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L’herpes virus equino (rinopolmonite) preoccupa la FEI

L'herpes virus equino preoccupa la FEI
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13 febbraio 2020 #news

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“Si prega di avvisare gli atleti e i loro team di supporto sui rischi associati a questo virus ed incoraggiarli nell’essere vigili”, recita una più che allarmata nonché allarmante dichiarazione della Fédération Equestre Internationale. La FEI ha infatti in questi giorni esortato a vigilare sui sintomi del virus dell’herpes equino (EHV) da noi meglio conosciuto come virus della rinopolmonite equina o virus dell’aborto equino, dopo che, dal 1° gennaio dell’anno scorso, più di 70 casi della forma neurologica di questo virus – quella più grave e pressoché incurabile – sono stati confermati in Belgio, Francia, Germania, Paesi Bassi, Svezia, Svizzera, Norvegia e Repubblica Ceca, nonché in Canada e negli Stati Uniti (recente è la notizia della quarantena in California disposta dal  California Department of Food and Agriculture).

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La FEI considera la forma neurologica della malattia come “una minaccia significativa per la salute equina e gli eventi equestri” ed ha rintracciato e preso contatto con i responsabili degli equidi che potrebbero essere stati in stretto contatto con casi confermati negli eventi equestri dell’anno scorso per raccomandare loro di attuare misure di bio-sicurezza e monitorare molto attentamente la situazione.

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Una nota, sempre targata FEI, illustra precisamente in che cosa consti questa malattia e come essa si diffonda: anni fa tutti – o quasi – vaccinavamo i nostri cavalli ogni 6 mesi per la rinopolmonite (alias herpes virus); prima, molti ricorderanno la semplice somministrazione annuale del vaccino volgarmente indicato come “triplice” (influenza + herpes virus/rinopolmonite + tetano), poi scomposto – dopo aver rilevato troppe nefaste conseguenze scaturenti dalla sommatoria tra il vaccino per l’influenza comune e quello per l’herpes virus/rinopolmonite; in seguito, per i più ligi, anche isolando la profilassi specifica per la “rino” e volendo continuare la profilassi iniziata, il vaccino è praticamente scomparso – risultava irreperibile agli stessi veterinari; complice forse il fatto che si è scoperto che, per essere veramente efficace nel contrastare l’herpes virus – pure nella sua primaria e basilare forma polmonare -, questo doveva essere somministrato ogni tre mesi, non ogni sei: solo così aveva vera efficacia (ingestibile…).

Di che cosa si tratta?
Il virus dell’herpes equino è una malattia contagiosa che colpisce i cavalli. Sebbene siano ben nove i ceppi del virus, l’ Equine Herpes Virus-1 (EHV-1) e l’ Equine Herpes Virus-4 (EHV-4) sono i più comunemente osservati.
I cavalli colpiti possono soffrire di malattie respiratorie e neurologiche, nonché di aborti spontanei nei casi di cavalle gravide. Anche i puledri sono da considerarsi a rischio: possono morire se contraggono l’infezione.

Come si trasmette la malattia?

Il virus dell’herpes equino può “viaggiare” per via aerea da cavallo a cavallo persino su brevi distanze (5 metri). I cavalli possono essere facilmente infettati e quindi, a loro volta, portare la malattia in scuderia e trasmettere il virus ad altri cavalli attraverso il contatto ravvicinato e la tosse. Non bastasse questo per avvertire circa la sua virulenza, si sappia anche che il virus può anche essere trasmesso attraverso l’uso di abbigliamento e/o attrezzature da parte di persone entrate a vario titolo a contatto con cavalli infetti. Inoltre, il trasporto di cavalli con mezzi non propri rappresenta un serio rischio per la trasmissione della malattia. Van e rimorchi in cui i cavalli infetti o potenzialmente tali hanno viaggiato, possono infatti risultare contaminati dal virus e quindi trasmetterlo in seguito ad altri soggetti. Di conseguenza, si rende sempre necessario eseguire una pulizia molto accurata (disinfezione) di tutti i veicoli per il trasporto degli equidi ad ogni viaggio considerabile “a rischio” (cavalli provenienti da altri Paesi, cavalli che tossiscono ecc.), così come dei box che hanno ospitato soggetti malati o sospetti tali, che parimenti dovranno essere accuratamente disinfettati.

Come proteggere i cavalli?
Un vaccino contro l’ EHV-1 e l’ EHV-4 è oggi tornato disponibile, ma va specificato che non protegge il cavallo contro la forma neurologica della malattia. Tuttavia, l’uso del vaccino può certamente aiutare a ridurre la diffusione del virus, ossia la trasmissione ad altri cavalli e le varie complicazioni della malattia nella sua più “semplice” forma respiratoria. Naturalmente il vaccino non dovrà essere usato durante un’epidemia, ma solamente in fase preventiva. La decisione in merito all’eventuale prassi preventiva da seguire oggi, resta in ogni caso compito del vostro medico veterinario, che certamente sarà in grado di consigliarvi nel modo più opportuno.

Fortunatamente non risulta segnalato alcun caso di herpes virus neurologico sul nostro territorio nazionale, e ci auguriamo vivamente di non dover mai darvene notizia. Occhi comunque aperti e vigili, come da monito iniziale della FEI per tutti, specie per gli atleti che stanziano nelle scuderie, seppur temporaneamente in trasferta per agonismo, dei Paesi colpiti dal virus.

© A.B.; riproduzione riservata; fonte principale: FEI; foto ©  thehorse.com

 
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