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La parola al capo Steward del CHIO Aachen: “L’integrità è la cosa più importante”

"L'integrità è la cosa più importante": parla il capo Steward del CHIO Aachen 1
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14 luglio 2019 #focus

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Il Wimbledon degli sport equestri o la sua Mecca: ad Aachen (Aquisgrana) è in scena (12-21 luglio) la nuova edizione di uno degli eventi più importanti per il mondo equestre (The World Equestrian Festival: oltre al salto ostacoli – Rolex Grand Slam of Showjumping – in scena in Germania l’eccellenza mondiale del dressage, del completo, degli attacchi, del volteggio). Venerdì 12 luglio sono iniziate le competizioni con la disciplina del volteggio – termineranno oggi, domenica 14 luglio; martedì 16 luglio start up per il salto ostacoli – le gare proseguiranno fino a domenica 21. Attacchi e dressage cominceranno le rispettive categorie mercoledì 17 luglio, mentre gli eventers venerdì 19.

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Ogni anno sono più di 350.000 gli spettatori (362.600 nel 2018) provenienti da tutto il mondo che non rinunciano a partecipare a questo appuntamento, circuito ufficiale della Repubblica federale tedesca, che in questa edizione 2019 vede la presenza di ben 340 cavalieri/drivers da 30 Nazioni e 550 cavalli (986 includendo anche gli equidi che prenderanno parte agli show e ad altri eventi collaterali – sito web: clicca qui).

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"L'integrità è la cosa più importante": parla il capo Steward del CHIO Aachen

Ma davvero è tutto pronto? L’edizione 2019 sarà ancora migliore delle precedenti? Ad Aachen lo scorso anno i migliori dressagisti al mondo hanno entusiasmato gli spettatori con una bella equitazione, quasi senza eccezioni. Quasi, perché ci sono state anche critiche in merito alle warm-up, e l’accusa: monte ostili, “unfriendly” nei confronti dei cavalli, ovviamente. Il risultato: discussioni, accuse e insulti attraverso i social media.

I delegati della Fédération Equestre Internationale (FEI) hanno la responsabilità di assicurarsi che i regolamenti vengano rispettati. La parola quindi al Capo Steward, Jacques Van Daele dal Belgio, in merito all’anno scorso e alla nuova edizione del prestigioso evento tedesco.

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Jacques van Daele © CHIO Aachen

Quali sono i suoi compiti in qualità di Capo Steward?
Jacques Van Daele: Accompagnare i cavalieri – essere lì, nei box, nei campi prova e nei passaggi intermedi. Guardare e supervisionare tutto quel che accade.

Quale forma assumono questi controlli?
Van Daele: questo è chiaramente indicato nei regolamenti. È stabilito ciò che è permesso e ciò che non lo è. Se tutti si attengono alle regole, il lavoro è semplice.

E? Tutti rispettano le regole?
Van Daele: Oggi la situazione è chiara, lo sport del dressage si è sviluppato ulteriormente, è cambiato. Una posizione del collo troppo bassa non è più accettata, non dalla stampa e sicuramente non dal pubblico. Semplicemente non si monta più nello stesso modo in cui lo si faceva 20 anni fa. La maggior parte dei cavalieri lo ha capito da tempo. Ma devo dire: purtroppo, non tutti. E dobbiamo lavorare su questo insieme.

Quindi ci sta dicendo che i cavalieri sono consapevoli che lo sport è cambiato?
Van Daele: Sì, certo! Sicuro! Nella maggior parte dei Paesi.

Il che significa anche: non dappertutto?
Van Daele: ci sono ancora delle eccezioni. Alcune persone non sono ancora del tutto convinte – ma prima o poi capiranno! Continuerò a rimanere calmo e parlerò con i pochi cavalieri interessati. E se davvero non funziona, allora dobbiamo adottare un approccio diverso – cosa che non mi piace affatto dover fare.

Il che vuol dire…
Van Daele: … che in effetti ho avuto qualche difficoltà con i cavalieri in passato. Non capivano perché avessimo mostrato un cartellino giallo. In quel caso, cerco di spiegare perché. Mi prendo un sacco di tempo per farlo, un’ora, un’ora e mezza. Non devono essere d’accordo con quello che sostengo, ma devono almeno ascoltare, non fosse peraltro perché li ho approcciati dicendo “Mi scusi …”. Non siamo loro nemici, ma quando le cose si allontanano troppo, si allontanano troppo.

Ci può descrivere il suo lavoro nella pratica?
Van Daele: parlare, parlare, parlare. Le persone con cui lavoro sono i cavalieri. Parliamo molto e spesso. Non solo nelle aree di gara, ma anche nei box e dopo o prima il campo prova. E se riesco a trascorrere un fine settimana senza mettere in guardia nessuno, o senza distribuire cartellini gialli, allora è molto meglio.

Gli stewart potrebbero forse reagire in modo più offensivo? In altre parole, intervenire più fortemente? Mostrando il cartellino giallo in campo prova? Per segnalare anche al mondo esterno che qualcosa sta accadendo?
Van Daele: interveniamo, reagiamo e anche i cavalieri lo sanno. Ma sì, forse non lo abbiamo dimostrato abbastanza chiaramente all’esterno. Dico sempre ai miei assistenti: “Non urlare! Vai oltre e dì ciò che deve essere detto”. E se questo non basta – allora io sono lì. Sono sempre lì.

E’ sua convinzione dover sempre parlare reciprocamente?
Van Daele: Sì, è di grande aiuto. Ci sono cavalieri con cui vado molto d’accordo, ma ci sono anche cavalieri difficili. Non è sempre facile, a volte può essere difficile.

La sua formazione come detective investigativo criminale l’aiuta ad affrontare questi casi difficili?
Van Daele: Sì, molto, davvero molto.

Perché uno lascia che l’altra persona finisca di parlare …
Van Daele: E la rispetta e la ascolta! Invece di preparare la risposta, senza ascoltare veramente. Il che equivale a dire che questo succede quando s’inizia a litigare. Se le persone sono agitate, io dico: “Aspettiamo mezz’ora e poi parleremo. Funziona nel 90% dei casi. Per me l’integrità è l’attributo più importante, dire cosa si fa e fare ciò che si dice.

Pensa che il suo lavoro ad Aachen sarà diverso quest’anno rispetto all’anno scorso?
Van Daele: La cosa più importante sarà chiarire che stiamo effettivamente facendo qualcosa. Probabilmente gli spettatori hanno pensato: stanno semplicemente seduti lì intorno … Quest’anno gli steward indosseranno delle pettorine in modo da essere immediatamente riconoscibili. Ed è abbastanza chiaro: non tutto è andato bene l’anno scorso, abbiamo reagito troppo tardi in un’occasione ed è stata colpa mia. Se qualcuno non monta in modo corretto, discuteremo la questione. Non dopo, ma immediatamente.

Attende con ansia Aachen?
Van Daele: certo! Perché no? L’anno scorso non è stato il mio punto forte, ma sarebbe sbagliato smettere adesso. Non è nel mio stile. Posso solo a fare il mio lavoro nel miglior modo possibile e a cercare di motivare tutti nel team a fare lo stesso. Quando un cavaliere dice un semplice “grazie” prima di andare a casa… Solo “grazie” – io sono felice. Quindi, rispondo sempre: “Non ringraziarmi. Grazie alla mia squadra!”.

© Redaz.; riproduzione riservata – fonte principale: Comunicato stampa CHIO AACHEN; foto di copertina: © CHIO Aachen/Andreas Steindl

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