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Focus su ambio e canter, tra le andature del cavallo meno conosciute

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26 agosto 2017 #focus



Prosegue il nostro piccolo viaggio alla scoperta delle andature del cavallo. Dopo aver approfondito insieme le caratteristiche più preziose che si nascondono tra i movimenti del passo (+info: clicca qui), del trotto (+info: clicca qui) e del galoppo (+info: clicca qui), oggi ci dedichiamo a due andature del cavallo meno comuni e molto poco conosciute, con l’obiettivo di indicarne origini e peculiarità: parliamo di ambio e canter.

L’ambio (ambiare, dal latino ambulare) è un’andatura dei quadrupedi effettuata con movimento successivo dei bipedi laterali che alternativamente sostengono il peso del corpo: il movimento contemporaneo degli arti di un lato si sussegue a quello degli arti del lato opposto. Naturale in alcune specie animali come il cammello, il dromedario, l’elefante, la giraffa e l’orso e accidentale in canidi e bovini, nel cavallo è generalmente acquisita con l’addestramento. Si tratta nello specifico di un’andatura camminata (nella quale il soggetto poggia in ogni momento a terra con almeno un arto), laterale (in quanto gli appoggi al terreno si susseguono per bipedi laterali), in due tempi e due battute.

La sua origine è antica, era infatti l’andatura preferita per i cavalli che dovevano percorrere lunghe distanze, perché più confortevole per il cavaliere in sella grazie all’assenza del tempo in sospensione e delle oscillazioni del trotto, dove il centro di gravità si sposta poco in senso verticale e maggiormente in senso trasversale.

Considerata oggi da alcuni un’alterazione innaturale della coordinazione neuromuscolare quando non viene introdotta artificialmente e principalmente per scopi sportivi, come nel caso del Trottatore Americano o Standardbred (allevato proprio per la caratteristica corsa all’ambio), sembrerebbe essere un’andatura naturale nel Paso Fino Peruano, discendente dai lunghi crini dei primi cavalli spagnoli.

Variante veloce dell’ambio è il tölt, andatura in quattro tempi, chiamata anche “ambio veloce”, naturale questa volta nel Pony Islandese, razza piccola ma forte che deriva a sua volta dalle razze delle Siberia e della Mongolia e che con questa andatura può raggiungere quasi la velocità di un galoppo in avanti.

E il canter? Si tratta di un’andatura basculante, in tre tempi, definibile come un galoppo riunito, caratterizzata da una combinazione di due diagonali che viene poggiata come segue: posteriore sinistro e anteriore destro contemporaneamente, anteriore sinistro, posteriore destro e nuovamente posteriore sinistro e anteriore destro in contemporanea.

Il movimento che ne consegue dà l’effetto “cavallo a dondolo”, con notevole saliscendi all’anteriore e al posteriore, ma poco sul centro di gravità. È considerata un’andatura dolce, di resistenza, che può essere protratta anche per ore. La sua origine? Con un nome di derivazione anglosassone, era l’andatura utilizzata dalla cavalleria inglese per raggiungere la cittadina di Canterbury da Londra.



© Maria Cristina Bongiovanni – riproduzione riservata; foto di copertina ©Pinterest; gif via web



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