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Luca Marziani today & tomorrow!

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09 febbraio 2019 #focus



Classe 1979, nato a Civita Castellana, cavaliere professionista ed istruttore, nonché grande tifoso della Lazio, Luca Marziani si racconta con quella semplicità che esprime la sua disponibilità e passione, frutto di una vita dedicata ai cavalli ed allo sport.

Luca Marziani today & tomorrow!

Luca inizia a montare a sei anni, durante una vacanza in montagna in cui suo padre lo porta in un maneggio dove monta un piccolo pony: “da allora praticamente non sono più sceso!” dichiara Luca.

All’età di sedici anni, Luca dà inizio al suo percorso agonistico partecipando a varie competizioni sia in Italia che all’estero. Tra le sue più recenti ed importanti gare, la Coppa delle nazioni di Roma 2017 e 2018, Falsterbo 2018, Dublino 2018, Aachen 2017 e Barcellona 2017.

C.B.: Ci racconti qualcosa di Tokyo du Soleil (SF 2007, Montender x Papillon Rouge)?

L.M.: L’abbiamo comprato da puledro, aveva 4 anni… quando l’ho provato ho saltato qualche crocetta e mi sono reso subito conto che Tokyo aveva grande potenziale, soprattutto per il suo modo di muoversi, per la profondità di galoppo, la meccanica con cui muove il suo corpo… ho subito pensato che potesse arrivare a saltare categorie grosse e quindi l’abbiamo acquistato; Tokyo ha un gruppo di proprietari tra cui Marco di Paola, si tratta di un gruppo molto affiatato che esiste da anni.

C.B.: Negli ultimi mesi l’hai lasciato a riposo in previsione della nuova stagione?

L.M.: E’ stato in vacanza nel mese di dicembre; l’ho montato soprattutto in passeggiata al passo e al trotto; da gennaio abbiamo ripreso il lavoro normale quotidiano in preparazione delle prossime gare, che saranno comunque selezionate per arrivare a maggio al massimo della forma, visto che ci sarà la Coppa delle Nazioni a Piazza di Siena e quest’estate i Campionati d’Europa. Per quanto riguarda il circuito di Nations Cup, Tokyo è un cavallo tenuto in considerazione visti i risultati dello scorso anno… 11 percorsi netti di cui 9 consecutivi, non male.

Principalmente lo monto solo io, sul salto al 100%, anzi, diciamo che ci ho proprio saltato solo io per tutta la sua vita… per quanto riguarda il lavoro in piano può capitare che qualche volta lo monti la ragazza che lavora per me, focalizzandosi di più su un lavoro di decontrazione, quasi di stretching; è un cavallo collaborativo, serio e che si impegna, quindi questi momenti di svago e diversificazione del lavoro gli fanno molto bene.

C.B.: Dove andrete in gara prossimamente?

L.M.: Non voglio partire troppo forte perché voglio preservare il cavallo; nel senso che selezionerò le gare perché Tokyo possa arrivare al top della forma agli appuntamenti importanti di quest’anno, ma senza esagerare. Andrò sicuramente al Toscana Tour e al CSI3* de “Le Lame” di Montefalco, poi ci sarà Piazza di Siena. Vedremo comunque… Al momento Tokyo è impegnato nella raccolta del seme, c’è grande richiesta quindi spesso va in clinica per l’attività di stallone; è gravida anche Wivina (BWP 1999, Baloubet du Rouet x Grandeur), che per me è stata una grande cavalla e avere un puledro suo e di Tokyo sarà una grande gioia, sappiamo già che sarà maschio. Con Wivina ho partecipato agli europei di Madrid nel 2011, alla Nations Cup di Roma nel 2012… e tanti altri appuntamenti di questo calibro, quindi sulla carta questo puledro promette decisamente bene.

C.B.: Hai altri cavalli che reputi altrettanto validi in scuderia?

L.M.: Si, in scuderia ho 12 cavalli; Don’t Worry B e Saxo Des Hayettes sono sono i cavalli, insieme a Tokyo, che posso montare nelle gare grosse; gli altri sono giovani. Con Don’t Worry B ho vinto una gara del Longines Global Champions Tour, sulle categorie da 1,50/55 è sicuramente un buon cavallo e quest’anno penso che alzerò ulteriormente l’asticella.

C.B.: Cavaliere professionista e istruttore… impegnativo?

L.M.: Diciamo che principalmente faccio il cavaliere, al mattino monto presso l’Asper Team, scuderia di Marco Di Paola, al pomeriggio invece insegno e sono direttore tecnico alla SIR, Società Ippica Romana. Mi piace molto insegnare, anche in quello sono molto istintivo… cerco di capire in base alle mie sensazioni se un allievo può essere spronato in un certo modo, magari più diretto, ed interpretarlo come uno stimolo, oppure se perseguire atteggiamento di questo tipo da parte mia potrebbe comportare in lui/lei un blocco.

C.B.: Sei legato alla tua città?

L.M.: Credo di essermi costruito una buona situazione lavorativa, potendo stare vicino ai miei affetti. Non ho mai voluto essere in vetta alla ranking sacrificando i miei spazi; ho preferito scegliere una vita in cui posso insegnare oltre che montare, anche per mantenere la possibilità di avere del tempo per me. Se avessi voluto spingere sull’attività di cavaliere avrei probabilmente dovuto spostarmi in centro Europa per essere più facilmente connesso ai circuiti delle gare grosse; spostarsi da Roma per andare in gara non è sempre facile.

Sono stato quasi 10 anni in Lombardia, collaborando con varie strutture sia come istruttore che come cavaliere, poi nel 2009 ho percepito in me la voglia di tornare a Roma e di provare a ricreare qui una situazione favorevole: e così è stato, anzi mi ha portato anche fortuna, perché poi nel 2011 ho partecipato ai miei primi Campionati Europei. E’ stata comunque un’esperienza positiva e formativa, sono partito che ero un ragazzino e sono tornato che ero un uomo con un buon bagaglio di conoscenza incamerato.



©Chiara Belliure – riproduzione riservata; in copertina Marziani & Tokyo du Soleil – Piazza di Siena 2018 – foto © A. Benna / EqIn



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