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Vedere per credere? I cavalli, come gli uomini, sono suscettibili all’illusione ottica di Müller-Lyer

Vedere per credere: i cavalli, come gli uomini, sono suscettibili alle illusioni ottiche
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Vedere per credere: i cavalli, come gli uomini, sono suscettibili alle illusioni ottiche.

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Secondo i ricercatori dell’università di Padova i cavalli sono suscettibili all’illusione di Müller-Lyer, in cui due linee della stessa dimensione sembrano assumere lunghezze diverse a causa delle disposizioni spaziali delle punte di freccia presentate alle due estremità delle linee:

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illusione ottica di Müller-Lyer

Christian Agrillo e i suoi colleghi ricercatori, partendo dalla suscettibilità all’illusione di Müller-Lyer, già evidenziata nelle scimmie sia del Vecchio che del Nuovo Mondo, suggeriva che un ridimensionamento inappropriato delle dimensioni può caratterizzare la percezione visiva di tutti i primati scimmieschi. Ad oggi, è in gran parte sconosciuto come altri mammiferi percepiscono questa illusione.

L’unico mammifero non primate che era stato studiato finora è il cane, il quale però ha mostrato di non percepire le illusioni ottiche allo stesso modo dei primati. Come la maggior parte dei carnivori, i cani sono principalmente notturni o attivi al crepuscolo e il loro spazio circostante è in gran parte percepito attraverso l’udito e l’olfatto. Le illusioni dimensionali potrebbero quindi derivare dall’acquisizione di un’accurata e diversa percezione della profondità e dal perfezionamento di un sofisticato sistema di visione tridimensionale in atto durante l’evoluzione.

La novità riguarda i cavalli; il gruppo di studio ha organizzato un’indagine che ha coinvolto 10 cavalli ospitati in una scuderia privata per determinare gli effetti dell’illusione di Muller-Lyer, utilizzando come marker la preferenza degli animali per la porzione più grande di qualsiasi carota offerta.

In una serie di prove di controllo, ai cavalli sono stati offerti due pezzi di carota di diverse dimensioni presentati loro su una lavagna verticale, che è stata portata verso di loro su un carrello. Ciascuno dei pezzi di carota disposti era stato tagliato per essere quadrato e di 1 cm; solo uno era lungo 20 cm e l’altro 13,5 cm. Le prove hanno anche abituato i cavalli alla presenza delle punte di una freccia, costituite da bastoncini di plastica bianca, che sono state poste in varie configurazioni durante le prove di controllo.

Non appena il cavallo sceglieva da mangiare uno dei bastoncini, il carrello da esposizione veniva ritirato in modo che il cavallo non potesse mangiare anche l’altra porzione. Ovviamente, i cavalli durante il test hanno mostrato una forte preferenza per i bastoncini di carota più lunghi. Durante i test successivi ai cavalli sono stati presentati due bastoncini di carota identici, lunghi 20 cm insieme a punte di freccia disposte in modo da suscitare l’illusione di Müller-Lyer, già nota per gli uomini. Quando i pezzi di carota sono stati presentati attraverso l’illusione ottica, i cavalli hanno mostrato una forte preferenza per il pezzo di carota che gli uomini, sotto l’illusione ottica, percepirebbero come più lungo, anche se entrambi i pezzi erano della stessa dimensione e lunghezza. Ulteriori prove di controllo hanno escluso la possibilità che le loro scelte fossero basate sulla dimensione totale del pezzo di carota e delle punte di freccia insieme.

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Dunque i cavalli, hanno detto i ricercatori, hanno mostrato una percezione identica a quella umana in questa illusione ottica, il che significa, ed è importantissimo, che possono mostrare meccanismi percettivi simili sulla stima delle dimensioni degli oggetti.

Il fatto che i cavalli abbiano selezionato la porzione più grande di carota nelle prove indicava anche che i cavalli non facevano affidamento sull’olfatto per risolvere il compito, perché l’odore proveniente da due pezzi della stessa dimensione era presumibilmente identico. “Il cavallo ha un sistema visivo ben sviluppato, ma si affida fortemente anche ad altre modalità sensoriali per acquisire informazioni dal mondo esterno”, ha osservato il team di studio.

“I sistemi visivi di uomini e cavalli differiscono significativamente sotto molti aspetti, incluso un maggiore sviluppo della visione binoculare nelle persone e le capacità visive inferiori nei cavalli rispetto a noi in termini di acutezza, accomodamento e visione quotidiana dello spettro dei colori”.

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“La scoperta che i cavalli sono sensibili all’illusione di Müller-Lyer è rilevante per questo problema in quanto indica che, nonostante l’ampia gamma di differenze neuroanatomiche tra i sistemi visivi di umani e cavalli, ci sono interessanti parallelismi nei meccanismi percettivi alla base della rappresentazione della scena visiva”. È ampiamente riconosciuto che, negli uomini, l’illusione opera sulla base di un’errata applicazione del ridimensionamento della costanza delle dimensioni.

Ci sono buone prove che i cavalli, come gli uomini e i primati non appartenenti alla nostra specie, sono sensibili alle informazioni di profondità contenute nelle immagini statiche, mentre i cani usano principalmente altri indizi per stimare la distanza e mostrano poca sensibilità agli stimoli pittorici di profondità.

“Allo stato attuale della ricerca, non è possibile capire se la risposta ai modelli illusori dimensionali sia stata dai cavalli e dagli ungulati ereditata dai primati da un antenato comune, o rappresenti un sottoprodotto dell’evoluzione guidata dall’habitat”.

Chiaramente, hanno detto, dovrebbero esser raccolti i dati di molte più specie per poter rispondere alle tante domande che sorgono dal fatto che alcune specie animali siano suscettibili all’illusione.

Il team di studio comprendeva i dott. Anansi Cappellato, Maria Elena Miletto Petrazzini, Angelo Bisazza, Marco Dadda e Agrillo, tutti dell’Università di Padova.

© (17 agosto 2021) O.Belloli; riproduzione riservata; fonte principale: “Susceptibility to Size Visual Illusions in a Non-Primate Mammal (Equus caballus)”, Animals 202010(9), 1673; https://doi.org/10.3390/ani10091673 ; foto © EqIn

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