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Al via “InSegni a cavallo”, avviamento all’equitazione per bambini e ragazzi non udenti

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19 maggio 2018 #news



La disabilità delle persone affette da sordità emerge come un muro non appena si entra in relazione con loro. E’ dunque davvero possibile che una persona non udente, che non può comunicare serenamente – non conoscendo gli altri il linguaggio dei segni – e soprattutto sentire le indicazioni degli istruttori, si cimenti in uno sport articolato e impegnativo come l’equitazione? Sì, lo è. Da settembre sarà operativo “InSegni a cavallo“, primo progetto in Italia che abbatterà le barriere tra equitazione e sordità. Come apprendiamo da una bella intervista apparsa in Vanity Fair Italia, madrina del progetto è la 22enne Denise Cavallini, non udente, con una viscerale passione per l’equitazione, in collaborazione con ACSI (Associazione di Cultura Sport e Tempo Libero) ed il Forum della solidarietà e l’U.O.C. Audiologia del Policlinico di Milano – e il sostegno di Ogni Sport Oltre – Fondazione Vodafone, che ha permesso di raddoppiare la cifra raccolta prima in un crowdfunding 

Ancora una volta è l‘amore per questo meraviglioso sport ad abbattere le barriere, a farsi motore di una rivoluzione indubbiamente importante che permetterà a diverse persone affette da questo deficit di praticare comunque lo sport equestre. Istruttori debitamente preparati, grazie anche alle indicazioni di Denise, stanno acquisendo competenze di base sulla lingua dei segni, “un glossario minimo fatto di gesti, e un prontuario di comportamenti che favoriscono la comunicazione tra persone sorde e persone udenti”: coinvolti 12 centri equestri lombardi e un paio di in Toscana che avranno al loro interno figure professionali in grado di accogliere nei loro maneggi minori sordi. Inoltre, sempre da settembre, per circa una sessantina di under 18 non udenti sarà messo a disposizione un tesserino con una ventina di lezioni gratuite. Grazie dunque ad una bellissima sinergia di intenti e il sostegno di molti, anche la barriera comunicativa della sordità verrà abbattuta; come evidenziato da Denise, “finché sei piccolo trovi tanti progetti di ippoterapia per bambini disabili, ma quando cresci qual è quell’istruttore che si prende la responsabilità di farti saltare gli ostacoli sapendo che tu non puoi sentire le sue istruzioni? Per me è stato molto difficile. E per molti bambini e ragazzi sordi avvicinarsi allo sport è un’impresa: mancava la formazione del personale».



© Redaz.; – riproduzione riservata; fonte principale: vanityfair.it; foto copertina: ognisportoltre.it



 

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