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Rinopolmonite, focolaio in Piemonte: ecco cos’è, e cosa fare

Rinopolmonite, focolaio in Piemonte: ecco cos'è, e cosa fare 2
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05 gennaio 2021 (agg. 6 gennaio 2021)

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INFEZIONI DA HERPESVIRUS EQUINO PRESENTI IN PIEMONTE (FOCOLAIO): ECCO DI COSA SI TRATTA, E COSA FARE. Il Focolaio è già stato arginato dall’ente sanitario competente, bloccando eventuali entrate/uscite dal e nel centro ippico interessato per i prossimi 30 gg.

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Vi sono quattro tipi di Herpesvirus, diffusi nell’ambiente dove i cavalli vivono, associati ad una varietà di malattie del cavallo. Sono chiamati Herpesvirus Equino 1,2,3 e 4 (EHV-1, EHV-2, EHV-3, EHV-4). A fronte di un focolaio /divampare dell’infezione, il confronto e concerto con il proprio medico o veterinario della scuderia è fondamentale in casi di emergenza, come quello presente attualmente nell’alessandrino piemontese; ecco cosa bisogna sapere:

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Quali sono i segni d’infezione?
Nella sua forma più comune, EHV-1 causa patologie respiratorie nei neonati e nei puledri di un anno. I sintomi sono variabili e comprendono temperatura elevata, scolo nasale liquido, ingrossamento dei linfonodi situati sotto le mandibole e tosse. Alcuni casi possono progredire
fino ad una polmonite secondaria. EHV-1 può causare aborti singoli o multipli in fattrici a metà/tarda gravidanza. Possono anche nascere puledri prematuri infetti, che peggiorano rapidamente e muoiono, mentre altri nascono a termine ma già morti. In popolazioni di fattrici sensibili si possono verificare epidemie disastrose. Il virus, inoltre, può causare paralisi in cavalli di tutte le età e razza, spesso iniziando dagli arti posteriori ma progredendo poi a tutti e quattro gli arti, ed esitando nella morte del soggetto o nella necessità di sottoporlo ad eutanasia.
EHV-2 di solito non provoca patologia da solo ma è ritenuto causa di immunosoppressione e quindi predisposizione ad altre infezioni, di solito di tipo respiratorio, permettendo loro di manifestare segni di malattia, con temperatura elevata, scolo nasale acquoso, ingrossamento
dei linfonodi mandibolari e tosse.
EHV-3 causa l’esantema coitale, che è un’infezione della regione genitale esterna (vulva nelle cavalle, pene e scroto negli stalloni) caratterizzata da numerose piccole bolle o pomfi. Le bolle scoppiano e vengono infettate secondariamente dai batteri della pelle e guariscono lasciando delle aree cutanee bianche (depigmentate). L’infezione di solito si trasmette per via venerea da una fattrice portatrice allo stallone e poi ad altre cavalle. Non ha effetti diretti sulla fertilità di stalloni e fattrici, ma la monta naturale deve essere sospesa, per lasciare che la malattia faccia il suo naturale corso (di solito da 10 giorni a 2 settimane per una completa guarigione) e per prevenire un’ulteriore diffusione della malattia.
EHV-4 è causa comune di tosse e calo di prestazioni nei cavalli atleti. Di solito la sintomatologia respiratoria non è grave ma il calo di performance e l’interruzione dei programmi di allenamento, sono fonte di perdita economica (gare mancate per i professionisti, costi delle cure per tutti) anche significativa. Raramente EHV-4 è causa di aborto nelle fattrici.

La vaccinazione in corso di un’epidemia, ad esempio dove si sono verificati un aborto o una paralisi, non è raccomandabile poiché i cavalli che stanno incubando il virus possono rispondere male alla vaccinazione. Eventuali focolai rilevati vanno circoscritti onde evitare la propagazione dell’herpes virus, ed ogni cavallo potenzialmente malato dev’essere prima di tutto isolato. Il medico veterinario stabilirà i tempi e i modi per la corretta procedura vaccinale per il gruppo, che sarà migliore se concertata e contemporanea per tutti i cavalli presenti (scuderia, branco/paddock). 

La Fédération Équestre Internationale,(FEI) è sempre attenta a sensibilizzare sul problema:

L’herpes virus equino (rinopolmonite) preoccupa la FEI

Come si diffonde l’infezione?

Questi Herpesvirus si diffondono soprattutto per inalazione di materiale infetto, sia da scolo nasale sia da fluidi, che possono essere tossiti o starnutiti su un’ampia area.

Discorso a parte, e molto delicato, per ciò che riguarda le cavalle gravide, dato che la malattia è causa di aborto; dopo l’aborto la placenta, i suoi fluidi, il feto o il puledro morto sono altamente contaminati dal virus e sono potenziale fonte di infezione tramite inalazione per altre fattrici.

È possibile che altri cavalli contagiati diffondano il virus anche senza mostrare segni clinici: è il caso dei portatori asintomatici. Questi cavalli sono detti eliminatori e sono molto difficili da individuare poiché possono eliminare il virus solo quando stressati da trasporti, malattia, competizioni ecc. L’esantema coitale è diffuso tramite il contatto genitale diretto durante l’accoppiamento. Le bolle contengono del liquido che è altamente infettante e la monta deve essere interrotta finché tutte le lesioni non sono guarite.
In un gruppo di animali che non siano mai stati infettati o vaccinati in precedenza, l’introduzione del virus solitamente comporta la comparsa della malattia in tutti i soggetti. I cavalli esposti o vaccinati in precedenza possono non mostrare segni clinici o segni ridotti di infezione.

Controllo e prevenzione
Idealmente, tutti i cavalli dovrebbero essere vaccinati per ridurre l’incidenza dell’Herpesvirus e per minimizzare la diffusione del virus nell’ambiente dove vivono o dove hanno accesso. Se si verifica un’epidemia respiratoria, gli animali affetti devono essere isolati finché non completamente guariti. Dove possibile, i cavalli dovrebbero essere raccolti in gruppi e questi gruppi tenuti invariati per minimizzare il rischio di una diffusione della malattia da un gruppo all’altro.

Le fattrici gravide dovrebbero essere riunite in piccoli gruppi secondo lo stato di gestazione, gruppi ai quali non dovrebbero essere aggiunti soggetti giovani o “anziani” – ritirati dall’attività. Ciascun gruppo dovrebbe disporre di un ampio paddock e ricoveri separati. Le cavalle gravide non dovrebbero mai essere messe in situazioni di sovraffollamento. Se si verifica un aborto o la nascita di un puledro morto, chiamate subito il veterinario. La fattrice ed il feto devono essere subito isolati dalle altre cavalle gravide, comprese quelle con cui ha vissuto durante la gravidanza, finché non sono noti gli esiti dell’autopsia ed è stata esclusa l’infezione da EHV-1. La placenta ed i fluidi sono altamente contaminati quindi devono essere immediatamente distrutti bruciandoli o coprendoli con calce. Il veterinario dovrebbe essere in grado di provvedere ad una loro adatta sistemazione. Dovrebbero essere sigillate in un doppio sacco di plastica resistente. Le strutture usate dalle cavalle dovrebbero essere completamente pulite e disinfettate prima di essere usate da altri cavalli. Le fattrici gravide che erano a contatto con la cavalla che ha abortito non devono essere ricollocate e devono restare nel loro gruppo finché abortiscono o partoriscono un puledro sano.

Vaccini contro Herpesvirus
Sono disponibili vaccini nei confronti di EHV-1 e 4. Non proteggono completamente i soggetti vaccinati dall’infezione, ma riducono il rischio di infezione, il rischio di diffusione dell’infezione ad altri cavalli e la gravità dei segni clinici se l’infezione si verifica. I cavalli vaccinati possono non mostrare segni di malattia ma possono mostrare un aumento degli anticorpi dopo l’infezione. Tutte le cavalle gravide dovrebbero essere vaccinate e gli allevamenti che ricevono fattrici per il parto non dovrebbero accettare cavalle gravide non correttamente vaccinate. Aborti virali isolati sono divenuti infrequenti ed epidemie di aborti sono ora raramente riscontrabili in popolazioni di fattrici vaccinate.
Il vaccino dovrebbe essere somministrato seguendo le indicazioni del produttore. Per cavalle non gravide c’è una vaccinazione di base costituita da due iniezioni ripetute a distanza di 4-6 settimane seguite da richiami ogni 6 mesi. Le cavalle gravide sono vaccinate a 5, 7 e 9 mesi di gravidanza.
Sfortunatamente, né l’infezione naturale né la vaccinazione producono un’immunità di lunga durata nei confronti dell’infezione da Herpesvirus Equino. Ciò riflette la natura del virus, ma l’esperienza suggerisce che l’incidenza della malattia è significativamente più bassa in cavalli vaccinati.

I benefici della vaccinazione dunque comprendono:
• Minore rischio di infezione
• Ridotta eliminazione del virus da parte di animali infetti
• Ridotta gravità dei sintomi clinici
• Meno tempo trascorso a riposo (atleti)
• Costi veterinari contenuti, rispetto alla contrazione ex novo dell’infezione.

Testo/Fonte: Deidre M Carson BVSc MRCVS e Sidney W Ricketts LVO BSc BVSc DESM Dip ECEIM FRCVS. Traduzione a cura di Gianmaria Postinger (Med. Vet. libero professionista) e Paola Gulden (Med. Vet. libero professionista). Usato previo permesso secondo licenza. © Lifelearn Ltd, PO Box 16, Newmarket CB8 7TH, UK. Si ringrazia il dott. A.G. per la fonte.

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