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Coronavirus, è già emergenza per molti pony e cavalli della scuola

Coronavirus, è emergenza per molti pony e cavalli della scuola
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26 marzo 2020 #news

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Nel variegato mondo equestre ci sono cavalli e pony fortunati, con proprietari che in tutto per tutto si occupano di loro, s’impegnano a fondo con mezzi e presenza per la loro salute e benessere ed anche per svolgere insieme, divertendosi, attività ludico-sportive; anche nel caso in cui “cambino di sella”, accade, più spesso di quanto non si creda, che il responsabile mantenga la proprietà, proprio perché affezionato a tal punto al proprio compagno da voler esser certo che questi “non finisca male”; molti tra costoro antepongono l’amore per il proprio compagno ad altre attività e spese che potrebbero essere riservate al proprio personale tempo libero, ivi comprese le vacanze.

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Altri equidi, meno fortunati, sono quelli “di nessuno”; quelli in gran numero impiegati da molte scuole di equitazione per la messa in sella e i primi rudimenti di bambini, ragazzi e, anche, di alcuni adulti. Insomma, sono i pony e i cavalli che, “per guadagnarsi il pane”, devono sempre e comunque lavorare. Tra loro anche i molti utilizzati (che ci piaccia o no) da fiaccherai e botticelle e qualsiasi altra attività che li impegni non tanto per il diletto/sport del proprietario, ma per mantenersi, letteralmente. Per questi soggetti accade come agli uomini – per il quale l’impiego non è facoltativo, ma serve per mantenere se stessi e la propria famiglia.

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Con queste premesse non vi stiamo rivelando nulla di nuovo; tuttavia, diversa e difficile è la situazione che questi cavalli “al lavoro” si trovano a vivere oggi, in piena emergenza sanitaria da pandemia causata dal Covid-19: tutte le scuole di equitazione hanno subìto e si sono ovviamente adeguate all’arresto/chiusura dell’attività, a fronte del divieto di accesso al pubblico nei Circoli Ippici, su tutto il suolo nazionale.

Impossibile dunque non preoccuparsi, se davvero si è appassionati del mondo equestre; anche perché, sebbene il D.L. “Cura Italia” abbia previsto i ben noti 600 euro per chi lavora con Partita Iva (ma per molti collaboratori sportivi il regime fiscale è diverso, permette di lavorare facendo senza), va da sé che per questi, per gli aventi diritto, molto probabilmente i 600 euro non basteranno, specie se la situazione si protrarrà, come tutto lascia intendere.

Non solo tutti i cavalli da scuola italiani hanno “perso il lavoro”, e quindi la loro sussistenza è a rischio; abbiamo già evidenziato il fatto che molti, già durante questo mese, hanno abbandonato/non corrisposto alle scuderie le quote di “affide” e mezze fide, seguendo la logica del “non posso utilizzare il cavallo, ergo non pago“. Ci sono pure allievi che, avendo pagato anticipatamente pacchetti di lezioni, ad oggi chiedono ai Centri Ippici il rimborso per l’abbonamento di cui non stanno usufruendo. Non entriamo nel merito di accuse morali verso i singoli: solo vorremmo si mettesse mano al cuore, laddove sia ovviamente possibile, per questi pony/cavalli, che non sono biciclette ed hanno bisogno di noi, oggi più che mai.

Inoltre, ammettiamolo: parimenti è legittimo chiedere un rimborso per l’abbonamento alla palestra – chiusa – in questo momento, ma magari è prematuro anche fare questo: siamo certi che qualsiasi ente non vi farebbe pagare alla ripresa regolare delle attività, riconoscendovi il servizio di cui non avete usufruito.

Horse Angels ODV riceve da giorni richieste di aiuto da parte di responsabili di scuola di equitazione che, già attualmente, sono “alle corde”, non potendo far lavorare questi cavalli/ponies. Spesso non si tratta di titolari/responsabili della scuderia, ma di persone in affitto degli spazi occupati dagli equidi, presenti in loco come cavalli e pony da scuola, di loro proprietà; è una situazione di compromesso molto diffusa, che finora ha retto, in quanto utile sia per chi ricava realizzando un minimo profitto dall’occupazione dei box della sua proprietà che altrimenti sarebbero rimasti vuoti, sia per chi non ha le risorse per mettere in piedi in tutto e per tutto una scuderia propria: quest’ultimo, tuttavia, ad oggi non può più lavorare, perché le lezioni con i suoi pony/cavalli non si possono più svolgere. Dunque si trova ad aver perso del tutto la fonte primaria di sostentamento per l’affitto dei box e il mantenimento degli equidi stessi, che pur mangiano, sporcano ed hanno bisogno di muoversi per star bene.

Tanti in questa situazione, cui la Federazione e i vari Enti preposti dovrebbero a nostro avviso già improntare una strategia/un piano di salvaguardia, dato che questa epidemia sanitaria – e relativi divieti/restrizioni delle attività che inficiano gravemente l’equitazione di base – non si risolverà di certo con l’inizio del mese di aprile. Oltre all’impegno e senso morale di ogni appassionato del mondo equestre – che, al minimo, ora non dovrebbe andare a gravare con le proprie personali richieste verso una situazione già di per sé molto difficile – servirebbe, come rilevato da Horse Angels ODV, un Fondo pubblico-privato per sostenerla fin d’ora, prima che precipiti.

Nessuna Associazione, Fondazione o quant’altro potrebbe gestire adeguatamente questo Fondo, i cui criteri di accesso dovrebbero essere pubblici, tramite un concorso/bando in cui si presentino requisiti insindacabili comprovanti vera necessità: tocca pertanto alle Istituzioni. D’altro canto, data la difficoltà economica complessiva del nostro Paese, per questo ipotetico fondo servirebbero anche e soprattutto sovvenzioni/donazioni provenienti da privati, quelli che possono permetterselo, con un’unica finalità, quella rivolta al futuro dei tanti cavalli in lavoro, altrimenti destinati ad un epilogo molto, molto triste, circa il quale nemmeno sappiamo approssimativamente  indicare le prossime possibili conseguenze e dimensioni.

© B.S.; in collaborazione con Horse Angels Onlus; foto © A. Benna / EqIn

 

 

 

 

 

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