima ad esempio la descrizione di una partenza al galoppo lungo una radura prima dell’inizio di una fitta boscaglia: “È il rumore di un tamburo in tre tempi che percuote la madre Terra e la fa suonare del suo suono più profondo. È il silenzio completo di tutto quello che c’è intorno, mentre il collo si distende e gli anteriori mordono il terreno cercando l’allungo. È l’adrenalina che ti pompa nelle vene e ti fa sentire maledettamente vivo”.

Libro amabile e dalla lettura scorrevole, ha il pregio di esser sì dedicato principalmente alla gente di cavalli, ma anche quello di poter risultare altrettanto piacevole anche per chi i cavalli non li vive, ma li sogna.

© S. Scatolini Modigliani; revisione B.S.; foto: © Eqin

 

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