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Intervista a Simon Delestre: i miei segreti sono la pazienza e la perseveranza

Intervista a Simon Delestre: i miei segreti sono la pazienza e la perseveranza
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17 gennaio 2023 #news

Simon Delestre, ex numero uno al mondo e cavaliere partner di Hermès, racconta il suo viaggio ad Horsealot, il suo inizio difficile e le chiavi del suo successo.

Cosa rende il cavallo un animale speciale e cosa ti attrae di lui?

Il cavallo è un animale intelligente, maestoso e molto vicino all’uomo, il che lo rende speciale. Quello che mi attrae di più è sicuramente la complicità che riesce facilmente a creare con l’uomo. Per diventare un tutt’uno con l’essere umano, è in grado di anticipare e di provare un sentimento”.

Quando è nata la tua passione per l’equitazione?

Nella mia infanzia, sono nato tra i cavalli”.

Come sono state le tue prime volte in sella ad un pony?

La prima volta, tecnicamente, ero nella pancia di mia mamma! Ma il mio primo ricordo risale alle mie lezioni con un pony chiamato Tout Petit da cui cadevo quasi ogni volta!”

Quando hai capito che volevi fare dell’equitazione il tuo lavoro?

Molto presto, dagli anni Panama du Cassou (il suo pony preferito, un purosangue arabo di proprietà dell’Haras Nationaux, che conobbe intorno agli 11 anni, ndr), sapevo che i cavalli sarebbero stati la mia vita!”

Perché hai scelto il salto ostacoli?

Perché ci sono nato, ma anche perché nessuna disciplina mi ha dato delle sensazioni paragonabili ai salti“.

Qual è il tuo ricordo sportivo più bello?

I Campionati Francesi Pony Elite Grand Prix con Panama du Cassou nel 1994. Avevo 13 anni. L’incontro con questo pony è stato decisivo per la mia carriera: avevo questa sete di vincere e lui mi ha dato il gusto della competizione”.

Hai un aneddoto divertente da condividere?

Durante il mio primo Gran Premio internazionale Pony a Verona, ho completamente dimenticato il percorso dopo il numero 7, sono stato piantato in mezzo alla pista senza sapere dove andare…”

Ad oggi, qual è il più grande orgoglio della tua carriera?

Essere stato il numero uno al mondo!”

Al contrario, qual è stata la tua più grande delusione e la lezione che ne hai tratto?

Le Olimpiadi di Rio, nel 2016. Questa esperienza mi ha insegnato che anche quando tutto è pronto, ci sono certe cose che non puoi controllare”. (Mentre era uno dei favoriti, il suo cavallo, Ryan des Hayettes, si è ferito l’8 agosto nel suo box, costringendolo a dare forfait, NdR)

Cosa fai poco prima di una competizione? Hai dei riti particolari, delle piccole superstizioni?

Non più… Ma mi isolo per concentrarmi meglio”.

Come sono organizzate le tue giornate?

La mattina inizia con gli esercizi per la schiena. Il pomeriggio è spesso dedicato all’addestramento di giovani cavalli ed agli allievi, ogni tanto devo occuparmi anche all’amministrazione, quando mia moglie non mi lascia scelta (ride). L’ultima parte della giornata è dedicata ai miei figli, appena tornano a casa da scuola”.

Quando ti rendi conto che formerai un buon binomio con un cavallo? Ci vuole tempo o lo sai dalla prima volta che lo monti, o anche prima, dal primo contatto o anche solo osservandolo?

A seconda dei cavalli, potrebbero essere vere tutte e tre le ipotesi. Una cosa è certa, però, costruire una relazione richiede tempo. Con i cavalli devi essere paziente e perseverare”.

Come si costruisce questo rapporto? Perché è particolarmente importante mantenerlo?

Ogni giorno, attraverso piccole cose, piccoli esercizi per conoscerci. La complicità è fondamentale per la competizione, il cavallo deve avere fiducia e mettersi in gioco con noi”.

Sei uno dei cavalieri partner di Hermès, perché hai scelto questo brand in particolare? Cosa rappresenta per te Hermès?

Hermès ed io abbiamo scelto di lavorare insieme perché abbiamo la stessa ricerca dell’eccellenza. Hermès è una casa prestigiosa e di qualità, volevo il meglio per i miei cavalli! È anche un simbolo del nostro know-how francese ed è un onore essere ambasciatore di una casa di moda così bella!

Che consiglio daresti ai giovani cavalieri che vogliono avere successo nel salto ostacoli?

Perseverare e lavorare sodo. Potrebbe non bastare, ma è sicuramente essenziale. Per i cavalli, di livello alto, è una strada lunga, difficile e tortuosa. Devi crederci e non mollare mai!”

© Comunicato stampa Horsealot ; foto: Simon Delestre con Iniesta V archivio ©  EqIn / M. Proli

 

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Redazione EQIN
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