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Sgroppate: distinguere tra temperamento e mal di schiena

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26 dicembre 2020 #focus

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Sgroppare è per i cavalli in libertà un comportamento naturale, che può manifestarsi in diverse occasioni; vuoi per esuberanza e grande voglia di movimento (con la sgroppata il cavallo libera immediatamente i posteriori, portandosi in posizione verticale), vuoi per paura, quando questo movimento s’innesca repentinamente, come un fulmine a ciel sereno, ed è qualcosa di immediato, esplosivo ed energico; o anche per gioco o per sfida rispetto ad altri soggetti del branco, e in questo caso è qualcosa di “premeditato”, solitamente meno violento o energico (a meno che non sia in corso una vera e propria lite con un altro componente il gruppo).

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Sgroppate: distinguere tra temperamento e mal di schiena 1

Tuttavia, alcuni cavalli mantengono questo atteggiamento anche durante il lavoro; cercare di distinguere precisamente se si tratta di temperamento o di un problema fisico (premettiamo che la sgroppata è spesso connessa a problemi alla schiena) è di fondamentale importanza per tentare di risolverlo; premettiamo che solo dopo aver scartato quest’ultima ipotesi attraverso l’aiuto di un professionista (veterinario e osteopata), è possibile concentrarsi su altre possibili cause, magari connesse a problemi di addestramento e/o di comunicazione con il cavaliere.

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Temporalità:

La prima cosa da chiedersi riguarda la temporalità: il cavallo lo ha sempre fatto? In quali occasioni? Oppure come mai il cavallo ha improvvisamente iniziato a sgroppare?

  • È un problema nuovo?
  • Si verifica durante le transizioni / i cambi di andatura (es. dal trotto al galoppo), oppure se un altro cavallo galoppa troppo vicino?
  • Avviene dopo un salto?
  • Il cavallo sgroppa anche con altri cavalieri più esperti?
  • Sono individuabili altri cambiamenti comportamentali, come mordere, spaventarsi, opporsi?

Se la risposta è affermativa anche ad una sola di queste domande, il primo consiglio è quello di far visitare il cavallo da un professionista; sebbene si sia cominciato a parlare del mal di schiena del cavallo solo negli anni ’60, è da diverso tempo che veterinari e ricercatori stanno dedicato più attenzione a questo problema, che è diventato di primaria valutazione nei cavalli rispetto ad altre patologie. Ad esempio, qualcuno avrà sicuramente sentito parlare del fenomeno delle “Kissing spines”: spiegato brevemente, riguarda una patologia vertebrale che mette in crisi tutta la mobilità del sistema locomotorio del cavallo ed è una delle più comuni cause del mal di schiena.

Se il cavallo sgroppa perché prova dolore:

Il dolore alla schiena potrebbe quindi essere la ragione per cui il cavallo inizia a sgroppare; ma anche se improvvisamente il soggetto è riluttante a spostarsi lateralmente, o è diventato più resistente nel contatto.

Sebbene sia d’importanza fondamentale, il mal di schiena potrebbe non essere la sola causa: solitamente si inizia dal controllare la sella, la schiena e i denti. A seconda dei risultati, il veterinario può raccomandare ulteriori indagini in una o più aree per vedere se c’è un problema. I dolori più comuni per i cavalli che iniziano a sgroppare sono infatti riconducibili a:

  • Un’ulcera;
  • Problemi con i denti che causano fastidio in bocca;
  • Una sella non adatta alla schiena del cavallo;
  • Problemi sacroiliaci o indolenzimento;
  • Kissing spines (vedi sopra)

Altri motivi per cui un cavallo sgroppa:

Se siete abbastanza sicuri che il dolore non sia la ragione delle esuberanze del vostro cavallo, allora è il momento di esaminare i problemi legati al comportamento. Alcuni cavalli sono decisamente più reattivi di altri e l’eccitazione o l’esuberanza possono sicuramente essere sufficienti per farli sgroppare.

Sgroppate: distinguere tra temperamento e mal di schiena

Verdi TN & Maikel van der Vleuten – ©LGCT / Stefano Grasso

Ad esempio, sono celebri le performance del leggendario VDL Groep Verdi TN, Kwpn del 2002 (da Quidam de Revel x Landgraf I, ritirato dallo sport a febbraio scorso) che, sotto la sella del fuoriclasse olandese Maikel van der Vleuten, ha più e più volte eccitato l’arena anche per i suoi “numeri” quasi acrobatici (foto di copertina). Proviamo però a distinguere le diverse tipologie di sgroppatori:

L’iracondo
Quando reagisce con “calcetti volanti”, è difficile determinare se effettivamente sia accaduto qualcosa o semplicemente volesse mandar via una mosca: questo soggetto mette il minimo sforzo nella sua manifestazione di irritazione, ma lo fa frequentissimamente, sia da terra, sia in sella; sia con gli uomini, sia con i cavalli.

L’entusiasta
Per questi soggetti sgroppare è un modo come un altro per dire “Yiuppeeeeee”, sia alla corda (o dopo un salto), sia quando vengono liberato al paddock (attenzione, attenzione alle partenze!). Questi soggetti sono solo la “versione equina” di Gene Kelly o Fred Astaire: non possono fare a meno di mostrare il loro entusiasmo per la vita con un ottimo sgancio dei posteriori all’insù! A loro non importa se questo accade col cavaliere in sella, davanti ad un giudice o vicino alla cavalla saura, devono assolutamente manifestare la loro gioia.

Il castigatore
Di gran lunga questi sgroppatori prendono il loro essere cavalli molto seriamente: il concetto di leadership è qualcosa che va guadagnato dal cavaliere, ogni volta, senza sosta, perché in ogni momento il loro unico obiettivo nella vita è quello di togliersi il cavaliere di dosso. E’ il solo pensiero fisso che passa per questi particolari menti equine: meno male che l’orgoglio non ferisce!

Cosa fare se non è il dolore la causa:

Se il problema è un cavallo che troppo “entusiasta” lasciarlo trascorrere più tempo a rilassarsi nel paddock può essere una buona soluzione. Magari il cavallo è giovane ed è solo giocoso e più carico, più o meno allo stesso modo in cui i cuccioli di ogni specie alla fine si calmano crescendo. O forse è lavorato troppo poco, e dunque si dovrebbe provvedere in tal senso.

Tuttavia, ogni problema ha una risposta diversa ed è necessario lavorare con il proprio istruttore per affrontarlo in maniera efficace. Se si è cavalieri inesperti, è possibile che il cavallo sia in difesa per dei comandi poco chiari, dunque far montare da un professionista il cavallo con regolarità può aiutare a determinare se questo può essere il problema, e dunque trovare la strada per risolverlo. A quel punto, si tratterà di lavorare principalmente su se stessi per rendere i propri aiuti discreti, chiari e coerenti!

Molti istruttori di equitazione spiegano le più comuni tecniche per spengere la sgroppata o per rimanere in sella mentre il cavallo sgroppa e questo è corretto ma non è sufficiente: la cosa più efficace che si può fare per risolvere un atteggiamento del genere è semplicemente non doverlo affrontare, ovvero evitare che si ripeta. Anche il “problema sgroppata” può infatti nascere da una cattiva comunicazione tra cavaliere e cavallo, ma a volte dipende anche dal rapporto che si stabilisce con lui: il quale può essere ottimo secondo i nostri parametri di giudizio, ma pessimo secondo quelli equini… Inoltre, a volte con alcune involontarie azioni, sortiamo effetti del tutto opposti a quelli che prevedevamo: ad esempio, non si può trascurare il fatto che, indipendentemente dalla causa principale, ci sono molti cavalli che hanno imparato a sgroppare perché in qualche modo vengono involontariamente ricompensati per questo.

Infatti, se durante il lavoro il cavallo sgroppa e il cavaliere scende, o “indietreggia” lavorandolo in modo molto più leggero e cauto, è probabile che l’equide si accorga del fatto che sgroppare significa semplicemente: meno lavoro / nessun lavoro. Mantenere questo atteggiamento rapidamente diventa così un’ottima tattica di evasione! Sono equazioni “equine” connesse alla legge del minor sforzo che i nostri compagni attuano molto facilmente, e sulle quali si basano tutti i principi dell’addestramento (rinforzi positivi e/o negativi) e verso le quali, insieme ai vostri tecnici, occorre riflettere e lavorare per risolvere il problema.

Esclusa ogni problematica di salute, la sgroppata resta un comportamento naturale ma sempre da arginare / tenere sotto controllo in sella, in quanto può sempre essere causa di brutte cadute, anche per il cavaliere più capace.

© O. Belloli, revisione B.S.; fonti principali: fei.org; https://heelsdownmag.com/; riproduzione riservata; in copertina foto © horsejournals.com

 

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