ATTENDI...

Cosa vuoi cercare?

NEWS

Le nostre vite sospese dal virus: dobbiamo pensare in avanti

Le nostre vite sospese dal virus: dobbiamo pensare in avanti
bac 728x90

Condividi:

22 marzo 2020 #news

Home 24

Con misure di governo sempre più stringenti a causa dell’epidemia da COVID-19 che sta mettendo a dura prova il nostro Paese e non sembra affatto voler rallentare (anzi), il panico si fa inevitabilmente sentire, così come lo stress indotto da questa anomala e molto, molto difficile situazione.

saferiding 728x90

Nello specifico del mondo equestre, dopo giorni segnati da cancellazioni a cascata di eventi in tutto il mondo e divieti di accesso alle scuderie (laddove non vi sia “comprovata necessità”), è ovvio che serpeggi il malumore e lo sconforto. Tuttavia, non è questo il momento per mettere in giro voci false o ipotesi di prolungamento ad libitum non accertate, finora mai pronunciate ufficialmente da nessuno. Perché, se anche è del tutto ipotizzabile che delle misure verranno mantenute/prolungate anche dopo il 3 aprile – è infatti un dato certo che nessun evento equestre potrà aver luogo per l’intero mese – ora non dobbiamo cedere al panico. E’ molto più utile utilizzare il tempo a disposizione per pensare in maniera produttiva a come gestire questa emergenza per i cavalli, SE DOVESSE prolungarsi davvero a lungo.

goldspan_728x90

jumping 728x90

Premesso questo, rivolgiamo un accorato appello a tutti i gestori e responsabili (amministratori) di pagine e gruppi facebook, affinché prontamente rimuovano commenti ed ipotesi atti solo a suscitare sconforto tra le persone, quelli che non hanno basi fondate. Non servono, ad oggi, gli “agitatori”; se alcuni non sono in grado di gestire le proprie ansie e preoccupazioni, è un problema loro: non è proprio il caso che ipotesi strampalate si trasformino nel main stream della comunità.

Secondariamente (ma di certo non come secondo punto, data la sua importanza), vorremmo far presente un elemento che magari tende ancora a sfuggire alle persone sane, e lo facciamo “con brutalità”: se ci ammaliamo i cavalli avranno un problema ben più serio dal non frequentare i loro proprietari per un certo periodo, lungo o meno lungo che sia. Quindi, attualmente, la nostra priorità assoluta dev’essere, senza se e senza ma, rivolta alla salute, nostra, dei nostri cari e di chi sta lavorando per noi (lo abbiamo detto e ridetto più volte…). In primis, per rispetto e solidarietà vera verso i molti concittadini, operatori (medici, sanitari, militari ma anche commessi dei supermercati…) che si stanno esponendo a molteplici rischi di contagio, anche per noi.

Ingmar De Vos, presidente della Federazione Equestre Internazionale, ha inviato una lunga lettera alla comunità sportiva (che troverete tradotta alla fine di questo articolo); il punto più saliente di questa comunicazione a nostro avviso è uno solo: in questa situazione difficile per tutti, la comunità equestre “deve trovare dei compromessi”.

Ed per questo che bisogna cominciare a ripensare tutti insieme anche come gestire un eventuale prolungamento delle restrizioni che hanno messo in stand by la nostra vita. I centri ippici – che, lo ricordiamo – hanno costi di gestione dei cavalli comunque altissimi, devono cominciare a studiare tutti insieme “misure di emergenza” che garantiscano comunque ai cavalli ospiti – anche quelli della scuola – una risposta concreta in termini di salute e benessere, specie laddove alcuni tra i soci optino per venir meno alle responsabilità nei loro confronti (sta già capitando, con molte “affide”, “mezze fide” abbandonate, ossia non corrisposte già adesso… della serie, “non posso utilizzare il cavallo, ergo non pago”).

D’altro lato gli equestrians più responsabili devono a loro volta “tener duro” e pensare a fare di tutto per agevolare le attività della loro scuderia. Il nostro è un ambiente in cui da sempre convivono situazioni economiche molto diverse, per certi versi estreme: c’è chi non ha nessun problema a mantenere uno o più cavalli e a spendere cifre a 5 zeri per nuovi acquisti, e chi fa veri sacrifici, ogni mese, per trovare i soldi per la pur modesta pensione del proprio compagno di sport. Tra questi estremi, tante situazioni mediane, tutte con un unico denominatore comune: l’amore e la passione vera per i cavalli. Tutti insieme, dobbiamo studiare delle soluzioni per l’eventuale tempo che verrà, ed improntare una strategia sensata: “dovremo trovare dei compromessi, anche se probabilmente non saranno perfetti”, come ha detto De Vos.

“Cari amici, membri della grande comunità equestre,
Prima di tutto, spero che voi stiate bene e che voi e i vostri cari siate al sicuro. Stiamo affrontando una situazione straordinaria con la pandemia di Covid-19 e tutti abbiamo dovuto adattare le nostre vite personali e professionali per svolgere il nostro ruolo nel proteggere la salute e il benessere delle nostre nazioni. È la nostra responsabilità collettiva e deve essere una priorità, ma ha un prezzo.

Come tutte le industrie, il mondo equestre ha effettivamente chiuso i battenti e molti dei nostri membri risentono dell’impatto e dei conseguenti vincoli finanziari dovuti alle restrizioni nazionali nei Paesi colpiti dal virus. Tutto ciò è estremamente difficile, e vorrei ribadire il nostro impegno e la nostra determinazione ad aiutare in ogni modo possibile per ridurre al minimo gli effetti su ogni individuo e organizzazione della nostra comunità.

Per gli atleti, per i loro team di supporto e le nazioni che hanno di mira Tokyo 2020, la situazione è altrettanto difficile poiché la preparazione e l’allenamento meticolosamente pianificati dovranno essere adattati e modificati. Capisco bene che l’incertezza che circonda i Giochi Olimpici e Paralimpici sia frustrante, ma la FEI sta esaminando in modo proattivo tutte le misure che dovranno essere prese al fine di garantirvi un’equa possibilità di raggiungere i vostri obiettivi, nel contempo garantendo la vostra salute e il vostro benessere, che devono venire sempre per primi.

Siamo fortunati ad aver completato le nostre qualifiche olimpiche e paralimpiche, cosa che purtroppo non è successa in molti altri sport, ma dobbiamo continuare i nostri preparativi ed essere flessibili dove possiamo esserlo, come riprogrammare gli eventi annullati e potenzialmente l’estensione del calendario per quanto riguarda i requisiti minimi di ammissibilità, ovviamente senza modificare tali requisiti.

L’interruzione del programma FEI a causa del Covid-19 non riguarda solo gli atleti che mirano ai loro massimi, ma ha anche un grande impatto sulle classifiche in tutte le nostre discipline. Monitoriamo tutti gli aspetti di questo sport e interveniamo laddove sia necessario per supportare le nostre federazioni nazionali, i nostri organizzatori, i nostri atleti, i nostri funzionari e l’intero settore equestre. Dovremo trovare compromessi che probabilmente non saranno perfetti, ma siamo assolutamente determinati a cercare la soluzione migliore per la nostra comunità e il nostro sport, e credo sinceramente che ce la faremo. Resilienza, determinazione e dedizione sono valori fondamentali per la comunità equestre e sono quelli che dovremo adottare più che mai per superare le conseguenze di questa pandemia.

[…]

Il modo in cui affrontiamo ogni giorno le difficoltà e quello in cui troviamo soluzioni insieme compenserà i costi per la nostra comunità. Questo senso di solidarietà e dedizione non è solo la nostra responsabilità e la nostra missione, è ciò che definisce il nostro sport e la famiglia FEI.

Grazie per il vostro tempo e state attenti“. (I. De Vos).

© B.S.; riproduzione riservata; foto: © A.Benna / EqIn

Condividi:
Endurance 1


TAG

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE:

Scrivi un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Tutto il sito è protetto da copyright!