Tokyo 2020: il dispiacere di Pénélope Leprevost e il vaglio tecnico francese
08 agosto 2021 #news
La squadra francese di salto ostacoli ieri ha visto sfumare la chance di vincere nuovamente (dopo i Giochi di Rio de Janeiro, nel 2016) l’oro olimpico nella Finale a squadre, gara conclusiva nella quale era in netto vantaggio dopo le sole due penalità per il tempo accumulate da 2 su 3 dei componenti il proprio team (round senza errori agli ostacoli di Simon Delestre con Berlux Z e di Mathieu Billot in sella a Quel Filou 13).
Pénélope Léprevost in sella allo stallone Vancouver de Lanlore (SF 2009, Toulon x Le Tot de Semilly), ultima a solcare l’arena, è stata eliminata dopo che il cavallo ha toccato e poi rifiutato per ben due volte l’oxer d’ingresso alla gabbia (salto n. 3a): con il nuovo format previsto per queste Olimpiadi nessun risultato di qualsiasi squadra poteva essere scartato, nemmeno durante la precedente gara di qualificazione (dove Leprevost aveva terminato con 5 penalità totali). Per la Francia la conclusione è stata quindi amara, “dalle stelle alle stalle”: la Finale a squadre ha visto i rider d’Oltralpe fermarsi all’8^ posizione in classifica. Vediamo le reazioni a quello che, certamente, è stato un boccone molto difficile da digerire quando la medaglia d’oro era così vicina, prima di tutto per la Leprevost: l’amazzone quarantunenne, partner di Kevin Staut, già con due Olimpiadi nel suo curriculum prima di Tokyo 2020 (Rio de Janeiro 2016, Londra 2012) e partecipazioni ai World Equestrian Games (2014; 2010) e agli Europei (2019; 2017) ha rilasciato la seguente dichiarazione alla stampa:
“Dall’inizio della competizione, come molti cavalli, Vancouver ha mostrato la tendenza a tenersi lontano dagli ostacoli, a causa delle luci dello stadio, forse delle ombre. Sicuramente l’ho sottovalutato un po’. Era ben rilassato, ha saltato bene il n°1 e il n°2. Scommetto sulla serenità, ma a questo punto ci sarebbero volute più energie per affrontare il n.3. E siccome è così rispettoso, dopo l’errore, è seguito il rifiuto. Se dovessi rifarlo, tenderei ad andare più veloce. Sono assolutamente dispiaciuta per la mia squadra e per tutto lo staff. È difficile trovare altre parole oltre dire che mi dispiace”.
In merito, ecco anche la reazione di Thierry Pomel, allenatore della nazionale francese di salto ostacoli: “Partendo per ultima, Pénélope Leprevost doveva essere davvero sotto pressione. Vancouver è uno stallone sensibile che ha sempre fatto ciò che ci si aspettava da lui. La trappola è stata che Pénélope voleva fare davvero bene, il che vale a dire fare al meglio il suo percorso, essere molto precisa, al punto che ha dimenticato che il suo cavallo aveva bisogno di un galoppo più in avanti. Il resto è quello che già conosciamo. Questo tipo di scenario si è già dato molte volte. Oggi è capitato a noi. I percorsi di Mathieu Billot (con Quel Filou 13, ndr) e Simon Delestre (su Berlux) sono stati magnifici. Durante le gare, Mathieu è progredito. Era molto concentrato e si è comportato molto bene con un cavallo che ha saltato davvero bene. Il binomio formato da Simon e Berlux è una rivelazione totale, il che è incoraggiante per il futuro”.
Henk Nooren, CT della Federazione Equestre Francese, è in linea: “Dopo l’ostacolo n.2, Pénélope avrebbe dovuto riprendere il galoppo. Il cavallo era un po’ disunito e il ritmo non c’era più per andare a saltare correttamente sul n. 3. Sarebbe stato solo un piccolo errore in una situazione normale ma su un percorso così difficile come quello delle Olimpiadi, non si passa. Anche se Vancouver è molto rispettoso, il ritmo non era sufficiente”.
A conferma del fatto che nulla può darsi mai per scontato – lo ha visto in Finale anche la squadra che ha trionfato a Tokyo 2020, la Svezia – + info: clicca qui – e che le pressioni, anche emotive, in questi Giochi si son fatte sentire per molti, la grandezza, l’insegnamento sempre presente in questo meraviglioso sport equestre, anche ai più alti livelli, si trova forse proprio nel proverbio giapponese – peraltro iconograficamente rappresentato anche in un ostacolo che è stato presente nei tracciati di Tokyo 2020 – Nana korobi, ya oki: “Cadi sette volte, rialzati otto”. Resilienza, che, ne siamo certi, anche la Leprevost saprà rendere sua, al meglio.
© B.S.; riproduzione riservata; fonte dichiarazioni: grandprix.info; foto @psvphoto: Pénélope Léprevost & Vancouver de Lanlore fb P.Leprevost



















