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Le attività con i cavalli influiscono sul comportamento prosociale degli adolescenti

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27 ottobre 2020 #focus

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La maggior parte degli psicologi (Batson, 1998; Eisenberg, Fabes & Spinrad, 2006) con comportamento prosociale intende qualsiasi azione volontaria volta a beneficiare altre persone: con “prosociale” “s’intende ogni comportamento diretto ad aiutare o beneficiare un’altra persona o un gruppo di persone, senza aspettarsi ricompense esterne (Mussen & Eisenberg, 1985, p. 53).

E’ noto che per gli adolescenti interagire con i cavalli può fornire un ottimo sostegno per crescere in modo equilibrato. Tuttavia, un nuovo studio condotto dalla prof. ungherese Imre Zoltán Pelyva e i suoi colleghi – che si sono concentrati su un gruppo di ben 525 studenti in buona salute, di età compresa tra 14 e 18 anni, senza bisogni o problemi educativi speciali – è entrato più nello specifico delle determinazioni di questa relazione, fornendoci indicazioni preziose.

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Durante lo studio, le differenze tra gli adolescenti che avevano a che fare con i cavalli e quelli che al contrario non avevano alcun tipo di contatto si sono rivelate piuttosto profonde, in molti ambiti.

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Quelli a contatto con i cavalli avevano frequentato 10 scuole secondarie agricole in Ungheria, avevano tutti preso parte a un programma di quadriennale di sport equestri e non avevano difficoltà fisiche o psicologiche diagnosticate. Questi studenti passavano due giorni alla settimana, dalle 9 alle 13, con i cavalli: li nutrivano, si prendevano cura di loro, pulivano il box, li montavano e li muovevano alla corda.

I membri del secondo gruppo erano invece studenti delle stesse scuole che però avevano studiato materie non legate ai cavalli, bensì all’agricoltura o all’industria alimentare (come giardinaggio, zootecnia) e non avevano mai preso parte ad alcuna attività che coinvolgesse un cavallo. Tutti gli studenti sono stati valutati sia all’inizio che alla fine dei loro studi con dei questionari che indagavano possibili problemi emotivi, comportamentali o disturbi psichici e i risultati sono stati poi comparati per i due gruppi.

Il team di ricercatori, come riportato nella rivista Open Access “Environmental Research and Public Health (https://www.mdpi.com/), ha mostrato come gli studenti che praticavano equitazione avessero meno problemi emotivi e comportamentali e che il loro atteggiamento prosociale (aiutare gli altri, condividere, donare, cooperare, fare volontariato) era di circa quattro volte migliore di quelli del secondo gruppo.

Il team dell’Università di Pécs e dell’Università di Szeged in Ungheria ha definito le differenze più evidenti: gli studenti con attività legate all’equitazione sono più disponibili ed empatici e, in generale, hanno meno problemi comportamentali rispetto a quelli che studiano altre materie. È stato anche riscontrato che gli studenti che praticavano sport equestri hanno avuto meno problemi al momento dell’ammissione a scuola.

Le analisi dei ricercatori hanno evidenziato che le attività legate agli equini erano un fattore significativo che portava a tratti comportamentali favorevoli per lo sviluppo. Uno dei membri del team ha affermato: “È importante dire che questi effetti benefici legati alle attività con gli equini si basano principalmente sulla comprensione e sulla sensibilità degli studenti verso la comunicazione con l’animale. La semplice presenza di un cavallo non basta. Gli studenti devono imparare a trattare i cavalli non come oggetti ma come esseri viventi con cui interagire in maniera positiva. Crediamo fermamente che questo possa aiutare anche a costruire una relazione di fiducia, comprensione e accettazione verso i propri simili”.

L’adolescenza è un periodo difficile e i ragazzi a questa età devono affrontare molti problemi. Hanno bisogno di aiuto per capire cosa fare e trovare il loro posto nel mondo. Quelli più fortunati ricevono sostegno dalla famiglia e dagli amici, altri no.
“Il nostro studio ha dimostrato che, con un po’ di attenzione, i normali programmi scolastici possono andare a migliorare competenze che saranno utili nella vita. Se i cavalli possono essere usati per aiutare gli adolescenti e ci sono scuole che hanno dei cavalli, perché non sfruttare questa possibilità? Con un piccolo investimento, i guadagni potrebbero essere grandi. Questi risultati mostrano anche che le scuole o i programmi professionali legati agli equini hanno – per quanto ne sappiamo – un potenziale finora non identificato per aiutare gli adolescenti con problemi di comportamento o per prevenirne lo sviluppo”.

© Olivia Belloli; riproduzione riservata; Bibliografia: Pelyva, I.Z.; Kresák, R.; Szovák, E.; Tóth, Á.L. How Equine-Assisted Activities Affect the Prosocial Behavior of Adolescents. Int. J. Environ. Res. Public Health 2020, 17, 2967 (lo studio può essere letto cliccando qui); foto © EqIn

 

 

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Redazione EQIN
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