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EqTech EQUESTRIAN INSIGHTS

Allievi! Ecco i principali “tipi” di istruttore da evitare durante il vostro cammino

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06 febbraio 2019 #EqTech → Equestrian Techniques



Note a margine, riflessioni e questioni intorno a formazione e istruzione nel e per il mondo equestre > Lifelong Learning (a cura di Gianluca Lupinetti)

“Non esiste una prospettiva senza due punti di vista”.

Una frase potente nel suo significato, una citazione celebre, by Fedez. E come dargli torto. Partendo proprio da questo spunto ho pensato che sarebbe stato giusto ed equo, dopo la scrittura del pezzo relativo ai principali stereotipi di allievi che ogni istruttore incontrerà nella sua scuderia (+ info: clicca qui) stilare anche il decalogo degli istruttori “tipo” che chiunque vorrebbe evitare. Proviamo a vedere la situazione da un punto di vista differente, immaginare quali siano quegli istruttori che nessun allievo vorrebbe trovarsi in campo. Qui di seguito, in sintesi, ho provato a riassumerli:

IL GENERALE

Devo ammettere che tra tutti è quello che ancora preferisco. Uomo di principi morali ferrei e disciplina inamovibile. Non vedrete mai una macchia sui suoi stivali lucenti. Impartisce ordini in scuderia e ispeziona ogni singolo angolo. Le sellerie splendono, i frontalini argentati brillano. Ogni sua indicazione a cavallo è un ordine che non prevede risposta. A volte può ferirvi nell’animo ma lo farà sempre per il vostro bene. È un uomo dalla corazza dura ma un cuore tenero. Ad oggi infatti si emoziona ancora, dopo anni ed anni trascorsi in campo, alla vista di un bimbo su un pony.

IL LOQUACE

Parla, parla e parla ancora. Per spiegarvi un concetto vi racconterà la sua storia, il suo vissuto, le sue esperienze e in quale modo si è formato. Vi riempirà di esempi di cavalli, cavalieri, eccezioni e curiosità. Vi parlerà prima di un esercizio, dopo aver effettuato l’esercizio ma anche durante l’esercizio in modo che voi dobbiate essere concentrati non solo su quello che state facendo ma anche su quello che sta dicendo. Risultato: disastro totale. E da qui un buono spunto per ricominciare a parlare, parlare, parlare…

LA NEW GENERATION

Una tipologia pericolosissima anche se molto di moda ultimamente. Nuova generazione non perché siano i più giovani, anzi, ma perché sono gli ultimi arrivati. Fino a ieri vendevano case, orologi, macchine e tutto ciò che può venirvi in mente. Da un giorno all’altro sono diventati fini conoscitori dell’arte equestre. Hanno una stirpe di ragazzi che pendono dalle loro labbra ascoltando il loro sacro verbo. Li potete riconoscere facilmente, dentro di loro l’animo del venditore è ancora scalpitante. Attenzione: non chiedete loro di salire a cavallo. Questa tipologia di istruttore insegna solo da terra, ed ha (comunque) sempre una risposta.

IL SEDICENTE CAMPIONE/FENOMENO

Leggende, voci di scuderia (spesso create appositamente dalla schiera di accoliti) narrano di imprese epiche, gare prestigiose e vittorie gloriose. Questo ovviamente secondo la versione dei fatti che viaggia nell’etere. Voi non raggiungerete mai il suo livello, mettetevi l’anima in pace. E lui questo non manca di sottolinearlo costantemente. È una persona non facile con cui convivere, visto il (pseudo) prestigioso curriculum sportivo ma soprattutto visto l’inscalfibile egoriferimento – “o con me, o contro di me”. Non importa se ogni tanto la sua tecnica è lacunosa ed è veramente brutto da vedere a cavallo; una volta mica si badava a queste cose, quel che conta è l’efficacia (appunto!)! Per chi avesse tempo e voglia, varrebbe la pena in tal caso intraprendere un’articolata ricerca che lo condurrebbe a risalire a qualche risultato raggiunto in alcune gare regionali. Oppure, se ancora ferve in lui l’animo dell’agonismo – anzi, diciamolo, ferve solo quello, fare l’istruttore non è certo la sua priorità – vedrete che sì, pur andando in gara spesso (a spese vostre, of course) non c’è poi chissà quale sfilza di podi e risultati veramente notevoli. Se non volete rimanere delusi, evitate di indagare.

L’AFFABULATORE

È uno strano incrocio tra un prestigiatore e un mercante. Tutto ciò che eseguite a cavallo verrà sottolineato con grandi complimenti e incentivi a continuare. Non esistono limiti per lui, tutto si può fare. “Hai il Brevetto? Ti porterò alle Olimpiadi! Non ci sono problemi! Il cavallo te lo monto io!”. Appunto. Il tempo trascorso assieme a lui sicuramente sarà piacevole. Indubbiamente un uomo di grande compagnia. Anche quando uscirete dal campo gara dopo tre fermate ingloriose, lui vi dirà comunque che il campo prova l’avete eseguito in maniera brillante.

IL RITARDATARIO

La lezione inizia alle 16 e voi state passeggiando senza togliere la coperta da 10 minuti. Dopo 20 minuti ancora non si vede nessuno in campo, al ché pensate sia opportuno iniziare a trottare. La scuderia sembra deserta, in campo la solitudine vi assale. Si palesa alle 16.35 chiedendovi se avete già fatto il riscaldamento. Qualche esercizio, due o tre parole e tornate soli in campo a passeggiare. Ah! Se è estate probabilmente vi farà uscire perchè deve ancora bagnare il campo. Se dovete saltare, almeno 20 minuti se ne andranno perché gli esercizi sono ancora tutti da montare.

P.S.: quando in campo prova mancano 3 cavalli per entrare e ancora nessuno si è visto, non agitatevi starà facendo public relations da qualche parte. È routine. Se ne manca solo 1, iniziate a preoccuparvi o provate ad arrangiarvi, se siete maggiorenni!

IL PADRE/MARITO

Questo è un tasto dolente, solo chi ha provato può esserne testimone. Quando tra istruttore ed allievo c’è un legame sanguigno o di coppia Dio ce ne scampi e liberi. Povero ragazzo/a, povera compagna/moglie o marito. E da compatire anche tutti gli eventuali altri allievi presenti in campo in contemporanea, spettatori. Solo e semplicemente, o poco più, spettatori. Lascio ai testimoni la parola.

IL TECNOLOGICO

Ha fissato una lezione sulla chat di gruppo tramite un whatsapp. Vi manda un SMS per avvertivi del cambiamento. Quando andate in gara vi manda l’itinerario tramite Google Maps e la sua posizione con l’IPhone così saprete dove trovarlo. Foto, note vocali all’ordine del giorno. Video su Youtube viaggiano a una  velocità interstellare. Praticamente non siete in una scuderia ma al Grande Fratello. Peccato che durante la lezione abbia sempre qualche Conference Call che lo tiene occupato per tutto il tempo.

L’URLO (NON QUELLO DI MUNCH)

È più forte di lui, qualsiasi cosa vi debba dire la urla. Con tutto il fiato che ha in gola. Che sia un complimento oppure una correzione, dalla sua gola uscirà un ruggito che rimbomba in tutto il campo, facendo felici tutti gli spettatori che finalmente capiscono e odono le spiegazioni. In gara non riesce a trattenersi. Il campo prova diventa un punto di riscaldamento (per la sua voce, non per voi). Ma è durante il vostro percorso che finalmente può dare il meglio di sé. Questa purtroppo è una razza che sta scomparendo a causa del crudele bracconaggio di giurie spietate e forse anche alle risate degli spettatori.

L’INCAPACE

Purtroppo ogni professione ha al proprio interno degli incompetenti. Incompetenti non tanto perché ci sia poca conoscenza della materia, la curiosità stessa ti porta ad informarti, aggiornarti, migliorarti. L’incompetenza di cui parlo è quella che ti rende arrogante, quella che ti fa credere di essere superiore ad altri (persone che magari da anni lavorano davvero, facendo sacrifici), quella che ti porta a non avere più rispetto verso persone ed animali. Nessuno è perfetto, tutti sbagliamo, ogni giorno: è una lotta a compiere meno errori possibili. Quando vi sentirete dire che eravate nel posto sbagliato oppure che cambiando andrete nel posto sbagliato, ecco, in quel momento rendetevi conto che siete nel posto sbagliato.

Ironia a parte: è davvero importante evidenziare al contempo che esistono anche una quantità immensa di istruttori capaci, appassionati, esperti, anche tra i più giovani, che dedicano il loro tempo e passione verso i cavalli, verso i propri allievi. Così come ci sono una miriade di ragazzi vogliosi di imparare, di giovani appassionati, di bambini che pur di poter montare almeno una volta alla settimana farebbero qualsiasi cosa. E di genitori che pur di poter far montare i loro figli fanno sacrifici enormi. Potrei fare un elenco di nomi ma questo si che sarebbe davvero infinito.

NB. Tutti i personaggi indicati o suggeriti dall’articolo sono frutto della fantasia dell’autore, ogni riferimento è puramente casuale. O quasi…



© Gianluca Lupinetti – Riproduzione riservata; foto copertina © A.Benna / EqIn



Gianluca Lupinetti (1980), nato a Vizzolo Predabissi (MI), è figlio d’arte di Uberto, tra i migliori riders italiani (di cui ci limitiamo a ricordare la performance olimpica del 1984 a Los Angeles). Gianluca in poco tempo si distingue in numerose competizioni nazionali e internazionali di Salto Ostacoli: ricordiamo qui il debutto nella Coppa delle Nazioni (1999 – Zagabria, dove vinse la gara di potenza – 2,12 mt). La sua formazione atletico-agonistica è frutto di una collaborazione costante con cavalieri di grande levatura e di numerose esperienze internazionali. Oltre al padre, tra i vari trainers del suo passato e del suo presente, troviamo Filippo Moyersoen (Olimpiadi Los Angeles ’84), Giorgio Nuti (Olimpiadi Los Angeles ’84 e Barcellona ’92), Emilio Puricelli, Patrick Le Roland (tra i migliori istruttori dell’Académie de Saumur – France), Nelson Pessoa e Albert Voorn. Dal 1998, Gianluca si occupa dell’addestramento di base e avanzato di giovani cavalli nella sua Asim Club La Viscontea e segue con passione i binomi allievi della scuderia, continuando a riscuotere conferme sulla sue grandi potenzialità come atleta e come trainer, con numerose vittorie e piazzamenti nelle competizioni più importanti (Wierden, Mauren, Lugano, Piazza di Siena, Cervia, Milano-Assago, Cagnes-sur-Mer, Vidauban, ecc.). contatti: clicca qui

 

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