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Basta un solo sguardo per capirsi? Intorno all’Equine Facial Action Coding System

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10 gennaio 2017 #approfondimenti

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Ne servono 17…. Quante volte vi sarà capitato di incrociare per un attimo gli occhi del vostro cavallo e chiedervi che cosa voglia dirvi in quell’istante? A chi monta con quotidianità sarà nato in più di un’occasione il desiderio di capirsi con una sola occhiata, di riuscire a semplificare al massimo e rendere immediata quella comunicazione, per noi ancora piena di segreti.

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Che quell’espressione sia legata ad un’emozione per chi li ama è naturale crederlo, ma se fosse così per davvero? E se gli sguardi di un cavallo fossero più di uno?

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Grazie ad una borsa di studio del Dipartimento di ricerca in Scienze Biologiche e Biotecnologie e dalla Scuola di psicologia dell’Università del Sussex la ricercatrice Jennifer Whatan, con un passato da groom, tecnico equestre e tutt’oggi impegnata nel settore dell’equitazione dedicata ai disabili, è riuscita a rispondere in modo sorprendente a queste domande. Il suo lavoro è stato pubblicato sulla Rivista di divulgazione scientifica open access “Plos One“, la più grande al mondo della sua tipologia, generando tanta curiosità e ottenendo migliaia di visualizzazioni: “EquiFACS: The Equine Facial Action Coding System(clicca qui).

Le espressioni facciali, con naturale sorpresa di chi non si è mai soffermato a pensarci, si rivelano una fonte vastissima di informazioni sociali e se questo è comprovato da tempo per gli esseri umani e per alcuni primati, restava sconosciuto nel caso di altri animali. Fino ad oggi. Con EquiFACS nasce infatti la catalogazione di tutte le espressioni facciali che un cavallo può compiere, basata su un metodo di indagine anatomica della muscolatura facciale del cavallo domestico e realizzata utilizzando i FACS originali nati per mano di Paul Ekman nel 1978, già applicati solo su cani e gatti tra i domestici. Un lavoro di ricerca che avvicina in modo sorprendente all’uomo qualcuno che filogeneticamente parrebbe al contrario molto lontano da noi, certamente più distante di un primate o di un cane, un insieme di azioni del volto ognuna delle quali identificata da un codice numerico e accompagnata da descrizioni e video illustrazioni.

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Com’è noto, i cavalli sono animali estremamente sociali, principalmente “visivi”, con una vista più sviluppata di quella del cane o del gatto e più naturalmente concentrati sull’osservazione della postura di testa e corpo: fino ad oggi le loro espressioni facciali sono state ampiamente trascurate. 15 ore di riprese video, un campione di 86 cavalli di età compresa tra le 4 settimane e i 27 anni, maschi e femmine, di razze diverse e differente colore del mantello, ripresi in una varietà di situazioni e in interazione con conspecifici, umani e altri animali, hanno dato luce ad un risultato disarmante: sebbene molto complessi e con alcune differenze, nei muscoli facciali di un cavallo esiste un numero sorprendente di somiglianze con gli esseri umani e i primati.

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I nostri cavalli sono quindi in grado di assumere espressioni facciali ben definite, che possono essere quantificate in ben 17 e che noi possiamo essere in grado di riconoscere.

Certamente numericamente inferiori alle 27 di un essere umano (con il quale condividono però molto più di quanto si potesse immaginare), sono sorprendentemente più numerose delle 13 di uno scimpanzé o delle 16 di un cane, superati solo dai gatti, che hanno un repertorio di ben 21 espressioni.

Mentre alcune espressioni facciali sono già state registrate e relazionate a stati di paura o di disagio del cavallo, nessuna ricerca ha fino ad oggi dimostrato l’esistenza di movimenti legati a stati di benessere, di appagamento o semplici modalità di interazione. EquiFACS si pone l’obiettivo di colmare questa lacuna, facilitando potenzialmente ricerche future relative al miglioramento del benessere dei nostri animali e all’investigazione circa le emozioni e le modalità di comunicazione di una specie altamente sociale.

Chiunque lo desideri può diventare EquiFACS coder certificato e, anche se inizialmente potrebbe sembrare molto difficile distinguere i movimenti facciali, quello che si potrebbe scoprire e verificare con mano con un po’ di pazienza e con l’aiuto del manuale reso liberamente consultabile è certamente emozionante, regalandoci ancora un passo avanti nel capirsi. Più info: clicca qui

© Riproduzione riservata – Maria Cristina Bongiovanni – revisione B.S.; foto: Alessandro Benna

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