Mariah’s Storm, la cavalla che dà lezione alle stelle di Hollywood
08 maggio 2020 #focus
Quando l’atmosfera di una sala cinematografica è ormai un lontano ricordo e si è perso il conto delle nuove serie e film caricati sulle piattaforme digitali, si è invogliati a rivisitare ogni tanto qualche vecchio film e, come abbiamo già visto (+info: clicca qui), la videoteca della passione equestre lascia solo l’imbarazzo della scelta.
Questa volta torniamo al 2005, quando uscì “Dreamer. La strada per la vittoria”, il racconto commovente di una bambina e della sua cavalla da corsa. Questa pellicola vanta nel suo cast la stella Kurt Russell, nei panni di un addestratore di cavalli, e l’allora giovanissima Dakota Fanning; inoltre, si basa su una storia vera, raccontata da Carla Proto in un nuovissimo articolo con alcuni spezzoni d’intervista per coomingsoon.it, che vi presentiamo assieme al trailer del film.
La trama si svolge nel contesto delle corse e Soñador, detta Sonia, è la protagonista equina, che dopo un grave incidente e la frattura di una gamba rischia l’abbattimento. Il suo salvataggio da parte di Cale (Dakota Fanning) dà inizio ad un percorso difficile di riabilitazione e di riscatto.
Già da questi primi passi la storia riprende i fatti realmente accaduti nel 1993 a Mariah’s Storm, cavalla di razza di due anni allevata nel Kentucky, che nel contesto della Alcibiades Stakes, una prestigiosa gara di cavalli che si svolge ogni ottobre a Lexington, si infortunò gravemente ad una gamba. Un incidente del genere avrebbe posto fine a qualsiasi velleità sportiva, ma la determinazione degli allevatori e la tempra della cavalla la portarono l’anno successivo a vincere un’altra competizione, contro ogni aspettativa, e in seguito a continuare per molti anni la sua carriera e a produrre altri campioni.
Oltre alla storia in sé come sempre è interessante il dietro le quinte del film. La narrazione romanzata risente molto infatti del contatto con gli sport equestri dello stesso sceneggiatore John Gatins, il quale, frequentando in gioventù le corse ricorda come “ogni tanto capitava che qualche cavallo si rompesse una gamba, e la cosa mi faceva sempre molta impressione. Pensavo: se possiamo mandare l’uomo sulla Luna, allora perché non riusciamo a curare un cavallo che si frattura una gamba? Già allora fantasticavo sulla storia di un uomo che riusciva miracolosamente a rimettere in piedi un cavallo dopo un incidente”.
La pellicola equestre ha inoltre impegnato intensamente gli attori nelle arti equestri, mostrando chi era esperto e chi no. Kurt Russell era infatti l’unico ad avere esperienza mentre gli altri dovettero imparare dalle basi. Il loro addestratore, Rusty, e il suo team di cavalli hanno anche dovuto farsi i turni sul set, che prevedeva scene troppo lunghe per la pazienza degli equidi, che pertanto dovevano essere sostituiti da “attori” freschi e rilassati. Lo stesso Hendrickson, come riporta Proto, ha raccontato che “un cavallo da cinema è molto diverso da un cavallo da corsa: dev’essere molto calmo e docile quando la macchina da presa gli sta vicino, e quando corre deve saper variare la sua velocità”.
Ancora una volta i film che narrano avventure di cavalli non sono una semplice trasposizione cinematografica, ma nascondono storie proprie di istruttori, allievi e cavalli.
©Antonio Sforacchi; riproduzione riservata; fonte e foto: comingsoon.it;

















