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Non più destinata ai cavalli: rebus sul futuro della “Cavallerizza Caprilli” di Pinerolo

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23 giugno 2021 #news

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La “Cavallerizza Caprilli”, un pezzo di storia dell’equitazione a Pinerolo (TO) e famosa in tutto il mondo, non sarà più destinata ai cavalli. Sebbene nata con e per i cavalli e dedicata a Federigo Caprilli, potrebbe diventare anche una biblioteca a tema equestre.

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Per capire cosa stia succedendo occorre fare qualche passo indietro. Questo monumento storico di viale della Rimembranza, simbolo della città di Pinerolo, fino al 2016 di proprietà dell’Esercito Italiano, è stato poi alienato tramite il “Progetto Task Force” finalizzato alla «valorizzazione e la dismissione degli immobili non residenziali del Ministero della Difesa». Il progetto prevedeva che tali strutture, ivi compresa la Cavallerizza, potessero essere destinate ad attività di «valorizzazione e alienazione; riduzione affitti passivi…» e anche «soddisfacimento esigenze particolari dei Comuni». Ed è qui che si inserì l’amministrazione comunale di Pinerolo: la Cavallerizza venne trasferita dal Demanio al Comune e si stabilì una convenzione tra l’Esercito e l’ANAC (Associazione Nazionale Arma di Cavalleria) per la sua gestione: a maggio 2017 prese vita una nuova Scuola Equestre presso la Cavallerizza Caprilli. Una svolta positiva per la struttura storica che, lo ricordiamo, ha un valore inestimabile (è il maneggio coperto storico più grande d’Europa).

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All’origine dell’odierna situazione problematica per gli impianti, vi è una lettera del Comune inviata al presidente dell’ANAC Alipio Mugnaioni , del 9 giugno, firmata dal sindaco Luca Salvai e dall’assessore Christian Bächstädt; in essa ci si appella al Decreto Legislativo del 28 febbraio scorso, entrato in vigore il 2 aprile (D. L.gvo 28 febbraio 2021 n° 36), che regolamenta le discipline sportive con animali. Secondo primo cittadino e il suo assessore, la Cavallerizza Caprilli non ha più i requisiti per ospitare animali e occorre trovare una nuova destinazione. Nemmeno con i lavori di ristrutturazione che il Comune aveva messo in programma e per cui ha stanziato 208mila euro – molti ancora da realizzare… “A tale circostanza si aggiunge ad alcuni anni di gestione della struttura difficoltosa dove si è assistito all’insorgere di conflittualità tra fruitori / gestori della Cavallerizza e all’impossibilità da parte dell’amministrazione comunale di realizzare i lavori di adeguamento previsti e, tra l’altro tuttora finanziati. Lavori che, anche qualora portati a termine non garantirebbero le caratteristiche imposte dalla citata normativa. Di questo siamo sinceramente dispiaciuti”.

Il presidente dell’Associazione Nazionale Arma di Cavalleria Mugnaioni ha accolto la richiesta e inviato ai responsabili locali la comunicazione della necessità di liberare la struttura “nel più breve tempo possibile”. La questione però potrebbe protrarsi per mesi: “Noi abbiamo 120 soci e ci piacerebbe concludere la stagione che si chiude a fine anno” commenta il Generale Luigi Greco, presidente dell’associazione ‘Cavallerizza Caprilli’, che gestisce l’impianto dal 2017.

Par proprio che questa volta, anziché mettersi a tavolino per studiare delle soluzioni per mantenere in vita la Cavallerizza Caprilli e i suoi cavalli, si sia scelto di mandar via i cavalli e riconvertirla…in qualcos’altro. Tra le ipotesi, anche una biblioteca.

© B.S..; – riproduzione riservata; fonti principali: vocepinerolese.it; torinooggi.it ;

 

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