BoJack Horseman, ovvero quel bestiario di Hollywood
30 marzo 2020 #focus
In tutto il mondo sono innumerevoli le campagne governative e non, intese a sensibilizzare la popolazione a limitare gli spostamenti, soprattutto nei paesi nei quali non vige un rigoroso divieto di circolazione.
Tra queste è rimbalzata sulla rete una campagna pubblicitaria della piattaforma di contenuti video in streaming Netflix, secondo la quale il colosso sta tappezzando di cartelloni le strade di molte città con espliciti spoiler delle sue serie. Il messaggio è chiaro: stai a casa o ti anticipo il finale della tua serie preferita, proprio mentre ti fai la tua insana passeggiata. Per fortuna, o forse no, è tutta una montatura e la trovata risale ad un gruppo di creativi thailandesi che prima di pubblicarla liberamente l’avevano proposta in vano alla piattaforma statunitense. In pochi clic sono diventati virali come d’altronde lo è il salutare messaggio che portano.
Ecco, in questa sede ci ha solleticato molto l’idea di contribuire a questo diabolico piano, ma ha prevalso la ragione e non vi spoilereremo l’ultima stagione di BoJack Horseman. Per chi non lo conoscesse, si tratta di un progetto arrivato alla sua sesta ed ultima stagione (77 episodi), uscita proprio lo scorso gennaio. Una serie animata satirica ed irriverente, ambientata nel mondo delle produzioni cinematografiche hollywoodiane, non direttamente legata alla passione equestre, ma che pone al centro della scena il cavallo antropomorfo BoJack, ex attore di successo per una fortunata sitcom degli anni Novanta, ora caduto nel dimenticatoio e nello stravizio.
Assieme a lui altri animali e umani, attori, agenti, produttori e semplicemente amici o nemici del nostro protagonista mostrano il vero e proprio bestiario che si nasconde dietro le luci della ribalta. Con una cadenza regolare di battute dall’ironia sarcastica viene schizzata la vicenda di BoJack, passata in cinque stagioni dal totale abbandono e inerzia ad una lenta risalita che sembra far ben sperare. La sesta stagione chiude un percorso lungo e tortuoso che porta BoJack a…ma qui ci fermiamo e vi lasciamo al piacere della visione, a meno di non trovare qualcuno di voi per strada!
© Antonio Sforacchi; riproduzione riservata; in copertina BoJack Horseman



















