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Reintrodotti i purosangue in Quintane, Giostre & Co.: ed è subito polemica

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04 settembre 2017 #news

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E’ stata recentemente resa nota la nuova Ordinanza Ministeriale per le manifestazioni organizzate con equidi al di fuori dai circuiti ufficiali (ippodromi), che lo scorso anno vedeva esclusi i purosangue da Palii, Giostre & Co: quest’anno i PSI sono invece stati reintrodotti. A dir poco perplessi, ci chiediamo anzitutto quali saranno mai le ragioni che hanno convinto il Ministro Lorenzin ad optare per questo passo indietro rispetto a quella che indubbiamente era stata una conquista in termini di tutela e salvaguardia degli equidi: non era forse stato stabilito che i velocissimi PSI dovessero essere esclusi da questo tipo di manifestazioni in quanto morfologicamente più esposti e dunque soggetti ad incidenti, anche mortali?

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Attualmente, per andare in deroga, è sufficiente che gli organizzatori “dichiarino” che la manifestazione non è di velocità, ma piuttosto di destrezza, sfilate, accompagnamento e quant’altro (una gara di intelletti, una sfilata di bellezza… chi più ne ha più ne metta…): insomma, i PSI saranno oggi esclusi solamente dalle competizioni in cui la velocità sia l’unico fattore a determinare la vittoria (come ad esempio accade nel Palio di Siena), ma si potranno utilizzare in quelle gare in cui la velocità sia comunque un parametro rilevante per l’attribuzione dei punteggi (cioè nelle Giostre e nelle Quintane).

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Tuttavia, perché reintrodurli? A tal proposito abbiamo chiesto l’opinione di Roberta Ravello, presidente Horse Angels Onlus: “Esiste una branca dell’ippica che ha la necessità di avere competizioni con questa razza di cavalli, se non altro per sostenerne l’allevamento, visto che oramai sono pochissime le corse in ippodromo dedicate al galoppo. Inoltre, la carriera dei purosangue in ippodromo dura pochi anni, agli animali vengono spesso somministrati farmaci che poi li escludono dalla macellazione, e quindi la loro collocazione successiva si trasforma in un’ardua impresa. Spesso finiscono a correre clandestinamente su strada, se non nei circuiti della macellazione abusiva, o in Libia a correre per gli Emirati Arabi. La ben nota crisi degli ippodromi ci fa pensare che sicuramente alle spalle di questa normativa che reintroduce i purosangue ci siano state notevoli pressioni (da parte di chi alleva purosangue inglesi e ha bisogno di venderli, (ri)collocarli, averli impiegati in più discipline, oltre alle poche gare di galoppo rimaste in Italia. Dunque, perché non rifilarli alle manifestazioni storiche con i cavalli che si rifanno al Medioevo per celebrare uno dei periodi più tetri della storia italica? Questi cavalli trovano pur sempre un impiego nelle rievocazioni storiche sfuggendo temporaneamente al macello! Tuttavia, ci finiranno casomai qualche anno dopo, quando non potranno più fare neppure le manifestazioni storiche medievali per sopraggiunta età o inabilità fisica… intanto se se ne sarà persa la tracciabilità… con buona pace per le responsabilità sulla macellazione, visto che secondo le leggi attuali quando un cavallo non è macellabile, è perché è stato sottoposto a taluni farmaci, somministrati molto frequentemente ai cavalli “sportivi” e tale condizione è irreversibile. Staremo a vedere se aumenteranno nuovamente il numero di infortuni per dare un “valore” a questo ripensamento ministeriale per la maggiore occupazione dei purosangue inglesi, altrimenti gravemente disoccupati” (R. Ravello cit.).

© Redaz., riproduzione riservata; foto: un momento delle prove per la Giostra della Quintana di Foligno © La Nazione

 

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