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Horsemanship con i puledri: l’esperienza del Rancho de Los Cielos

Horsemanship con i puledri: L’esperienza del Rancho de Los Cielos
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27 febbraio 2020 #focus

Annuncio creato il 29/03/2022 19:12

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Costruire una relazione efficace con i puledri non è semplice sia per i professionisti sia per i dilettanti, visto che avremo a che fare con giovani cavalli ancora in procinto di imparare a vivere e a relazionarsi con altri individui e con l’ambiente circostante. Le azioni dei puledri sono per lo più imprevedibili e difficili da controllare attraverso il movimento, che è uno dei codici comunicativi condivisi dalle nostre due specie. Ovviamente il problema principale è che la relazione con un puledro non può basarsi sulla richiesta di un comportamento addestrato attraverso metodi di condizionamento, come invece può accadere quando lavoriamo con cavalli adulti.

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Qualcuno cerca di risolvere il problema alla radice sostituendosi alla fattrice nei primi momenti dopo il parto pensando così di condizionare il puledro neonato a riconoscere l’essere umano come un membro della specie equina, un altro sè stesso. Questa intrusione spesso disturba per sempre i meccanismi naturali dello sviluppo del puledro. Mi piace paragonare tale approccio, fondato su un concetto piuttosto semplicistico dell’imprinting, a cablare una portaerei con i circuiti di una barca a motore facendo finta che possa funzionare.

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In California, al Rancho de Los Cielos di Riverside, Human Horse Sensing ha avviato un programma innovativo con l’obiettivo di estenderlo ad altre strutture interessate a questo tipo di lavoro: abbiamo radunato dei puledri in un gruppo, lavorando a stretto contatto con loro fin dalle prime fasi della vita e coinvolgendo attivamente nel lavoro di relazione anche i proprietari. I puledri parte di questo programma erano nati tutti nel 2012 e hanno vissuto insieme ad alcune fattrici. Alcuni puledri sono rimasti nel gruppo, ma senza essere coinvolti nel programma di relazione con l’uomo per scelta dei proprietari, che credevano nei vantaggi della vita in branco ma non avevano la possibilità di partecipare in prima persona. I puledri coinvolti nel programma attivo hanno mostrato molto rapidamente un comportamento più collaborativo rispetto a quello iniziale, in termini di rispetto dello spazio dell’uomo e di interazione con l’uomo in presenza di cibo – un elemento che assieme allo spazio è parte fondamentale delle relazioni sociali dei cavalli di qualsiasi età. Il lavoro con il puledro è iniziato con un approccio in libertà di movimento. Alcune cose che i puledri coinvolti nel programma di relazione con l’uomo hanno imparato sono state: accettare le nostre attenzioni (contatto) e fidarsi di noi quando alzavamo i piedi e pulivamo gli zoccoli senza contenimento. Allo stesso tempo hanno appreso a essere messi in cavezza e condotti correttamente senza essere forzati. Il nostro obiettivo era di allevare cavalli equilibrati, che sapessero relazionarsi con le persone fin dall’inizio. I proprietari che hanno scelto di partecipare a questo programma hanno avuto la possibilità di imparare come avvicinarsi ai puledri cominciando così a costruire la relazione in prima persona. Più tardi, quando i puledri sono stati abbastanza maturi per iniziare l’addestramento li abbiamo indirizzati alle attività preferite dal proprietario – con l’enorme vantaggio di avere già costruito una relazione collaborativa con l’uomo fondata su una comunicazione diretta e spontanea attraverso i sensi del cavallo, senza la mediazione di risposte addestrate, secondo i principi di Human Horse Sensing.

La sicurezza è sempre una delle preoccupazioni principali lavorando con i cavalli, soprattutto quando abbiamo a che fare con i puledri. Per interagire con un cavallo in libertà, il cavallo deve essere interessato all’azione e non deve avere paura di noi – se non è così manifesterà disinteresse o disagio rimanendo a distanza, e noi dovremo riconsiderare le nostre azioni e agire di conseguenza. L’approccio in libertà ci permette di valutare la personalità del cavallo con cui abbiamo a che fare: possiamo personalizzare la nostra azione per essere in grado di comunicare con lui in modo appropriato e, se necessario, correggere il suo atteggiamento.

Ogni volta che è stato possibile al Rancho de Los Cielos abbiamo iniziato a lavorare con la coppia fattrice-puledro sin dalla nascita, ma senza mai costringerli a interagire con l’uomo in un box, questo per evitare di inserirci a forza nella loro relazione sostituendoci alla madre – allo scopo abbiamo utilizzato uno spazio recintato abbastanza grande perché si potessero allontanare con sicurezza da noi (principio del rispetto della “distanza di sicurezza”). Come ho detto, l’interazione in Human Horse Sensing funziona attraverso lo spazio e i movimenti reciproci in libertà. Sappiamo che per istinto un cavallo lascia avvicinare al proprio spazio solo un altro individuo di cui si fida. Quando è libero di esprimersi, il cavallo manifesta una sensazione di incertezza allontanandosi da noi. Se la persona che sta cercando di evitare continua ad avvicinarsi, il cavallo diventa sempre più incline a fuggire. In questa situazione la maggior parte della gente insiste nell’approccio perché si sente frustrata dall’incapacità di “catturare” il cavallo, senza capire che così facendo sta accrescendo e soprattutto rafforzando il suo stato di disagio.

Quando lavoriamo con puledri e fattrici, non dobbiamo mai sostituirci alla madre o separarla dal figlio: la presenza della madre è fondamentale per dare ai puledri un “indizio” di come interagire con l’uomo. Solo in seguito – durante il processo di svezzamento – al Rancho de Los Cielos abbiamo lavorato con il puledro senza la fattrice. Con i puledri che non rispettavano il nostro territorio abbiamo interagito rimanendo fuori dall’area recintata in cui si trovavano, finché non ci hanno mostrato di comprendere e di rispettare il significato del territorio individuale: dopo qualche tempo i puledri hanno imparato ad allontanarsi da noi a richiesta e ad avvicinarsi quando gli davamo il permesso.

La presenza stessa del recinto dà un senso di sicurezza sia all’uomo che al cavallo, permettendoci di stare vicino al puledro senza doverci preoccupare di essere spintonati. Allo stesso tempo la staccionata permette al puledro di distanziarsi da noi allontanandosi dalla recinzione in piena libertà se si sente insicuro. La sicurezza è un fattore molto importante, dato che un puledro non è facilmente contenibile e sta ancora imparando come gestire lo spazio e la sua relazione con gli altri individui.

Calciare o mordere è assolutamente normale tra cavalli: il modo migliore per evitare di diventare l’obiettivo di calci e morsi è essere sempre consapevoli del comportamento del cavallo mentre siamo nel suo spazio, e stargli a debita distanza se manifesta comportamenti aggressivi. Se interagiamo in libertà, terremo il cavallo lontano da noi quando lui “si comporta male” e lo lasceremo avvicinare solo se agisce in modo accettabile. Usando un bastone o una frusta, e agitandoli nello spazio immediatamente attorno a noi, creeremo un’area che reclamiamo come nostro territorio esclusivo. Se abbiamo a che fare con un comportamento aggressivo, una barriera fissa ci consentirà di reclamare il nostro territorio senza pericoli – questo vale anche quando abbiamo a che fare con un puledro.

L’esperienza del Rancho de Los Cielos mi ha confermato che stabilire una relazione armoniosa con il puledro e sua madre aiuta la transizione verso la fase di svezzamento, in cui il puledro avrà occasioni di contatto fisico più con gli uomini che con gli altri cavalli.

Questa fase evolutiva è fondamentale per la corretta formazione di quella parte del comportamento che il cavallo elabora tramite l’apprendimento filtrato dall’esperienza (apprendimento cognitivo): saper gestire correttamente i primi stadi della crescita è un sicuro vantaggio per avviare una relazione solida ed efficace al momento di cominciare l’addestramento.

In natura

In natura è la madre che insegna al puledro come vivere nel branco: è la prima ad interagire con il neonato, seguita dallo stallone, che generalmente tiene lontani gli altri cavalli ma senza interagire troppo da vicino con il puledro. Più tardi sarà il puledro nato l’anno precedente che si avvicinerà alla madre e al neonato. Quando il nuovo puledro sarà fisicamente e socialmente pronto per interagire, la madre permetterà che altri puledri e anche altri adulti gli si avvicinino.

L’unità base di un branco a scopo riproduttivo è costituita da uno stallone, alcune fattrici, e dai giovani cavalli che non hanno ancora raggiunto la maturità sessuale. Quando i giovani cavalli raggiungono l’età riproduttiva, lo stallone dominante li disperde – mentre le femmine giovani vengono incorporate in altri branchi, diversi da quello dei genitori. A volte i giovani cavalli che si staccano o sono espulsi dal branco originario formano branchi di scapoli molto instabili dal punto di vista sociale. Lo scopo di questi gruppi di scapoli è la sopravvivenza nella fase di transizione dal branco parentale alla formazione di una nuova unità riproduttiva.

In cattività

Allo stato domestico è ancora la madre che per prima interagisce con il neonato, seguita dal personale dell’allevamento. Da questo momento la vita del puledro sarà molto diversa da quella che sarebbe in natura, visto che gli mancherà l’apporto dell’interazione sociale nel branco – una carenza che sfortunatamente influenzerà il cavallo per l’intera vita. Alcuni allevatori tentano di lasciare almeno in parte intatto l’aspetto sociale della vita di un cavallo gestendo i branchi in uno stato semibrado.

In questo tipo di gestione lo stallone può essere introdotto nel branco almeno per una parte della stagione riproduttiva. I giovani rimangono con il gruppo delle fattrici per i primi due o tre anni. La struttura del branco permette ai più giovani di apprendere i meccanismi che regolano la gerarchia sociale, e di imparare il significato del territorio e del movimento rispetto agli altri cavalli: questa pratica di allevamento semibrado mette in grado i giovani cavalli di crescere correttamente e di sviluppare una personalità equilibrata.

Un cavallo adulto è sicuramente in grado di insegnare a un puledro come muoversi correttamente rispetto al territorio e come esprimersi chiaramente dal un punto di sociale – mentre un essere umano ha seri problemi a ricoprire questo ruolo con altrettanta efficacia. L’allevamento semibrado ha il vantaggio di permettere l’interazione del puledro con l’uomo durante il primo anno di vita: il puledro verrà poi liberato nel branco dove vivrà fino al momento della doma. L’importanza dell’esperienza della vita in branco è spesso trascurata: questo è particolarmente vero quando si acquista un puledro nella fase iniziale di sviluppo – vorrei ricordare ai proprietari che tenere i puledri in recinti isolati da altri cavalli li priva della capacità di sviluppare la propria personalità e di imparare a muoversi e relazionarsi ad altri individui.

RANCHO DE LOS CIELOS

Il Rancho de Los Cielos, situato sulle colline intorno a Riverside (California) tra aranceti e vivai biologici, ospita un allevamento di Mangalarga Marchadores. La dottoressa Teresa Longo e Jacob Martinez allevano da molto tempo questa razza brasiliana famosa per la capacità di sviluppare una buona relazione con l’uomo, oltre che per le tipiche andature: la Marcha Picada (un’andatura laterale molto simile all’ambio) e la Marcha Batida. Di taglia media, i Marchadores sono ottimi cavalli da lavoro con buone performance in dressage, nel salto, nell’endurance, nel tiro con l’arco da sella e in altro ancora. Il Mangalarga Marchador ha raggiunto lo standard attuale grazie agli allevatori brasiliani (in patria si contano 400.000 di questi cavalli) che lo hanno creato e mantenuto puro. Human Horse Sensing e Rancho de los Cielos hanno collaborato per promuovere questa razza che ha molto da offrire al suo partner umano. Al ranch offriamo un programma per ogni fase della vita del cavallo, dai primi passi dell’ammansimento fino all’addestramento alle varie discipline. Sul Web: www.ranchodeloscielos.com

HH Sensing si trova a San Marcos (California) ma lavoriamo anche online e teniamo corsi ovunque su richiesta. Email: hhsensing@icloud.com – Web: www.HHSensing.com

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© testo e foto Alessandra Deerinck, autrice di HUMAN HORSE SENSINGTra uomo e cavallo il movimento è comunicazione, Equitare Edizioni, 2019; articolo a cura di Alberto Capogreco, tratto da Elite Equestrian Magazine)

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Redazione EQIN
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