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L’olfatto per comunicare: anche i cavalli sono sensibili agli odori

L’olfatto per comunicare: anche i cavalli sono sensibili agli odori
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Come accade per molti animali, i cavalli hanno un apparato olfattivo molto sviluppato. Nel corso degli anni, però, l’esplorazione e l’interesse del cavallo nei confronti degli odori che lo circondano varia. I fattori che influiscono maggiormente sono proprio l’età e la gravidanza. A rivelarlo è stato un recente studio, uno dei pochi in materia, realizzato dalla ricercatrice svedese Maria Vilain Rørvang e dalla sua equipe per la rivista scientifica “Frontiers in Behavioral Neuroscience”. Un aspetto, quello dell’olfatto, ancora poco studiato rispetto ad altre attività sensoriali (+ informazioni clicca qui).

I cavalli, rivela lo studio, sono influenzati e hanno reazioni diverse agli odori che li circondano. Circostanze non ancora abbastanza approfondite, secondo gli studiosi. L’olfatto “svolge un ruolo chiave nella loro vita quotidiana e di conseguenza influisce sul loro benessere”, spiegano i ricercatori. Le reazioni dei cavalli agli odori, e la capacità di prevedere tali reazioni, dunque, sono fondamentali per garantire maggiore sicurezza durante la manipolazione e l’addestramento.

Gli odori possono risultare indifferenti a un cavallo, oppure attrarli o addirittura risultare sgradevoli e dunque provocare un comportamento respingente. Alcuni di loro, ad esempio, potrebbero spaventarsi se esposti a determinati odori che gli esseri umani non considerano sgradevoli. Di conseguenza lo studio di questi aspetti diventa fondamentale per poter relazionarsi meglio al cavallo, comprenderne meglio il comportamento e ridurre il rischio di situazioni pericolose. 

Lo studio che Maria Vilain Rørvang ha portato avanti, assieme a Klára Nicova e Jenny Yngvesson, ha osservato il comportamento e la sensibilità all’olfatto di 35 cavalli islandesi che sono stati esposti a quattro oli profumati: menta piperita, arancia, lavanda e legno di cedro. Si tratta di scelte non casuali, trattandosi di odori naturali, non tossici, comuni ma complessi. Odori comunque nuovi per i cavalli, perché provenienti da elementi che non si trovano nel mangime, nel fieno, in creme o saponi. Inoltre, basandosi sulla percezione umana, i ricercatori hanno ritenuto questi quattro odori differenti tra loro. 

Durante la fase sperimentale nelle scuderie dei cavalli sono stati lasciati dei secchi con all’interno l’olio profumato. Successivamente sono state monitorate le reazioni dei cavalli ai vari odori. Ciascuno è stato presentato al cavallo a intervalli di tempo regolari. È stato osservato che, tra un cavallo e l’altro, durata dell’annusata variava, mentre le reazioni comportamentali erano principalmente leccate e morsi, raramente si osservavano sbuffate o si vedevano i cavalli indietreggiare. Sono state esaminate, poi, le varie risposte tra i cavalli, in base a età, sesso e gravidanza. L’analisi ha evidenziato che i cavalli si sono abituati a ogni singolo odore, con una significativa diminuzione della durata dell’annusata nel tempo. L’interesse è aumentato, poi, di fronte a un nuovo odore. 

I cavalli sono stati in grado di rilevare e distinguere i quattro odori“, ha riferito il team, ma sono rimasti molto più tempo esposti alla menta piperita, probabilmente perché percepita come commestibile. Gli studiosi hanno, inoltre, scoperto che le cavalle annusavano meno odori rispetto alle cavalle non gravide. I cavalli giovani, infine, quelli sotto i 5 anni, fiutavano il legno di cedro più a lungo dei cavalli più anziani. Il sesso, invece, non ha avuto alcun effetto sulla risposta dei cavalli. 

I risultati mostrano che il comportamento di esplorazione degli odori dei cavalli e l’interesse per gli odori varia con l’età e la gravidanza e che i cavalli possono essere in grado di collegare l’olfatto al gusto – concludono gli studiosi – Risultati che potranno tornare utili nella comprensione delle reazioni comportamentali dei cavalli e, in futuro, potrebbe essere possibile correlarli alla fisiologia e alla salute degli animali“.

© S. Arpaia – riproduzione riservata; Foto: © EqIn

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Redazione EQIN
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