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Cavalieri in divisa: sulla Sezione Equitazione del Centro Sportivo dei Carabinieri

Cavalieri in divisa: sulla Sezione Equitazione del Centro Sportivo dei Carabinieri 1
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26 novembre 2019 #focus

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L’approfondimento che vi proponiamo è il primo di una serie che ha l’obiettivo di esplorare il mondo dell’equitazione nelle sezioni dei centri sportivi militari italiani. Osservando i podi dei concorsi nazionali ed internazionali, ci si imbatte frequentemente in cavalieri vestiti di tutto punto in uniforme. Alcuni di questi indossano colori e mostrine inusuali alla vista di molti, mentre altri richiamano immediatamente l’attenzione del pubblico, e non solo su suolo italiano. Tra questi spiccano le divise dei Carabinieri per la costante presenza nell’opera di pubblica sicurezza e per la consolidata fama acquisita nell’immaginario collettivo nazionale. La figura del carabiniere a cavallo è una di quelle immagini che appartiene al mito, non solo per gli appassionati di equitazione. Il solo nome Raimondo D’Inzeo (sei medaglie ed otto partecipazioni olimpiche) ne è prova: l’ufficiale dei Carabinieri ha consacrato alla popolarità la specialità del salto a ostacoli, associandola immancabilmente alla divisa dell’Arma. Con radici così profonde si potrebbe infatti ritenere superfluo indagare oltre la presenza del corpo nelle competizioni equestri.

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La tradizione, se si vuole stabilire un inizio istituzionale, risale al 1959, quando venne fondata la sezione sportiva, Centro Ippico nel 1960, in seno al 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo, conosciuto ai più per il Carosello Storico. Sebbene quanto esposto possa definire una linea di continuità con il presente, sarebbe fuorviante equiparare gli atleti di un tempo ai cavalieri e alle amazzoni in uniforme dei Carabinieri che oggi salgono sui podi dei concorsi. Se è vero infatti che lo spirito e l’ambizione sono rimasti immutati, ovvero promuovere il valore educativo dello sport, accrescere il prestigio dell’Istituzione e del Paese attraverso i successi agonistici, la struttura si è anche dovuta adeguare ai recenti profili richiesti dalla competizione atletica. Ciò è avvenuto in un passato recente: dal 1993 è stata costituita la Sezione Equestre all’interno del Centro Sportivo dei Carabinieri, fondato nel 1964. Il mutamento ha trovato compimento nella modalità di reclutamento che progressivamente si è orientata all’attingimento di cavalieri già di alto livello o di grandi potenzialità sportive a tutto tondo.

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Sempre in tale direzione, con l’ingresso nell’Arma della componente femminile, la sezione equitazione (attraverso bandi di concorso pubblico), è stata tra le prime ad accogliere dal 2004 le prime amazzoni dell’Arma: Susanna Bordone e Valentina Truppa. Tale direzione si è concretizzata nel 2004 con l’emanazione dei primi bandi di concorsi dedicati al Centro Sportivo.

L’addestramento della Sezione Equitazione necessita in particolare flessibilità e dislocamenti inconciliabili con il tradizionale servizio attivo. Per questo motivo è stato ideato un allenamento in “formula distacco federale”, che permettesse di offrire flessibilità al training ed impegno degli atleti. Di questo e delle caratteristiche generali della specialità ce ne ha parlato il M.llo capo Paolo Lacquaniti, responsabile della Sezione. Partiamo proprio dal Come è nata la Sezione Equestre?

[P.L.]: “Alla fine degli anni ’80 – inizi anni ’90 il Comando Generale e il Gen. Giancarlo Gutierrez, comandante del centro ippico del reggimento a cavallo e cavaliere olimpionico di altissimo profilo, progettarono anche per l’equitazione una sezione strutturata come le Sezioni Sportive del Centro Sportivo Carabinieri, ovvero con l’obiettivo di puntare all’arruolamento di giovani di alte potenzialità già praticanti lo sport a livello Nazionale ed Internazionale. Nel 1992, anche su indicazione delle dirigenze della Federazione Italiana Sport Equestri, vennero reclutati nella Sezione Pentathlon Moderno tre/quattro atleti di equitazione tra i quali un giovanissimo, allora diciassettenne, Stefano Brecciaroli“.

“Nasce così, inquadrata nel Centro Ippico del Reggimento Carabinieri a Cavallo e alle dirette dipendenze del Comando Generale – Sezione Attività Sportiva, la moderna sezione equitazione, ufficialmente costituita il 12 giugno 1993 e Comandata dal Luogotenente Giorgio Devigili. Portatrice delle tradizioni sportive equestri dell’Arma si continuò nell’arruolamento di giovani cavalieri di altissime potenzialità, come Bruno Chimirri, Marco Biasia, Nicola Delli Santi, Enrico Maria Frana, Lorenzo Toscano e poco dopo Massimo Grossato, Giuseppe Rolli.

Attualmente la sezione è rappresentata da:

  • nel salto ostacoli : Bruno Chimirri, Massimo Grossato, Emanuele Gaudiano, Filippo Bologni, Roberto Previtali, Filippo Codecasa, Emanuele Massimiliano Bianchi, Francesco Correddu e, in corso di arruolamento, Giacomo Casadei.
  • nel completo: Stefano Brecciaroli, Susanna Bordone, Mattia Luciani e Arianna Schivo
  • nel dressage: Valentina Truppa e Monica Iemi”.
Cavalieri in divisa: sulla Sezione Equitazione del Centro Sportivo dei Carabinieri

Cavalieri dell’Arma: da sinistra, Filippo Bologni, Roberto Previtali, Emanuele Gaudiano

Quali sono i compiti e gli obiettivi?

[P.L.]: “Il compiti principali della sezione equitazione sono: rappresentare l’Arma dei Carabinieri e la sua tradizione equestre attraverso risultati di alto livello dei propri atleti, sia in ambito nazionale (es. Campionati Italiani) ed internazionale (Concorsi Internazionali, campionati mondiali ed europei, Olimpiadi), imprescindibilmente coniugati con la diffusione di uno “stile” di comportamento e formalità che possa, più che contraddistinguerci, essere di esempio per tutti e per le giovani generazioni: sia in gara, sia nella vita di tutti i giorni. I cavalieri, le amazzoni e lo staff della sezione ha questa responsabilità in più, anche indossando la divisa in gara, che va oltre il conseguimento del risultato agonistico, il quale, però, può essere raggiunto solo con la capacità di mettere l’atleta nelle migliori condizioni geografiche, logistiche e psico-fisiche possibile. Per questi motivi gli atleti si allenano, addestrano i cavalli e partecipano alle manifestazioni sportive più prestigiose in regime di “distacco federale”, un sistema in collaborazione con la FISEe il CONI che permette una flessibilità e una personalizzazione dei programmi agonistici e degli allenamenti ideale”.

“Il mio compito quindi è quello di coadiuvare il Comandante del Centro Sportivo, il Colonnello Gianni Cuneo, affinché questi compiti e di conseguenza questi obiettivi vengano raggiunti nel migliore dei modi”.

Quali sono le sfide future?

[P.L.]: “A livello sportivo agonistico, prepararsi per arrivare a chiudere al meglio il quadriennio olimpico con Tokyo 2020 e già pensare alla costruzione dei programmi e degli obiettivi per il prossimo, quello dei Giochi di Parigi 2024. Tutto questo passando non solo per i campionati europei, i campionati del mondo WEG 2022 in Italia e Danimarca, ma anche per i più prestigiosi Concorsi internazionali che contraddistinguono questo sport incredibile. Altro progetto nato nel 2017 è stato affiancare agli atleti di alto profilo una sezione giovanile di equitazione, proprio allo scopo di diffondere nelle prossime generazioni quello stile e quella tradizione al quale crediamo fortemente”.

© Antonio Sforacchi; riproduzione riservata; in copertina il carabiniere Roberto Previtali in azione a Jumping Verona 2019 © A. Benna / EqIn

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