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Due chiacchiere con Anna Cavallaro, campionessa di Volteggio

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09 marzo 2017 – #focus

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L’Italia porta a casa dai campionati del mondo di volteggio, tenutisi durante il week-end alle nostre spalle a Dortmund, in Germania, ben 3 medaglie: oro individuale per Anna Cavallaro, bronzo individuale per Silvia Stopazzini e oro nel passo a due per Lorenzo Lupacchini e ancora Silvia Stopazzini. Abbiamo intervistato l’atleta Anna Cavallaro con focus specifico sulla tutela dei cavalli. Innanzitutto, come hai cominciato? “Ho cominciato il volteggio equestre a 11 anni, provenendo dalla ginnastica artistica. Sono 20 anni che mi dedico a questa disciplina“. E i risultati sono pure notevoli:  3 volte campionessa del mondo e altri importanti risultati da primo podio in competizioni internazionali.

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Anna Cavallaro foto il Portale del Cavallo

 

Hai un cavallo del cuore? “Il mio cavallo del cuore è Harley, con me dal 2005. Harley ha smesso di competere nel 2015, all’età di 19 anni ed è ancora con me ad avviare i più giovani alla disciplina, con un allenamento meno impegnativo“.  Questo cavallo, ci assicura Anna, ha un futuro garantito e non rischia di far perdere le tracce di sé, perché non ci si separa dal cavallo della vita. Anna fa anche l’istruttrice per mantenere se stessa, Harley e la sua passione per il volteggio. Ha un suo team e allievi presso l’Associazione La Fenice di San Martino Bonalbergo, in provincia di Verona. Da quando Harley non la accompagna più in gara, Anna compete con un cavallo di 10 anni che si chiama MonacoFranze.  “I cavalli adatti al volteggio provengono generalmente dal dressage e sono solitamente cavalli ben piazzati, dai movimenti eleganti e ben coordinati”.

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Anna Cavallaro foto il Portale del Cavallo

Abbiamo chiesto a Anna in cosa consiste l’allenamento per capire quanta fatica debbano fare questi cavalli del volteggio. L’allenamento del volteggio, ci spiega Anna, si fa due o tre volte a settimana. “Poiché nel volteggio il cavallo va a mano sinistra, nell’allenamento si riscalda e defatica a mano destra perché il suo corpo e movimento rimangano equilibrati” ci spiega Anna. “Il resto della settimana il cavallo può essere montato a sella, senza chiedergli troppo, solo per tenere il cavallo in movimento, ben muscolato e con un buon assetto“.  A quanto pare, almeno nei centri dove l’allenamento è corretto, il grosso del lavoro gli atleti umani lo fanno sul cavallo finto, non su quello vero, proprio per preservare la schiena di quest’ultimo. Va precisato che sicuramente il volteggio non è una disciplina per tutti, richiede innanzitutto diventare dei ginnasti ed è proprio il caso di dirlo… non è di quegli sport equestri in cui si può essere un sacco di patate perché fa tutto il cavallo. Forse è proprio una delle poche attività equestri in cui anche l’umano del binomio o è un atleta vero e proprio, con qualità di snodatezza, equilibrio e coraggio, o è impossibile che vada avanti. Questo dona una prospettiva assai diversa alla situazione, una maggiore par condicio la si potrebbe definire. Ci piace uno sport in cui è richiesto più lavoro all’umano che al cavallo e dove quest’ultimo non è necessario che sia cambiato spesso, “dura” fino ad età anziana e può poi rendersi utile con le nuove leve ed un percorso affettivo come cavallone da compagnia per quelle persone che ha contribuito a ginnasticare a lungo.

© Riproduzione riservata – Roberta Ravello – Presidente Onlus Horse Angels

 

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