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Non ho avuto un ippogenitore al mio fianco | Il Moralizzatore Equestre

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04 novembre 2017 | Il Moralizzatore Equestre

Sono stato bambino anche io. Mio padre – uomo di una volta, tutto d’un pezzo – voleva fossi come lui. Mi voleva Rambo o Rocky, un uomo d’acciaio dedito a sport di fatica – corsa campestre, ciclismo, caccia. Siccome però a me piacevano solo i cavalli, per lui ero una mezza s**a. Non mi ha mai aiutato in questo sport, che reputava (legittimamente, per carità) una c****a pazzesca. A mia mamma invece bastava che io fossi contento e quindi m’allungava i soldi per le lezioni. Il primo cavallo, comunque, è arrivato a 25 anni, col primo lavoro. Non ho quindi avuto ippogenitori quando ero piccolo. Adesso che non sono né istruttore né allievo ma solo il grande moralizzatore posso dire quello che vedo.

Girano troppi soldi con questi ragazzini. Io pagavo poco niente ed ero grato di ogni piccolo risultato di m***a, ero felice per qualsiasi cosa. Ma se investi un capitale, capisco che la storia cambi. Ti fai anche delle aspettative. E’ normale che se spendi (almeno!) 1000 euro al mese poi pretendi. Quante volte abbiamo sentito frasi tipo “con quello che spendo per Anastasia, dovrebbe già fare le 130”. Comprensibile. Ma vedete, non funziona così. Non state comprando una automobile. Voi acquistate la diligenza, le competenze e l’impegno di un istruttore, non un risultato. Acquistate l’esperienza, l’addestramento e la classe di un cavallo, non una medaglia ai Campionati. Ecco perché, quando non raggiungete l’obiettivo, vi sentite defraudati, insoddisfatti, rancorosi nei confronti dell’intero mondo equestre. Pensate che, siccome avete pagato, avete diritto a risultati e vittorie. Ma non è così. Quello che vi svia è la tendenza ad inquadrare il rapporto in una dinamica cliente/fornitore, mentre si tratta di una cosa ben diversa, si tratta di formazione. L’equitazione deve essere uno sport, non un investimento dal quale vi aspettate utili e guadagni (in termini di vittorie, risultati e quant’altro). Vi lamentate che gli istruttori vi vedono come foste dei bancomat, ma siete voi che vi mettete in questa situazione. Spendete somme spropositate per evitare che i vostri amati pargoli provino il fallimento e la fatica, mentre l’equitazione è anche sconfitta e caduta. Quando spendete quei famosi 1000 e più euro al mese, non volete davvero che Anastasia diventi brava a cavallo, volete comprare la sua felicità, l’appagamento del suo ego, la sua stima di sé. Peccato: dovreste essere genitori, non sponsor o fan dei vostri figli. Dovreste prepararli alla vita. E nella vita vera, la felicità non si compra coi soldi.

© Il Moralizzatore Equestre / Equestrian Insights – riproduzione riservata; illustrazione di copertina ©EqIn

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Redazione EQIN
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