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Primi casi di Encefalomielite Equina negli States

Primo caso di Encefalomielite Equina negli States
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13 luglio 2020 #news

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Mentre agli Stati Uniti in queste ore viene attribuito il triste primato di essere il Paese più contagiato dal coronavirus Covid-19, i funzionari del Clemson Livestock Poultry Health (CLPH) confermano il primo caso 2020 di Encefalomielite Equina Orientale (EEE) nella Carolina del Sud. Il puledro, a solo un anno di vita, del Tennessee Walking Horse e che non era vaccinato, è stato purtroppo abbattuto a causa della malattia.

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L’Encefalomielite Equina Orientale è causata dal Virus dell’encefalite equina orientale, del quale gli uccelli selvatici rappresentano un “contenitore” naturale. Le zanzare che si nutrono del sangue di questi volatili infetti possono a loro volta trasmettere il virus a esseri umani, cavalli e ad altri uccelli.

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I cavalli fortunatamente non sviluppando livelli abbastanza alti di questi virus nel loro sangue e pertanto non risultano essere contagiosi per altri animali o umani.

A causa dell’elevato tasso di mortalità nei cavalli e nell’uomo, l’EEE è considerata una delle più gravi malattie trasmesse dalle zanzare negli Stati Uniti.

I suggerimenti per prevenire le malattie trasmesse dalle zanzare sono le medesime che in parte già raccomandammo per il virus West Nile Disease [+ info clicca qui] e sono quelle di:

– Evitare prima di tutto le punture di zanzara attraverso l’uso di repellenti per insetti quando si è all’aperto, specialmente dal tramonto all’alba.

– Adoperare prodotti etichettati EPA contenenti principi attivi come il DEET, Picaridin (KBR3023) o olio di eucalipto di limone (ricavato da un albero ad alto fusto del genere eucalipto con corteccia liscia e profumo di limone, originario dell’Australia settentrionale).

– Allestire case e scuderie “a prova di zanzara” ovvero sistemando o installando protezioni a finestre e porte e coprire o eliminare i contenitori vuoti con acqua stagnante dove le zanzare possono deporre le uova.

– Proteggere i cavalli: i veterinari raccomandano i vaccini autorizzati in commercio contro l’EEE per tutti i cavalli negli Stati Uniti: gli equidi devono essere vaccinati almeno una volta all’anno (negli States le raccomandazioni variano in aree ad alto rischio).

– Utilizzare repellenti per insetti approvati per proteggere i cavalli. Se possibile, tenere i cavalli nei box, possibilmente protetti soprattutto durante le principali ore di esposizione alle zanzare (crepuscolo/alba).

– Eliminare l’acqua stagnante, svuotare i bacini dell’acqua e svuotare i secchi almeno una volta alla settimana.
Inserire nei serbatoi d’acqua o negli eventuali bacini lacustri, anche di modeste dimensioni ma prossimi alla struttura equestre, pesci che si cibino di larve di zanzara, oppure fare uso del Bacillus thuringiensis israelensis [B.t.i.], insetticida che non risulta essere tossico per i cavalli.
Il B.t.i. può essere peraltro irrorato direttamente nelle acque dove si sviluppano le larve di zanzara, l’applicazione può esser fatta in corrispondenza dell’apertura delle uova di zanzara o nel caso si verificassero eventi eccezionali come piogge o irrigazioni intense, eventi destinati a creare pozze stagnanti, luoghi ideali per la proliferazione di questi dannosi insetti volanti.
Dal punto di vista tossicologico il Bacillus thuringiensis si è infatti rivelato sicuro e non tossico sia per gli animali che per l’uomo, il suo rischio è stato classificato dall’EPA (Agenzia per la Protezione dell’Ambiente) statunitense come minimo o non esistente, inoltre risulta a basso impatto ambientale in quanto questo insetticida viene rapidamente degradato dalla luce solare e dai normali microrganismi presenti nell’acqua e nel terreno.

In merito alla EEE alcuni medici veterinari ci hanno confermato che questa grave problematica detta anche triple-E (o “malattia del sonno”) in Italia ed in Europa non è al momento segnalata; certamente non si può escludere che il vettore, leggasi la zanzara, non possa giungere in qualche maniera a contatto con un equide sul nostro territorio nazionale ed infettarlo, ma ricordiamo che fortunatamente il contagio della malattia non possa avvenire da equide a equide, per cui nessun timore se imagari in un concorso internazionale siano presenti cavalli provenienti dagli USA.

Va anche riferito che, dalle informazioni raccolte, ad oggi in Italia non esistono scorte di vaccino per la EEE non essendoci appunto alcun motivo per detenerle. La consolazione giunge dal sapere che questo rimedio comunque esista già e che nel caso si verificassero dei casi non occorrerà affrontare le fatiche e le incertezze della ricerca come invece stiamo assistendo avvenire per il Covid-19 ad oggi per nulla sconfitto o reso “evitabile” con un vaccino.

© Alessandro Benna; riproduzione riservata; fonte principale thehorse.com ; foto © horsemansnews.com

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