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Il cavallo deve muoversi libero, da box a paddock, e viceversa: ma costa…

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Il cavallo, erbivoro predato, è una “macchina” ingegnata da madre natura essenzialmente per spostarsi liberamente, possiamo quindi immaginare facilmente quanto sia importante per lui la movimentazione quotidiana: per i cavalli scuderizzati, stare stanziali anche “solo” 24 h nel box è pratica da evitare in tutti i modi; ci sorprenderà comunque scoprire che per la loro salute il lavoro in sella/alla longe/giostra/tapis roulant che sia… non è sufficiente.

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Il cavallo che vive libero si muove per ragioni di necessità, come raggiungere cibo, acqua o luoghi per ripararsi; pascola dalle 15 alle 16 ore al giorno e compie all’incirca 20 km quotidianamente. I cavalli residenti in normali paddock percorrono al massimo 7,5 km al giorno: sono quindi più sedentari. Le condizioni migliorano se il cavallo viene inserito in un “circuito” quale “scuderia attiva” o “paddock Paradise” (+ info: clicca qui).

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Per i cavalli in box le distanze percorse quotidianamente scendono a 200 m al giorno. Numerosi studi dimostrano che lasciare il cavallo libero di muoversi a prato, oltre al lavoro sotto sella, ha effetti benefici sulla sua salute e sul suo comportamento… e quindi, di riflesso, sulle sue prestazioni.

Spesso i proprietari dei cavalli preferiscono far loro fare solo vita da box, in primis perché ritengono che siano più al sicuro da eventuali incidenti. Ma, diciamolo, a volte scelgono questa strada per mero egoismo (personale – voglio star tranquillo – ed economico – servizio che costa!): serve ovviamente un uomo che porti “avanti e indietro” tutti i giorni il cavallo da box a paddock: il suo tempo/competenza, ovviamente, ha un valore; altre volte, invece, la difficoltà sta nella mancanza di spazi disponibili delle stesse strutture, triste e concreta realtà che oggi tuttavia deve esser ponderata seriamente da ogni proprietario che abbia veramente a cuore il benessere del proprio cavallo.

Puntiamo però il dito sul fatto che, se la scuderia mette a disposizione adeguati spazi e il servizio di dislocazione quotidiano box/paddock, 365 gg l’anno (con cambio coperte da interno esterno in base al freddo o agli insetti, stinchiere per i paddock ecc.), non approfittarne / non servirsene per ragioni “economiche” è quanto mai deplorevole: un concorso in meno al mese coprirebbe largamente ogni costo aggiuntivo richiesto per il groom che si occupa di spostare il cavallo da un posto all’altro. PS: portarlo a brucare l’erba un quarto d’ora quando si è presenti in scuderia, non è la stessa cosa, nemmeno equiparabile…

Dobbiamo infatti considerare le differenze di andatura tra un cavallo lasciato libero al prato, ed uno condotto da noi a mano (cosa che ogni proprietario fa, quando può; ma di certo, non per 3/4 ore tutti i giorni…). Inoltre, libero a paddock il cavallo si muove principalmente al passo; in lavoro, procede a tutte e tre le andature in un tempo concentrato, di solito 45 min / un’ora in sella, 20 minuti massimo alla longe. Su 24 h in box, l’ora d’aria… non è aria, è solo lavoro concentrato, magari anche molto impegnativo.

I benefici del lasciar libero il cavallo al prato sono molteplici e si esaltano se i cavalli sono in gruppo (da considerarsi tale a partire da due cavalli). È sempre più evidente alla scienza che il movimento, specie durante la fase giovanile, svolge un ruolo cruciale nel determinare la struttura e la composizione biochimica dei tessuti dell’apparato locomotore (soprattutto il rinnovamento del collagene) e quindi migliora le qualità biomeccaniche. Nei puledri il movimento è essenziale per lo sviluppo scheletrico – qualità delle ossa – cosa che aumenta la resistenza alle fratture.

È stato inoltre osservato che i puledri svezzati, allevati in box, hanno una circonferenza ossea inferiore rispetto a quelli cresciuti a pascolo permanente o parziale 12 ore al giorno, confermando l’ipotesi di un effetto favorevole del movimento sul mantenimento e sull’aumento del contenuto minerale osseo. Ma il benefit del movimento quotidiano in libertà riguarda anche cavalli maturi/anziani: soggetti ad artrosi nel 90% dei casi, più questi cavalli avranno possibilità di movimento in libertà, meno soffriranno dolori… lasciarli completamente fermi per più e più ore in maniera continuativa equivale a “inchiodarli”, idem costringerli al solo lavoro, senza possibilità di muoversi per sciogliersi/defaticare autonomamente, specie poi…

L’alloggiamento esclusivo in un box, anche per cavalli che lavorano regolarmente da 60 a 90 minuti al giorno e non ricevono concentrati, aumenta inoltre il rischio di blocco nell’intestino, che causa coliche. La collocazione in un box limita quindi in modo significativo tutte le attività. È quanto emerge da diversi studi dove i cavalli che escono dal box solo per lavorare o che escono poco in libertà (2 ore alla settimana), sono più agitati, si sdraiano di meno e risultano più stressati (evidenziato dalla variabilità della frequenza cardiaca ) rispetto a quelli lasciati liberi di muoversi almeno per 1-2 ore al giorno: questi ultimi risultano anche essere più motivati nel lavoro. Inoltre, i cavalli che escono a paddock per almeno un paio d’ore al giorno fanno meno difese e capiscono più velocemente le richieste di chi li conduce a mano, rispetto a quelli che escono dal box esclusivamente per lavorare; la mancata movimentazione in libertà corrisponde ad un aumento della reattività e ad una diminuzione dell’obbedienza.

Di più: più frequente sarà il rischio di incidenti, quanto meno il cavallo esce e/o rimane da solo, libero di muoversi come crede. E’ chiamato effetto di rimbalzo ed è stato dimostrato in numerosi studi. Quindi, una privazione del movimento in libertà si traduce, quelle rare volte in cui un cavallo viene rilasciato in un recinto, in un comportamento locomotorio accentuato o addirittura intensivo, compresi calci associati a vocalizzazioni, e quindi aumenta il rischio di lesioni. I cavalli sono animali abitudinari… se il movimento libero non rientra nella loro routine ma è solo un extra/una tantum, non dobbiamo stupirci che possano capitare degli incidenti…

Le restrizioni della vita in box sono associate all’espressione di stereotipie.

Anche se la mancanza di spazio e/o l’esercizio della libertà non sembrano essere coinvolti principalmente nell’espressione di stereotipie, quando sono presenti da sole, rappresentano un fattore di rischio, specie se associate all’isolamento sociale.

Uno studio su 1.750 cavalli sportivi ha rilevato stereotipie nel 32,5% dei cavalli da dressage, nel 30,8% dei cavalli da salto e nel 19,5% dei cavalli da endurance. Nei cavalli da completo e da dressage, i rischi aumentano più aumenta il tempo trascorso in scuderia. Gli studi che utilizzano il condizionamento operante e i test di scelta hanno dato un’idea dell’importanza della motivazione dei cavalli ad uscire in un paddock in libertà… e non ci sono più dubbi in merito.

© S. Scatolini Modigliani – riproduzione riservata; foto © A.Benna / EqIn

 

 

 

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