ATTENDI...

Cosa vuoi cercare?

Il Moralizzatore Equestre Il Moralizzatore Equestre

Superare la dipartita del proprio cavallo | Il Moralizzatore Equestre

Condividi:
Print Friendly, PDF & Email

18 novembre 2017 | Il Moralizzatore Equestre

Oggi vi propongo un tema serio. Sono un gran bastardo, lo sapete, però anche io ho un cuore, soprattutto quando si parla di sentimenti (e sì, l’amicizia verso un cavallo è un sentimento e ha la stessa dignità di quella per un altro essere umano).
Pochi giorni fa è venuto a mancare il cavallo di un mio amico e della sua fidanzata.
Chiaramente hanno sofferto e soffrono molto, perché si trattava ormai di un fratello, dopo le centinaia di ore passate insieme, dopo tutte le esperienze vissute uno accanto all’altro, tutti i sogni e i ricordi accumulati. Insomma, è una bella botta.
Quando muore un cavallo è complicato. Perché non era semplicemente un amico, era anche un compagno di sport. E se tu quello sport lo ami (e lo amavi anche prima di conoscere quel cavallo che poi è entrato nella tua vita diventando il Tuo cavallo, unico e insostituibile) poi vivi un grosso conflitto. Da una parte vorresti staccare, allontanarti dai cavalli il più possibile, perché tutto fa male, tutto ricorda lui. Dall’altra invece vorresti montare, fare lo sport che ami, vivere quelle belle sensazioni che solo l’equitazione può darti e che ti potrebbero portare sollievo in quel momento di merda. Questa dicotomia porta spesso a scelte sbagliate, in un senso o nell’altro.
Alcuni – pur avendo una forte passione – smettono del tutto di montare, privandosi di una cosa che avrebbe potuto portare serenità e spensieratezza nella loro vita. Smettono perché sicuri che non troveranno più lo stesso rapporto con un altro animale o perché sentono che, facendo diversamente, tradirebbero la memoria del loro amico. Finiscono così per punire se stessi, abbandonando una fonte di gioia (l’equitazione) dopo averne appena persa un’altra molto grossa (quel particolare cavallo). Si ritrovano doppiamente tristi. Doppiamente soli. Una vera merda.
Altri provano a colmare il vuoto lasciato tuffandosi subito in un’altra avventura con un altro soggetto. E benchè così facendo si riescano a tenere occupati nel corpo e nella mente, non sono mai felici. Fanno continui paragoni, si spazientiscono perché il nuovo cavallo non è come il vecchio, perché non c’è lo stesso rapporto, perché è diverso. Non si riescono ad affezionare. Non si innamorano. Non riescono a farselo piacere. Diventano frustrati e si disinnamorano perfino dell’equitazione, perché le nuove esperienze non sono all’altezza delle loro aspettative.
Vi voglio dare un consiglio, amici. Anche se vi viene la nausea alla sola idea di tornare in scuderia, montate. Montate più che potete. Provate mille cavalli. Passate le ore in sella e girate i maneggi. Frequentate persone che abbiano la vostra stessa passione e che possano capire quello che state passando. Divertitevi. Fate più lezioni che potete. Ma non abbiate fretta di comprare un altro cavallo. Non cercatelo. Fareste la scelta sbagliata. Cerchereste (invano) un clone di quello morto. Un clone che non esiste, che non può esistere. Dovete lasciar passare del tempo. Dovete aspettare finché andare in scuderia per voi non sarà più una imposizione ma un piacere. Finché quando montate un cavallo non vi verrà in mente l’altro. Finché smetterete di fare paragoni o di ricordare sempre come faceva lui. Ecco, quello sarà il momento in cui sarete pronti ad iniziare una storia da capo, da zero, senza aspettarvi di ripartire col nuovo cavallo laddove vi eravate interrotti con quello che è mancato. E’ l’unico modo per darvi (a tutti e due) una chance di essere felici insieme.

© Il Moralizzatore Equestre / Equestrian Insights – riproduzione riservata; illustrazione di copertina ©EqIn

prospera centro equestre

TAG

TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE:

Scrivi un commento

Redazione EQIN
INVIA
Il sito è protetto da copyright!