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Storia di Fankhi, polemica per un pugno di like | Il Moralizzatore Equestre

Storia di Fankhi, polemica per un pugno di like | Il Moralizzatore Equestre

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11 maggio 2019 | Il Moralizzatore Equestre

STORIA DI FANKHI. C’era una volta un’Associazione che organizzò una bella raccolta fondi per acquistare un cavallo che, lastre alla mano, era affetto da grave laminite con tanto di rotazione della falange. Praticamente, radiografie in mano, si vedeva la terza falange che, come un ariete medievale, si apprestava a sfondare la suola. La leggenda narra che questo cavallo, un tempo, fosse anche stato un buon cavallo, rovinato poi dall’incuria e dalla fretta. Perché, si sa, tutti sono disposti a curare un buon cavallo, purché non ci metta troppo tempo a guarire. E quindi, non appena il cavallo era un filo dritto, passate le fasi acute della sua laminitina, ecco che lo si rimetteva a lavorare e saltare. Da qui, una serie di ricadute fino all’aggravarsi della situazione. L’Associazione, come detto, informava il web intero del rischio che il cavallo finisse al macello. Scattava nel 2018 la raccolta fondi che portava al riscatto del povero derelitto.


Compiuto l’eroico salvataggio, il cavallo veniva adottato da un’amazzone che, dopo qualche mese e dopo aver curato il cavallo, lo riportava pure in concorso con somma soddisfazione. Da qui, polemiche a non finire. Indignazione. Presagi di sventura a manetta. Segnalazioni in procura federale. Tutti Animalisti coi muli degli altri, si dice. Vorrei sapere quanti di quelli che parlano non hanno mai visto nessuno tamponare una zoppia con qualche bustina, far lavorare cavalli irregolari, saltare una gara troppo grossa, mettere un’imboccatura cattivissima, tirare un calcio nel culo o una lunghinata in faccia ecc ecc… è che è solo ipocrisia. È pieno il mondo di pony zoppi che fanno la garette, cavalli di 200 anni che si fanno 6 ore di scuola, dentisti chiamati ogni 2 anni, ferrature di 4-6 mesi ecc ecc. E tutte queste belle cose sono proprio sotto i nostri occhi, in molti maneggi e scuole di equitazione. Per non parlare di quanti fanno i fanatici del benessere equino e tengono il cavallo in un box 3×3 senza la possibilità di uscire a prato e socializzare…

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Non voglio fare del facile benaltrismo, ma perché strapparsi i capelli proprio per questa faccenda? Forse perché ha avuto un vero lieto fine? L’adottante invece di prendersi una sonora tranvata ha portato a casa un buon cavallo, tutt’altro che finito. Guardate che la storia di Fankhi non è mica uno scandalo. Il cavallo sta bene, solo un mentecatto uscirebbe in gara sotto antidolorifici o antinfiammatori con tutto il parlare che si è fatto su questa vicenda. Se salta e corre e sgroppa ed è dritto cosa si dovrebbe dire? Facciamo polemica perché esce in gara? Guardate che l’agonismo mica è meglio di tante altre situazioni. Il cavallo, che vi piaccia o no, adesso ha un proprietario, che ne farà ciò che vuole. Se un giorno si farà male o si aggraverà di nuovo, non lo abbandonerà certo in una piazzola autostradale. Se ne farà carico, curandolo, come succede proprio ad ogni cavallo qualunque che non sia stato riscattato con la colletta del web. Fare una donazione per una buona causa, come salvare un cavallo in difficoltà, non vi dà titolo di decidere cosa sia giusto o sbagliato per lui. Quello, lo può decidere solo la sua proprietaria con il suo veterinario. Il resto è solo polemica da like.

© Il Moralizzatore Equestre / Equestrian Insights – riproduzione riservata; foto/illustrazione di copertina ©EqIn

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