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Passo e trotto a portata di… algoritmo?

Passo e trotto a portata di... algoritmo?
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13 giugno 2020 #focus

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Per capire a fondo tutti gli aspetti dell’equide che sotto la sella di appassionati ed atleti regala costantemente prestazioni ed emozioni sorprendenti, non c’è branca delle scienze che non sia stata almeno una volta scomodata nell’analizzare la sua natura.

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Non deve stupire quindi che questa volta i ricercatori si siano cimentati nel descrivere in termini matematici, attraverso degli algoritmi, l’andatura del cavallo. Uno studio in questo campo potrebbe rivelarsi essenziale per giudicare le prestazioni di un cavallo ed identificare eventuali disagi fisici. Un recente articolo pubblicato Open Access sulla rivista scientifica “Plos One” cerca di fare luce su questo aspetto fondamentale, che qui vi illustriamo brevemente.

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Marij Tijssen, esperta di “technical medicine” e dottoranda dell’Università di Utrecht, si è cimentata assieme ai suoi colleghi con un problema in particolare: identificare la fase cruciale di “break-over” nel passo dei cavalli. Questa si definisce come la fase nella quale il cavallo solleva il tallone, ruota la gamba, e finisce con il sollevamento del piede. In tale frangente la gamba e il piede sono sottoposti ad elevate forze di tensione che agiscono su muscoli, legamenti e tendini. Una fase prolungata di “break-over” può elevare il rischio di malattie o lesioni, per esempio ai tendini; non solo, tale prolungamento potrebbe essere causato anche da restrizioni meccaniche. Identificare questi errori può ovviamente aiutare a prendere provvedimenti correttivi in maniera tempestiva.

Il solo esame visivo infatti, anche se effettuato da un occhio esperto, può tralasciare elementi impercettibili ma di capitale importanza. In questo caso può venire in aiuto l’uso degli algoritmi, che studino la velocità angolare e l’accelerazione, al fine di rilevare con precisione i tempi e le dinamiche della fase di “break-over”, al passo e al trotto. A tal scopo sono stati raccolti dati con misurazioni ottiche e piattaforme inerziali applicate al piede del cavallo. Sette purosangue si sono prestati a ben 147 prove su piastre dinamometriche, che hanno raccolto ulteriori dati. Al termine della ricerca il gruppo di studio ha raggiunto risultati incoraggianti: “Questo algoritmo sembra promettente per la quantificazione dell’inizio della fase di break-over, anche se l’applicabilità per scopi clinici, come il rilevamento della zoppia e la valutazione delle tecniche di ferratura e di rifilatura, dovrebbe essere studiata in modo più approfondito”.

© Antonio Sforacchi; riproduzione riservata; fonte principale/+info – articolo intero “Automatic hoof-on and -off detection in horses using hoof-mounted inertial measurement unit sensors” clicca qui; foto © EqIn

 

 

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