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Achtung! Effetti sul cavallo dell’avvelenamento da processionaria

Achtung! Effetti sul cavallo dell'avvelenamento da processionaria

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07 maggio 2019 #focus

Anche detti “bruchi killer”: dall’inizio della primavera, potreste aver notato dei bruchi “pelosi” che si muovono in fila indiana sul suolo. Con ogni probabilità purtroppo si tratta di processionarie del pino (larve di una farfalla notturna, la Thaumetopoea pityocampa, lepidottero appartenente alla famiglia Notodontidae, diffuso in tutta Europa, la cui metamorfosi da bruco a farfalla avviene solo in tarda estate, tra luglio e agosto). Probabilmente, se questo accade, significa anzitutto che non è stata effettuata l’opportuna preventiva eliminazione dei bozzoli sugli alberi, caldamente consigliata anche dal nostro Ministero della Salute, che considera la processionaria “pericolosa per i bambini e per gli animali”). Lontani dall’essere innocui, questi bruchi con peli pungenti, quando si sentono minacciati, sono in grado di scatenare varie reazioni allergiche nell’uomo e negli animali (cani, gatti, cavalli …) che con loro entrano involontariamente in contatto. Ecco cosa devi sapere.


Achtung horses & dogs...! Ecco cosa dobbiamo sapere sull'avvelenamento da processionaria 1

© N. Genoux

La processionaria del pino è chiamata così perché le pupe di questa farfalla prediligono stanziare, durante la fase aerea, quella iniziale della loro vita (che volge circa da fine estate a febbraio) in tutti i pini (marittimi compresi, e talvolta anche nei cedri) in un grande bozzolo che pare di seta bianca.

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Achtung horses & dogs...! Ecco cosa dobbiamo sapere sull'avvelenamento da processionaria 2

credits quotidianopiemontese.it

I bruchi, marroni, con macchie arancioni sul lato dorsale e peluria bianco / grigia, iniziano la ricerca di un terreno morbido e soleggiato dove seppellirsi per terminare il loro sviluppo e completare la metamorfosi a primavera, lasciando l’albero nella direzione del terreno e procedendo in fila indiana (come in una “processione”).

Questa fase di dislocamento, che solitamente si svolge da metà febbraio a fine maggio, è il periodo in cui i cavalli ed altri animali sono più esposti: i rischi di contatto involontario con questi bruchi sono molto alti. Quando le processionarie si sentono minacciate (perché calpestate, o perché avvertono la vicinanza di un predatore …), innescano i loro peli urticanti nell’ambiente circostante.

Quali sono i sintomi allergici da contatto con la processionaria del pino?
I cavalli possono involontariamente inalare la sostanza urticante o ingerire il bruco al pascolo o nei foraggi contaminati. A questo possono quindi susseguirsi vari sintomi, a volte associati all’ipertermia. Attenzione, non si tratta di episodi di poco conto! Ecco la tabella di riferimento:

Achtung horses & dogs...! Ecco cosa dobbiamo sapere sull'avvelenamento da processionaria

Come diagnosticare una contaminazione involontaria del nostro cavallo o degli altri nostri animali causata dalla processionaria del pino? Rilevati uno o più dei segni clinici menzionati nella tabella (cfr. supra), bisogna contattare immediatamente il proprio veterinario. La diagnosi avverrà sia in modalità clinica (identificazione dei diversi segni clinici sopra menzionati) che differenziale, ossia mediante esami e test complementari. L’avvelenamento verrà poi trattato in maniera sintomatica, ossia attraverso la somministrazione topica di corticosteroidi (pomata) o generale (iniezioni), o con antibiotici (se si teme un’infenzione contratta su larga scala).

© Redaz.; riproduzione riservata; fonte principale: equipedia.ifce.fr;; in copertina foto © perugiatoday.it

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