Tokyo 2020, Oro per la Svezia nella Finale a squadre: fantastici!
07 agosto 2021 #news
Salto Ostacoli – Tokyo 2020: il team svedese ha confermato tutta la sua stoffa nella Finale a squadre olimpica: è sua la medaglia d’oro di queste Olimpiadi giapponesi nella gara decisiva conclusasi con un barrage al cardiopalma con gli Stati Uniti (argento). Bronzo alla squadra belga.
Questa è stata la quarta vittoria della Svezia nella storia del salto ai Giochi Olimpici. Hanno vinto il titolo a squadre tre volte di fila quando il Jumping è stato introdotto per la prima volta nelle Olimpiadi: in casa, a Stoccolma nel 1912, di nuovo ad Anversa, in Belgio nel 1920, e a Parigi, in Francia, nel 1924. Da allora la medaglia d’Oro gli era sempre sfuggita…
La Finale a squadre per la disciplina di salto ostacoli andata in scena oggi a partire dalle 19.00 in Giappone (h. 12.00 italiane) ha messo in evidenza una caratteristica maggiore dello sport equestre: nulla è mai scontato. Di chiaro vi è stato solo che i belgi Pieter Devos (Claire Z), Jerome Guery (Quel Homme de Hus) e Gregory Wathelet (Nevados S) erano già confermati per il bronzo prima dell’inizio del jump off, con il primo round completato con un totale di 12 penalità…
Henrik von Eckermann (con King Edward), Malin Baryard-Johnsson (con Indiana) e Peder Fredricson (con All In) certamente avevano tutte le carte in regola per conquistare la vittoria, dopo la strepitosa prova sostenuta ieri nella gara di qualificazione alla Finale (è stato l’unico team a concludere con il netto di tutti i suoi componenti) ed in forma eccezionale per tutta la durata di gare del salto ostacoli a Tokyo. Ma oggi la squadra statunitense, con una grande sete di rivincita dopo gli esiti nefasti nelle competizioni olimpiche individuali, li ha inseguiti fino al traguardo grazie alle straordinarie prestazioni di Laura Kraut (con Baloutinue), Jessica Springsteen (con Don Juan van de Donkhoeve) e McLain Ward (con Contagious).
La tensione per la Svezia è stata alta, da metà Finale in poi: dopo le 4 penalità di Malyn Baryard-Johnsson con 2 su 3 concorrenti di ogni team già partiti, la squadra francese era nettamente in vantaggio, con sole due penalità complessive (1+1 pen. per il tempo di Simon Delestre e Mathieu Billot). Dunque, ad un binomio dal termine, la Svezia era a pari merito con gli Stati Uniti e il Belgio. Tuttavia, in un crescendo di imprevisti (… nulla è mai scontato, finché non hai la vittoria veramente in tasca), l’eliminazione di Pénélope Leprevost e Vancouver De Lanlore ha nuovamente cambiato tutte le carte in tavola: il Belgio automaticamente aveva già vinto la medaglia di bronzo (12 penalità totali), mentre si è reso necessario il barrage dopo le 4 penalità di Fredricson (uno sfortunato “tic” all’ultimo salto del favoloso All In, unico errore agli ostacoli del cavallo in tutte le gare olimpiche!) e, parimenti, di Mclain Ward con Contagious, cosa che ha portato ciascuna delle due squadre ad un totale di 8 penalità.
Da un lato, dunque, ad affrontare il jump off avevamo una squadra svedese un po’ scossa dagli “imprevisti non calcolati” accaduti in questa Finale, quando era per tutti la favorita; dall’altro, un team statunitense carico di adrenalina per l’improvvisa chance di medaglia (magari pure un oro…), e con un asso nella manica importante: rispetto a tutti gli altri, Mclain Ward e Contagious erano “freschi come rose”, essendo subentrati solo per la gara a squadre nelle competizioni olimpiche di Tokyo, dopo il ritiro di Kent Farrington & Gazelle post gare individuali. Come previsto dal regolamento, le due squadre sono scese in arena per il barrage con tutti i loro componenti: a parità di penalità contavano le differenze sulla somma di tutti i tempi. Baloutinue e Laura Kraut hanno aperto le danze con il netto per gli Stati Uniti e, a seguire, per il team a stelle e strisce, è venuto anche quello di Jessica Springsteen con Don Juan van de Donkhoeve. Idem, in alternanza, per i componenti della squadra svedese: netto di Henrik von Eckermann (con King Edward: sei rounds a Tokyo 2020, senza mai una penalità) e di Malin Baryard-Johnsson (con Indiana), ovviamente in un crescendo di tempi sempre più stretti, come ogni barrage impone… La sfida vera dunque, si è giocata tra Ward e Fredricson, ultimi a partire: e la vera differenza l’ha fatta il favoloso All In sotto la sella di quest’ultimo, già medaglia d’argento individuale a Tokyo 2020. La conclusione del loro percorso (netto come quello di Ward e Contagious), che ha portato il totale dei tempi della squadra svedese a 122.90, contro i 124.20 del team USA!
© B.S.; riproduzione riservata; Photo: Team Sweden on the podium. (L to R): Henrik von Eckermann, Malin Baryard-Johnsson and Peder Fredricson. Almost a century since Sweden last won Olympic Jumping Team gold and tonight they did it with both style and grace at the Tokyo 2020 Olympic Games in Baji Koen Equestrian Park. (FEI/Arnd Bronkhorst)




















