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A.A.A. ricercasi aiuti per un bellissimo progetto! Ippoterapia per bimbi malati oncologici

A.A.A. ricercarsi aiuti per Ippoterapia per bimbi malati oncologici 1

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08 febbraio 2019 #news

Un sostegno, un aiuto, per rendere concreto un bellissimo ed importante progetto, quello di regalare ai bambini che stanno combattendo il cancro un momento di spensieratezza e serenità per affrontare al meglio le loro giornate, spesso scandite solo dalle (pesanti) cure mediche.
LoveLife Onlus (presidentessa: Linda Marchese) è un progetto di ippoterapia oncologica pediatrica: ancora una volta i cavalli saranno catalizzatori di emozioni a fianco di questi bambini. Ma vi è di più: l’esperienza sarà inoltre arricchita dalla presenza di una violinista che suonerà dal vivo brani scelti di musica classica: il cavallo e la musica per la prima volta uniti per vedere nascere i sorrisi più belli, quelli di bimbi piccoli meno fortunati. L’armonia creata dall’unione delle note con i cavalli è una splendida magia che vogliamo poter regalare a ragazzi che stanno affrontando il difficile percorso della cura di una patologia oncologica.


A.A.A. ricercarsi aiuti per Ippoterapia per bimbi malati oncologiciChi Siamo: una mamma, un’amazzone e una violinista.

Linda, la mamma, presidente di Love Life. Dopo aver constatato in prima persona i benefici derivanti dall’amore per i cavalli e per la musica, a lei si deve l’idea di estenderli a chi ne ha ancora più bisogno.

Roberta, l’amazzone. Ha iniziato a montare all’età di 3 anni e la sua vita è sempre stata incentrata sull’amore per i cavalli, dall’istruzione – Istruttrice Federale FISE -, all’agonismo per lei ed i suoi allievi.

Silvia, la violinista. Diplomata in conservatorio e musicista professionista, collabora con importanti orchestre italiane ed estere ed è insegnante di violino da oltre 10 anni.

DoveCentro Ippico Rivoltano La Birba – Località Boldrinaglia, Rivolta D’Adda (CR)

Esperienze di tempo “lieve”. Quando le persone si ammalano in modo grave, hanno bisogno di diagnosi certe e di cure adeguate, che spesso vengono trovate in strutture sanitarie specializzate. Numerosi, quindi, i viaggi della “speranza”, per raggiungere ospedali, istituti scientifici più attrezzati, in un’altra città o fuori dalla propria regione. Diversi sono i disagi vissuti da queste persone che sono costrette a rimanere per lunghi periodi di tempo lontano dalla propria città, dagli affetti e dalle sicurezze e dalla propria casa.

È una condizione che interrompe il normale senso di vita per tutti i componenti della famiglia, generando sensazionidi abbandono per l’allontanamento forzato dalle figure affettive, momenti di disorientamento e insicurezza legati all’assenza dei consueti riferimenti ambientali e spesso al cambiamento di vita in termini di abitudini, ritmi, ruoli e sentimenti di paura, legati all’esperienza della malattia e ai complessi iter terapeutici.

Quando poi ad ammalarsi di tumore è un bambino, il disagio e i sacrifici investono tutta la famiglia: molto spesso uno o entrambi i genitori sono costretti a lasciare il lavoro per poter accompagnare il figlio nel lungo e difficile percorso sanitario.Il tempo nella vita di questi piccoli malati assume un significato e un valore del tutto particolare: non solo è un tempo scandito da terapie, spesso lunghe e impegnative, da controlli periodici ed esami medici, ma è un’esperienza che si ripercuote anche sulla vita emotiva del bambino e della sua famiglia, provocando ansie, paure e stress. In che modo possiamo trasformare questo tempo che si chiama vita e che continua nonostante la malattia

Il progetto nasce proprio dal desiderio di offrire ai piccoli malati e alle loro famiglie esperienze di contatto con gli animali, in particolare il cavallo, riconoscendo a questo particolare rapporto animaleuomo un profondo significativo di aiuto, un’esperienza di vita lontana dai luoghi di cura, in uno spazio e in un tempo “lievi”. Il progetto si basa sui principi riconosciuti nel 2003 dal Ministero della Salute circa la validità scientifica delle terapie con animali, soprattutto in termini di alleggerimento dalla sofferenza fisica e psicologica dei pazienti e restituzione al malato di autostima, sicurezza, capacità relazionale e in molti casi riacquisizione di abilità psicologiche e motorie perse a causa della sofferenza.

L’ippoterapia. L’ippoterapia ha origine empiriche antiche: il cavallo ha doti straordinarie, è sensibile, sa adattarsi facilmente, è intelligente, e da sempre è ritenuto una “straordinaria medicina”. Si tratta di una terapia che agisce grazie all’interazione bambino-cavallo a livello neuro-motorio e neuro-psicologico.

Il Ministero della Salute ne ha sottolineato i punti di forza:

* Il cavallo è estremamente sensibile al linguaggio del corpo inteso come gestualità e, essendo un animale altamente sociale, è comunque recettivo verso tutti i tipi di comunicazione.
* È in grado di generare sentimenti ed emozioni intense; è ormai riconosciuto il valore del coinvolgimento emotivo nel processo di apprendimento.
* Tramite il contatto con un animale di grandi dimensioni si ottiene una stimolazione tattile intensa, e questo aiuta la presa di coscienza e la percezione di sé e del proprio corpo.
* Il cavallo è un essere che esprime emozioni proprie, anche come la paura, in cui ci si può riconoscere e nelle quali si può assumere un ruolo rassicurante; allo stesso tempo montare a cavallo, su un animale grande e potente, offre sensazioni di protezione, di autostima e fiducia in se stessi.
* Possiede tutte le qualità, colore, morbidezza, odore, movimenti regolari, grandi occhi con sguardo intenso, necessarie a stimolare il processo di attaccamento fondamentale per lo sviluppo dell’essere umano.
* Perché andare a cavallo permette di stabilire contatti fisici e permette di stabilire contatti fisici, e permette anche di essere gratificati, sia dall’offrire cure, carezze e massaggi, sia dal ricevere come risposta ai nostri comportamenti manifestazioni di gratificazione da parte dell’animale.

Cosa faranno i ragazzi? Il primo passo sarà l’avvicinamento al cavallo: un primo sguardo, i primi tocchi per acquisire la sicurezza necessaria per iniziare a instaurare un rapporto di fiducia con il nuovo amico animale. Poi bisognerà prendersi cura del cavallo: dargli da mangiare, pulirlo e portarlo a spasso fianco a fianco. Infine i ragazzi impareranno a sellarlo per poi salirci e cavalcarlo. Tutto questo sarà accompagnato dalla musica del violino, che aiuterà a creare un’atmosfera serena e di sintonia tra i cavalli e i ragazzi, che trascorreranno un pomeriggio in mezzo alla natura con i nostri amici quadrupedi. In tutto il percorso i bambini verranno affiancati da allievi coetanei con un buon livello di esperienza, che li aiuteranno a sentirsi a proprio agio in un ambiente diverso dal solito, ma proprio per questo ancora più stimolante (Roberta Trezzi, istruttrice equestre).

La colonna sonora. Non è un segreto che la musica classica aiuti a ridurre lo stress, l’ansia e gli stati alterati dell’umore, ed è altrettanto noto che quando si ascolta musica si mettano in azione regioni del cervello coinvolte nelle emozioni, nell’apprendimento e nel movimento; la musica classica – intesa nell’accezione più ampia del termine – crea un’atmosfera serena e distesa, perfetta per arricchire i momenti della nostra vita, per esserne la colonna sonora.E se fosse così anche per i cavalli? È stato infatti osservato in maniera empirica che gli impulsi musicali rilassano il cavallo, lo distendono e lo rendono ancora più propenso all’interazione con il cavaliere; per questo abbiamo pensato di unire gli effetti positivi dell’ippoterapia a quelli della musica, in particolare quella barocca, nel nostro caso eseguita dal vivo col violino. (Silvia Canavero, violinista).

La proposta. Il progetto che proponiamo è un percorso di tre mesi (aprile, maggio e giugno 2019) con due incontri al mese, durante i quali Roberta Trezzi (istruttrice federale BHS e FISE) accompagnerà un gruppo di dieci bambini in questa meravigliosa avventura: i ragazzi potranno montare, preparare e accudire i cavalli, il tutto con la musica classica dal vivo della violinista Silvia Canavero. Saranno presenti anche la psicologa Laura Gangeri e i volontari delle case famiglia che aderiranno all’iniziativa.

Guarda il video by “Le Iene” Mediaset: clicca qui

Ricerca fondi per Ippoterapia per bimbi malati oncologici Rivolta d’Adda
L’appello di LOVELIFE Onlus: “Fatevi avanti e aiutateci a regalare a questi bambini un sorriso!”.

Email: info@lovelifeonlus.it
PEC: amministrazione@pec.lovelifeonlus.it
Linda: +39 320 4693089

Puoi anche contribuire con una donazione!
IBAN: IT67W0311132800000000075111

©Comunicato stampa LoveLife Onlus – riproduzione riservata;

 

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