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Abbiamo tanti “cavallini di madreperla” da… considerare davvero

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31 luglio 2020 #focus

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La storia del cavallino di madreperla

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“Nella bella stagione Predarezzo (il luogo che ospita la mia scuderia) si riempie: allievi con i loro cavalli, puledri per la doma e cavalli da riabilitare giungono da me per periodi di lavoro personalizzati, e per farlo percorrono la tortuosa stradina non asfaltata che giunge fino in alto al monte. La scorsa estate tra gli altri cavalli ospiti era con me Anto, un giovane trottatore uscito da poco dalle corse di trotto: era da me per stabilire, insieme alla sua proprietaria, il suo reale stato di salute fisica e la sua relazione con l’uomo dopo una breve ma accelerata carriera agonistica.

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Anto era stato scartato delle gare a seguito di un infortunio che lo aveva azzoppato, inoltre nutriva una forte sfiducia nei confronti dell’uomo. La sua proprietaria aveva attraversato tutta Italia per trovarsi infine da me e intraprendere un nuovo percorso con il cavallo: lo aveva appena acquistato, ed era intenzionata a tenerlo al proprio fianco, che lo si potesse montare oppure no, inserendolo nel suo piccolo branco di casa.

Quando per Anto fu il momento di ritornare a casa mi trovavo sola con lui, il trasportatore che era incaricato di accompagnarlo nel viaggio mi chiese se potevo portargli il cavallo all’inizio della ripida stradina: troppo piccola per il grande mezzo. Lo feci volentieri, era un bel modo di finire il mio primo incontro con quel giovane cavallo, e così facemmo quell’ultima passeggiata a piedi fino al paesino sottostante. Quando arrivammo al punto d’incontro, il camion era pronto ad aspettarci ed era presente un altro inaspettato passeggero…

…un bellissimo doppio pony colore perla dagli occhi azzurri. Non potei che perdermi un attimo ad ammirarlo, era così particolare da risultare per me ipnotico. Era chiaro dalla sua conformazione perfetta trattarsi di un cavallo sportivo, da salto, altamente selezionato e oltretutto di un colore raro: sicuramente il costosissimo prodotto di un allevamento estero. Chiesi informazioni al trasportatore che confermò le mie considerazioni: gli domandai allora com’era possibile che un tale “gioiello” stesse andando così lontano con un trasporto evidentemente modesto rispetto ai camion di lusso con i quali questi cavalli vengono spostati. Mi rispose che era stato venduto per pochi soldi a un bambino con cui avrebbe fatto ancora agonismo. Ero incredula, un cavallo simile ha un prezzo di partenza almeno pari a quello di una gran bella macchina:

Per giungere ad essere svenduto a poco prezzo, aveva probabilmente vissuto più svendite, e aveva sicuramente cambiato molti proprietari. Guardai meglio il cavallino e vidi che aveva un ingrossamento tumorale attorno all’ano, nella mia testa si creò l’immagine di un elettrodomestico costruito con obsolescenza programmata: trovai un parallelismo tra quel cavallo e qualcosa di inanimato che deve rompersi appena scade la garanzia cosicché se ne debba acquistare e consumare altri velocemente.

Tristemente e presa dallo sconforto mi rivolsi all’uomo e gli dissi :“La solita storia di cavalli venduti come oggetti, questo è a fine corsa e provano a sfruttarlo fino a quando non muore di stenti.” Non mi aspettavo nessuna risposta eppure mi rispose così: “Signora, in poche parole ha descritto l’essenza dell’equitazione”. Aveva ragione, quel magnifico pony incarnava una delle facce terribili di questo ambiente. Fece scendere il cavallino, mi disse che doveva stare attento perché il pony rischiava di buttarsi a terra sul camion (una palese reazione istintiva di terrore che invece venne interpretata come “cattiveria” del pony), caricai il “mio” Anto e poi venne fatto salire nuovamente
il cavallo color di perla. Si chiuse il portone. Pensai a quanto era stato fortunato Anto a trovare una donna così meravigliosa che lo aveva preso per salvarlo e per farne un amico.

Tornai verso casa, scioccata da quello che avevo visto ma sapendo che era la verità. So di non poter salvare ogni cavallo che incontro ma posso parlare alle persone, urlare a mio modo il dolore dei cavalli. Non potevo salvare il cavallino di madreperla, ma quel giorno decisi che avrei reso pubblica la sua storia…” (© G. Gaibazzi).

Con Giulia Gaibazzi e la "Guida al rispetto del cavallo": libro che vi stupirà...

Deficit di istruzione del cavaliere e sue conseguenze (G. Heuschmann)© Estratto dal volume di Giulia Gaibazzi,“Guida al rispetto del cavallo. “Garantirne il benessere psicofisico: gestione, relazione, equitazione”.  Lieti di annunciare che a breve questo libro sarà a disposizione del pubblico (la pubblicazione è imminente tra i titoli di Equitare Casa Editrice, e a breve sarà acquistabile), opera che, ne siamo già certi, lascerà il segno, nel pur ricco catalogo mondiale di volumi impegnati ad approfondire ed analizzare da diversi punti di vista il lungo rapporto esistente tra uomo e cavallo; focus su di una gestione oculata, sana e proficua di quest’ultimo, forti di una relationship veramente sensata e concretamente positiva anche per chi, con l’equide al proprio fianco come insostituibile compagno, fa sport.

per scaricare e leggere l’indice del volume clicca qui

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